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lunedì 16 luglio 2012

Vinicio Caselli - Deposizione del 05 luglio 1994 - Prima parte

Il dottor Vinicio Caselli fu ascoltato il 5 luglio 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni.
 
Presidente: Signor Pubblico Ministero?  
P.M.: Sì, Presidente. Comincerei con alcuni testi della lista del Pubblico Ministero, che avevano mandato a suo tempo certificati medici e che era stato difficile citarli. Comincerei con il dottor Caselli Vinicio, che ha problemi di salute più volte certificati, e che stamani ha chiesto di essere sentito subito. Noi siamo... Buongiorno, Dottore, prego.  
Presidente: Buongiorno, Dottore, si accomodi prego. Dottore, innanzitutto lei consente la ripresa televisiva?  
V.C.: Come dice?  
Presidente: Consente l'uso delle telecamere?  
V.C.: Va bene.  
Presidente: Va bene. Allora potete riprendere. Vuol leggere quella formula?  
V.C.: Sì. Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.  
Presidente: Vuol dare le generalità, Dottore, per cortesia?  
V.C.: Caselli Vinicio nato a San Casciano Val di Pesa il 12/12/35, residente a San Casciano Val di Pesa, Mercatale, via Nunzi, 60.  
Presidente: Vuol rispondere, per cortesia, Dottore, alle domande del Pubblico Ministero?  
P.M.: Dottore, può spiegare innanzitutto qual è la sua professione?  
V.C.: Io sono medico chirurgo, e sono un medico di base su a Mercatale Val di Pesa.  
P.M.: È stato mai medico della famiglia Pacciani?  
V.C.: Sì, sono stato medico della famiglia Pacciani da quando vennero a Montefiridolfi fino all'età... all'85-86. Ora l'hanno preciso cui loro cambiarono medico io non me lo ricordo.  
P.M.: Ricorda, grossomodo, il periodo complessivo in cui lei è stato medico della famiglia Pacciani?  
V.C.: Penso sicuramente per una... per più di dieci anni.  
P.M.: Ci può dire qualcosa, in merito ovviamente al periodo in cui li ha conosciuti lei, sullo stato di salute del signor Pacciani? Aveva problemi? Veniva da lei spesso o raramente? Manifestava qualche patologia?  
V.C.: Per quello che mi ricordo di quel periodo, non mi sembra che ci fosse qualcosa di rilevante a carico del Pacciani.  
P.M.: Ricorda se nel 1980-81 aveva gli occhiali o lei gli ha prescritto visita oculistica?  
V.C.: Dunque, lei capisce bene che si parla di 14 anni fa.  
P.M.: Sì, effettivamente mi rendo conto della domanda. Ma lei su questo ha già risposto, volevo che - alla Polizia Giudiziaria - volevo se faceva mente locale su quel tipo di...  
V.C.: Io facendoci mente locale non mi ricordo assolutamente di aver prescritto né visita oculistica né accertamenti di quel genere lì.  
P.M.: Era questo che volevo sapere e al contrario, se lei lo ricorda, sulla base di questa sua precisazione ha mai visto il Pacciani in quell'epoca lì con gli occhiali?  
V.C.: No.  
P.M.: Mai. Fino all'85, l'anno in cui... Non le sembra.  
V.C.: L'anno, ecco, l'anno preciso sinceramente non...  
P.M.: Comunque lei non l'ha mai visto. Senta una cosa, per quanto riguarda i compensi per questa sua attività di medico - a parte ci ha spiegato era medico di base - si offriva di pagarle onorari il signor Pacciani?
V.C.: No, no, questo mai successo.  
P.M.: Mai successo. Lei sa per caso - se lo sa, ovviamente - se all'epoca, anzi, quale poteva essere nel 1980 il prezzo di una visita oculistica, deduco, privata? Noi abbiamo un appunto del signor Pacciani.  
V.C.: Nel 1980?  
P.M.: '80-'81, se lei è in grado, se lei lo sa o se è in grado di ricordare.  
V.C.: No, proprio... non vorrei dire delle stupidaggini. No, questo non... sicuramente un po' meno di 50.000 lire, penso. Poi lì dipende anche dalla figura, dal professionista che fa la visita oculistica. C'è chi... le oscillazioni sono piuttosto ampie.  
P.M.: Certo. Lei ha conosciuto anche gli altri familiari del Pacciani?  
V.C.: Sì, si, le figlie e la moglie.  
P.M.: Ricorda se a loro per caso nello stesse periodo ha prescritto occhiali?  
V.C.: No.  
P.M.: Non lo ricorda o lo esclude?  
V.C.: No, le bambine erano piccoline e non avevano bisogno di occhiali. Io non mi ricordo di aver mai prescritto...  
P.M.: A nessuno della famiglia.  
V.C.: A nessuno della famiglia, esatto.  
P.M.: Ricorda di aver notato - se è mai stato in casa - quali erano i rapporti padre-altri familiari?  
V.C.: No, senta, in casa ci sono stato molto poco perché in quest'arco di tempo evidentemente la salute di tutta la famiglia era abbastanza buona. Perché io mi ricordo di esserci stato pochissimo.  
P.M.: Ricorda...  
V.C.: Si parla di una volta o due nel giro anche di dieci anni.  
P.M.: In questi brevi o rari rapporti ha mai avuto la possibilità di capire quali erano i rapporti padre-figlie, marito-moglie?  
V.C.: No, assolutamente.  
P.M.: Niente di anomalo?  
V.C.: No.  
P.M.: Non ha avuto la possibilità.  
V.C.: No.  
P.M.: Un'ultima cosa. Ha mai parlato con lei il signor Pacciani di malattie particolari per le quali aveva necessità di usare un vibratore?  
V.C.: Mi sembra, cioè, dunque, del vibratore me ne ha parlato il Pacciani e questo mi è rimasto in mente perché me ne ha parlato per due sere consecutive ma non per spiegarmi… Mi è rimasto in mente perché lui era come se volesse portare alla mia conoscenza che lui possedeva o faceva uso di un vibratore. Poi, insomma, per che cosa lo usava, sembra che... per che cosa lo usava, forse per una sindrome emorroidaria... Però quello che mi è rimasto in mente è che proprio per due sere consecutive lui mi parlò dell'uso di questo apparecchio.  
P.M.: Lei può ricordare in che periodo fece queste?  
V.C.: Eh, guardi, questo veramente...  
P.M.: All'inizio o al termine del vostro rapporto professionale?  
V.C.: Forse sul termine, sulla fine.  
P.M.: Sul termine. Quindi lei ci ha indicato…  
V.C.: No, ma guardi l'indicazione dell'anno è un po'...  
P.M.: È un po’ difficile.  
V.C.: Difficile, sì.  
P.M.: Comunque nell'ultimo periodo. E lei ha avuto questa sensazione, cioè che fu lui a parlargliene.  
V.C.: Sì, esatto.  
P.M.: Quasi, lei ci dice, per metterla a conoscenza di questo.  
V.C.: Esatto, esatto.  
P.M.: Questo strumento ha effettivamente o meno la possibilità di essere usato in alcune patologie, che lei sappia?  
V.C.: Non mi risulta.  
P.M.: Ecco. Non ho altre domande, grazie.  
Presidente: Avvocato Colao, prego.  
A.C.: Dottore, scusi.  
V.C.: Prego.  
A.C.: Lei si ricorda un episodio in cui al Pacciani fu estratto un vibromassaggiatore dall'ampolla rettale, all'ospedale, circa il '76?  
V.C.: Dunque, me lo ricordo per sentito dire. Perché io non ero presente quando il Pacciani venne, mi sembra, a casa mia una mattina, dicendo che gli era successo questo inconveniente, io non ero presente, per cui lui poi, o perché fu consigliato o di sua spontanea volontà, andò all'ospedalino di San Casciano dove gli fu estratto.  
A.C.: Gli fu consigliato il ricovero?  
V.C.: Il ricovero no, credo di no. Gli fu consigliato unicamente di presentarsi al Pronto Soccorso di San Casciano.  
A.C.: Senta, scusi, Dottore, riguardo alle... le parlò naturalmente di avere - perché già l'ha riferito prima, in parte… Lei dice che non aveva problemi alla vista, no? Però... ha detto che il Pacciani non aveva problemi alla vista.  
V.C.: Lei, Avvocato, deve sempre tener presente che si parla di 14 o 15 anni fa. Quindi non è tanto...  
A.C.: Sì, capisco. Però, in linea di massima lei ha detto cosi 'Io non mi ricordo che avesse problemi'.  
V.C.: In linea di massima non mi risulta né quello, né altre patologie particolari. 
A.C.: Ecco, allora si ricorda un episodio in cui il Pacciani la informava che doveva farsi degli occhiali perché aveva due diottrie in più?  
V.C.: Non me...  
A.C.: Questo è verbalizzato, eh.  
V.C.: Come?  
A.C.: Lei lo verbalizzò, questo particolare ielle due diottrie in più. Cerchi un tantino di soffermarsi. Dice, 'Ho due diottrie in più...'.  
V.C.: Non glielo posso dire con sicurezza, non me lo ricordo con sicurezza, ecco.  
A.C.: E il discorso di due diottrie in più, proprio detto così 'io ho due diottrie in più', è positivo o negativo per la vista?  
V.C.: Ma mi sembra che sia positivo.  
A.C.: Cioè uno che vede meglio del normale?  
V.C.: Esatto.  
A.C.: Quindi era un modo di esprimersi errato, in ogni caso?  
V.C.: Esatto, esatto.  
A.C.: La ringrazio, Dottore, non ho altre domande.  
V.C.: Prego.

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