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mercoledì 23 gennaio 2013

Avvocato Luca Santoni Franchetti - Udienza del 20 ottobre 1994 - Terza parte

Segue dalla seconda parte
A.S.F.: Nell'82 viene arrestato Francesco Vinci. Perché? Perché lui scappa al momento dell'omicidio - mi sembra di Montespertoli, se non vado errato -scappa, fugge perché viene messa fuori una notizia falsa, credo sostanzialmente, cioè che il ragazzo era ancora in vita e poteva parlare, fra l'altro questa persona conosceva Francesco Vinci. E lui scappa. La macchina verrà ritrovata per caso da delle guardie forestali in cima a un monte, vicino a Follonica. Quando si sa che il ragazzo è morto questo riappare e dice che era andato a cercare un'abitazione per la famiglia al mare. Figuriamoci un po' se andavano in vacanza! ma insomma, lasciamo stare. Questi delitti non ci danno, alla parte civile, particolare spazio per meditazioni. Sono feroci, la parte asportata è terribile, e dimostrano che cosa? È uno psicotico, è un sadico sessuale. Ma c'è una caratteristica in tutti questi omicidi, la donna non viene violentata. Quando poi ritorneremo agli altri a valutare il Pacciani questo è un dato importante. Iposessuato, ipersessuato, tutte parole. Ma il fatto è che queste donne, che sono disponibili perché sono terrorizzate - immaginate voi cosa può essere una ragazza... prima viene ucciso sempre l'uomo, viene ucciso l'uomo - questa ragazza terrorizzata perché, a parte l'81, i primi delitti dell'81 sanno che arriva il "mostro", sanno che gli faranno quella cosa, solo il cervello deve andare via. Lui potrebbe fare quello che vuole e poi ucciderla. No, assolutamente. Addirittura a volte ha tagliato le mutandine con il coltello, gli faceva schifo toccarle. Ma come! Vedremo poi queste cose qui. E arriviamo a quello che per noi è uno dei delitti più importanti: il 1983. Vengono uccisi due ragazzi perché è un altra... tedeschi, non una coppia uomo-donna, sono due ragazzi tedeschi. È importante per tanti fatti. Innanzi tutto in quel periodo è in prigione Francesco Vinci che verrà liberato proprio a causa di questi delitti. Perché è altrettanto vero che tutte queste persone sono state scarcerate - noi parte civile ne dobbiamo pur prendere atto - non perché si è dimostrato l'insussistenza di gravissimi indizi, ma perché sono avvenuti altri delitti e le difese sono riuscite, nonostante l'opposizione dei giudici istruttori e dei P.M., a dire: 'È qualcun altro evidentemente', e quindi devono essere scarcerate'. Tanto che si pensò che l'operazione non fosse compiuta, e non a caso si fossero preso due ragazzi nell'83, perché la persona che doveva fare quella operazione, che è stato dimostrato è sempre una persona ad aver compiuto. I modenesi attraverso le scansioni elettroniche, i microscopi a scansione elettronica, hanno ricostruito al computer, hanno messo tanti tagli nel computer e poi li hanno separati. Il computer li ha riassemblati e ha detto, questi li ha fatti Tizio, Caio, Sempronio e Mevio. Quelli compiuti dal "mostro" li ha tutti messi nello stesso gruppo. Quindi, evidentemente, sono stati fatti da una sola persona; non essendoci quella persona, essendo in carcere, l'assassino ha dovuto comunque uccidere due uomini. Ma il delitto poi viene compiuto accanto a una casa. Guardate che tutti, la maggior parte - lo vedremo poi nell'84, lo abbiamo visto in altri delitti - erano le case molto vicine, questo è proprio attaccato. L'abbiamo detto, si, c'è il muro di cinta attaccato e una casa con dieci, dodici persone. Possibile che mai nessuno abbia sentito nulla? Deve essere molto audace questa persona che compie questi delitti, oppure si deve molto sentire sicura perché sono più persone. Diranno, e questo è molto importante perché poi ci porterà dopo quando andremo nella prova specifica nei confronti di Pietro Pacciani. Diranno i periti a pagina 57 della perizia sui tedeschi: "L'omicida spara prima a destra, poi va a sparare a sinistra, poi spara anche contro la lamiera, poi ritorna indietro, entra dentro e spara ancora". Ma che è Ridolini? '' ? Pagina 57, lo disse il professor Maurri, ma un pochino: 'Corre intorno al pulmino, spara'. O sono più persone oppure si comporta in questa maniera. Ma per noi è strano, anche perché come vedremo in seguito, può succedere qualsiasi cosa, questi potevano scappare dal pulmino dopo i primi 7 colpi, perché spara pur sempre con la 22 che ha un effetto, colpisce un organo importante oppure questo può scappare. Quindi o è una persona di una freddezza addirittura mitica, oppure sono più persone. Uno controlla, uno spara da sinistra contro la lamiera, quell'altro spara da destra, ed è un'ipotesi validissima. Ma c'è un'altra circostanza: ci sono le fotografie effettuate dai Carabinieri. Anche qui mancano molti bossoli, andate a fare il conto dei bossoli, mancano i bossoli, non si trovano dei bossoli. C'è una circostanza importante, verrà ritrovato accanto, a cinque metri circa dal furgone, una rivista, ci sono le fotografie, una rivista che si chiama "Golden Gay" di cui avevamo chiesto l'acquisizione, Presidente, del giornale, era tardiva, ma tardivamente l'avevamo scoperta, però c'è la fotografia e quindi ne possiamo parlare. Ed è una fotografia strana perché parla, questa rivista, di una setta di persone incappucciate e di un patto di sangue, compiono una vendetta con un atto finale che è simile - anche se compiuto a volte su uomini o su donne - a quello fatto dal "mostro. La circostanza sarebbe per voi importante se si fosse usato il vecchio rito, acquisizione di altri atti. Nell'agosto del 1983 fu compiuta la perizia psichiatrica su Francesco Vinci. Fu dichiarato completamente sano di mente e lui parlò nell'agosto del 1983 di uomini incappucciati - c'è la perizia - nelle sue ricostruzioni e di patto di sangue. Guarda caso, dopo un mese e mezzo noi troviamo una rivista dell'aprile del 1981, cioè di prima, di pochi mesi prima che cominciassero questi delitti, in cui si parla di uomini incappucciati e di patto di sangue. Combinazione. È una combinazione. Ma chi ce l'ha messa? Dicono i Carabinieri: 'Non era sgualcita, non era bagnata dalla rugiada, da nulla, è stata messa quella notte. Allora, quella notte qualcuno si è divertito a mettere una rivista del 1981 che parla di patto di sangue e di uomini incappucciati. Esattamente quello che dice - e la perizia non è agli atti purtroppo, ma c'è – di Francesco Vinci. Strano, molto, molto strano. Questa difesa di parte civile le cose le deve dire. Arriviamo invece, ed è molto importante, forse il delitto più importante: al 1984, dicevo l'85, l'84 è certamente importante perché voi dovete valutare, e anche su questo aspetto una risposta dalla Corte, un fatto importante. Signori, dopo il 1981 incomincia nei giovani una psicosi. Noi non si va più a fare l'amore in macchina perché veniamo uccisi. Le ragazze, ovviamente, si rifiutavano. Io mi ricordo nell'83 stavo a Borgo San Lorenzo e le coppie si radunavano intorno a un ospedale ancora non ultimato, proprio vicino al paese, nel paese e si vedeva quaranta macchine, cinquanta macchine, venti macchine a volte, tutte vicino, coi Carabinieri che ogni tanto venivano a controllare. La psicosi era enorme. Siamo nell'83. Trovare una coppia, più c'erano le pattuglie della Polizia, pattuglie del Carabinieri, volontari che andavano per le campagne a vedere, a guardare, cacciatori. Una psicosi. È logico, siamo nell'83 devono ancora avvenire il delitto dell'84 e dell'85. Trovare una coppia è difficilissimo, perché i luoghi, i posti sono migliaia. Pensate, il "mostro" colpisce sempre vicino a delle strade abbastanza importanti, ma se uno andasse nelle stradine di campagna poi ve ne è una varietà infinita e le coppie hanno paura; trovare qualcuno senza farsi notare è difficile. E sarà molto importante dopo. Talché nel 1984 penso che purtroppo per i poveri ragazzi di Vicchio fossero fra i pochi a uscire la sera in quel modo. Ma avranno pensato: 'Proprio qui deve venire a colpire?' Tra l'altro la strada è l'unico - io conosco i luoghi del delitto - quella strada è difficilissima da vedere se c'è una macchina, perché? Perché sale cosi, poi fa una curva, un rientro e non si vede da nessuna parte. Cioè, qualcuno dall'esterno non può vedere quel posto, l'hanno detto i Carabinieri, e poi i posti sono sempre lì. Il ragazzo d'altronde ha messo la macchina con la propria spalliera attaccata a una macchia, sulla destra c'è una casa e un prato. Quindi se viene qualcuno lo vede. Lì, con la macchina rivolta verso la strada. Ciò nonostante l'attacco verrà portato proprio dalla spalliera del guidatore, attaccata alla macchia. Sicché fa presupporre che la persona, o le persone che hanno aggredito quella coppia fossero già lì quando loro sono arrivati. Che vuol dire questo? E vorrà dire dopo, perché conoscere quel posto che non si vede, vivaddio, non può l'omicida aver girato in tutte le stradine, sono, ripeto, migliaia, tutte quelle di campagna, quelle sterrate, per vedere i posti possibili. Deve essere qualcuno che lo conosce molto bene e stiamo attenti, è a pochissimi chilometri dalla zona di Vicchio, è proprio, è quella zona lì. Ma questo delitto non ci dà altre connotazioni salvo una che viene, purtroppo, portato ulteriore oltraggio al seno della ragazza, ed è significativo. Purtroppo sono domande senza risposta. Noi vediamo che in tutti i delitti c'è qualche cosa di oltre, di di più: nel '74 c'è il vestito là sotto, e questo potrebbe essere importante in futuro per voi nel connotare psicologicamente l'omicida. C'è il vestito, poi sarà trovata a Calenzano una pietra rossa misteriosa: i Carabinieri faranno indagini incredibili.. Una pietra da salotto, un fermaporte di marmo, in mezzo a un bosco. Una pietra che ha un certo valore? Non riescono a capirlo. Verrà poi trovata la rivista. Verranno poi fatti altri dati connotativi come il taglio al seno. Nell'81 c'è invece il taglio al pube. Ogni volta c'è un qualcosa di più. E si arriva al 1985 che è l'ultimo delitto. Delitto molto importante perché vi sono molti elementi. Elementi un'altra volta ancora, e la difesa lo deve dire, contraddittoria. L'omicida incomincia - o gli omicidi, per me sono sempre più di uno ma sono sempre diversi dagli altri - attacca la tenda dal retro, col coltello. Diranno i modenesi: 'Non era molto pratico perché c'è la controtenda'. Però incomincia dal retro. Verrà sparato un colpo - e la perizia dei modenesi è molto precisa – con lo spigolo della tenda che non si sa che effetto fa. Forse può aver colpito la mano del ragazzo. Certamente è un colpo che non attinge a organi importanti. Il ragazzo scappa e riceve un colpo di pistola in faccia vicino al naso, ma non è assolutamente un colpo che può provocare dolore. Ma non fa nient'altro. A questo punto l'assassino, ecco la domanda che io vi propongo, l'assassino cosa fa? La donna è viva -seguo la perizia dei modenesi - la donna è viva, il ragazzo scappa; gli spara due colpi sicuramente, perché il ragazzo viene attinto da tre colpi, tre colpi la donna, nove i bossoli ritrovati. Pensa che questa volta, alla fine degli omicidi, stiano attenti a quei bossoli. Quindi, tre colpi a vuoto, tre all'uomo, tre alla donna. Deve entrare nella tenda - dicono i modenesi – per sparare alla donna, ucciderla. E infatti entra nella tenda e la uccide. Ma, io dico, a questo punto, il ragazzo scappa, lui gli spara, quindi guadagna dei metri, poi l'assassino deve entrare - leggetevi la perizia dei modenesi - deve entrare nella tenda, uccidere la donna, ci metterà tre o quattro secondi, ma un vantaggio di dieci secondi il ragazzo ce l'ha. Lo deve raggiungere. E perché non gli spara? Dice il P.M. - non sono d'accordo -: 'Aveva finito i colpi'. No, ne ha sparati nove. In quella pistola ce n'è undici quindi aveva ancora due colpi, ma lo insegue, lo raggiunge, quindi è molto veloce, quindi è molto veloce e lo finisce col coltello. Ecco, a me queste ricostruzioni non tornano. C'è la teoria che siano più persone, che sarà importante non sarà importante, ma certamente per noi che vogliamo una verità storica della ricostruzione, come si può riconciliare questi fatti? Pensiamo, poi, che all'interno della tenda, diranno i modenesi, e vi è stata una lunga questione medico-legale, verranno usati due coltelli. Anche questo è strano. Pensate poi alle difficoltà di luce. Ma vediamo ancora. Comunque sia, a mio avviso, uno entra con la pistola nella tenda e uccide la donna e l'altro rincorre l'uomo, lo raggiunge, lo colpisce da tergo; l'uomo lo prende per il collo, questa è la ricostruzione medico-legale, e tira un colpo al collo; l'uomo cade supino e viene finito sul davanti. Queste sono le ricostruzioni medico-legali. Già si formerà in quel momento, e c'è nel terreno una macchia di sangue, perché' evidentemente in quel breve momento l'uomo, ancora in vita, perde abbondantemente sangue, si forma per terra una macchia di sangue. Ma poi l'uomo verrà preso e buttato nella macchina. Il terreno, benché sia sabbioso, noi non abbiamo un'azione di trascinamento, non si riesce a vedere in quel breve spazio un'azione di trascinamento, pare che l'uomo sia stato preso e buttato, con i piedi alti e il corpo in basso. Anche per me, per quanto può essere importante la conoscenza medico-legale, dev'essere stato sollevato da due persone e buttato. Contro questa, contro questa macchia, perché evidentemente si voleva mascherare, prendere tempo il più possibile, perché il delitto non venisse scoperto. Ecco, noi vediamo, quindi, che la ricostruzione è molto complessa. Noi non diciamo, abbiamo dei dubbi; i fatti ve li abbiamo narrati, sono cosi. Evidentemente vogliamo una risposta. Non vuol dire niente Giudici, il fatto, il Pubblico Ministero, come nel lontano '68 il valoroso dottor Caponnetto rinviò a giudizio uno, non saranno molti, ma io è al massimo se riesco a inviarne a giudizio uno, cosi può essere oggi. Non vuol dire che la pluralità di persone esclude automaticamente il Pacciani. Però io su queste ricostruzioni vorrei un momento saperne di più, perché non mi tornano. Vorrei escludere per sempre quella pista maledetta del '68, mi farebbe tanto piacere perché è stato un atto importante; tutti noi avremmo voluto che il '68 non fosse mai esistito per essere liberi di trovare il tipo di autore ideale per questo delitto che non è certamente loro, persone molto simili, fra l'altro, al Pacciani. Ma c'è un'altra cosa, e noi vi chiediamo anche su questo una risposta. Viene inviata una lettera alla dottoressa Della Monica, ed è un fatto importantissimo, perché anche questo è una cosa diversa rispetto agli altri omicidi. Vi ho detto, ogni delitto ha una connotazione diversa, pare quasi che abbiano studiato di dare un tocco strano, un tocco fantastico a ogni omicidio: e la pietra rossa e il vestito e la rivista, e ora la lettera. Ma la lettera può avere un significato strategico? Viene spedita, guarda caso un'altra volta, da San Piero a Sieve. Cioè il Mugello è veramente l'epicentro di questi delitti. Viene spedita da San Piero a Sieve, si pensa, si ha ragione di ritenere, o la domenica sera, se il delitto è avvenuto nel... il sabato, e c'è una grossa questione fra medico-legali, se il sabato o la domenica i fiorentini, con abbondante argomentazione, ma molto, molto forzate, a mio avviso, dicono è domenica, altri, i modenesi, dicono è il sabato. Non lo so, vi sono delle incertezze da parte dell'accusa e le rispetto, forse non è nemmeno molto importante, lo sarebbe per altre piste, per gli alibi che i sardi si sono, precostituiti a vuoto per quei giorni, ma questo non riguarda questo processo. Perché viene spedita la lettera? L'assassino si porta dietro una traccia cosi importante, perché? E perché la spedisce da San Piero? perché deve fare questo percorso lunghissimo? Da Scopeti scendere a Firenze dove potrebbe, tranquillamente e in maniera assolutamente anonima, spedirla. No, deve andare fino a San Piero a Sieve. Gli può succedere qualsiasi cosa, è un momento di psicosi, in città, pazzesco. Perché lo deve fare? Evidentemente, a mio avviso, ma la domanda la rivolgo umilmente ancora a voi, non è forse per precostituirsi un alibi? Perché forse, se era l'altra pista sarda, controllatissimi, a un certo punto diranno: 'Ma io quella sera ero a casa, come ho fatto a portare la lettera in quelle ore, come ho fatto a portare la lettera a San Piero se ero là, e ci no i testimoni che a quell'ora ero là?' Questa è per noi l'unica risposta. Si parlò di sfida alla giustizia, possibile che ci sia anche la sfida. Persona molto esperta che ha mandato la lettera, perché si guarda bene, a differenza di tutte le altre lettere anonime, di usare la saliva; usa dell'acqua perché sa benissimo e, questo non può essere però... mah, può essere, insomma, una persona che sa di se stesso, perché la saliva si può arrivare al codice DNA o a, comunque, caratteristiche personologiche, ma non certo con l'acqua. Anche questo è un dato importante. Ecco, io mi domando se è vero che è per precostituirsi un alibi e poi, tutti diranno quello che vogliono, motiveranno; può essere anche non soltanto i sardi che, loro stanno a sud, si precostituiscono mandando qualcun altro un alibi a nord. Ma noi questi dubbi li dovevamo dire, è da tanto tempo, da troppo tempo che dentro di noi si agitano questi dubbi, queste domande. Insomma, ci hanno tormentato. Oggi abbiamo modo di dirle, ve le presentiamo così, oggettivamente, senza dare un'interpretazione. 

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