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giovedì 10 gennaio 2013

Avvocati di parte civile - Udienza del 21 aprile 1994

Presidente: Avvocato Colao, prego. 
A.C.: Signori della Corte, signori Giurati, in questo processo rappresento la famiglia di Paolo Mainardi, assassinato in circostanze rocambolesche a Baccaiano di Montespertoli il 19 giugno 1982 insieme a Migliorini Antonella. La famiglia, e in particolare la madre, è stata duramente provata da questo evento, tanto che è una donna ancora più anziana oggi degli anni che avrebbe se non si fosse verificato questo fatto. Ed è comprensibile. Con ciò dico che nessuno spirito di vendetta anima i miei clienti e la parte civile, ma sete di Giustizia sì: sete di Giustizia. Perché questi efferati omicidi ripetitivi che hanno sconvolto la Toscana dal '68 al 1985 vedono oggi imputato di questi reati Pacciani Pietro. E naturalmente noi, costituendoci parte civile, vogliamo seguire con la massima attenzione e avvalerci dei mezzi di prova prodotti dall'accusa e anche dalla difesa, e in fase di controesame, e dalle altre parti civili, puntualizzare col solo scopo di arrivare alla verità. Non posso però esimermi in questa circostanza da un'osservazione. Dobbiamo fare chiarezza, lavorando tutti insieme, con rigore logico. E il rigore logico non deve essere, diciamo, eccessivamente distolto, inquinato ed appesantito. Prima che questa inchiesta fosse iniziata erano stati fatti degli errori, è umano. L'autorità giudiziaria si dava da fare, come è suo dovere e naturalmente ci sono stati degli errori. Sono stati riconosciuti questi errori però dobbiamo estrapolare da questo procedimento giudiziario, che poi è legato a quello del '68 - come il P.M. giustamente dice - dal fatto: proiettili, bossoli, arma, unica arma. È chiaro che, arrivando attraverso i gravi indizi, precisi e concordanti che sussistono in tutti questi omicidi è chiaro che ci si rifà al delitto del '68. Evidente è, diciamo, un procedimento già esaurito, già sfogato e la memoria di questo povero bambino - il quale fu turbato, e ora è uomo e non so in che condizioni psichiche possa essere ma mi dicono e ritengo, piuttosto scarse - potrà portare certo delle cose, auguriamoci che le porti, però il filo conduttore rimane: proiettili, bossoli, pistola. È la stessa arma del '68, quindi non si poteva tenere fuori questa arma e questa correlazione di base se non rifacendosi e incamerando in questa serie di omicidi anche quello del '68. Ora, se poi sia un serial killer e agisca a scadenze determinate se poi viceversa le precedenti indagini avevano evidenziato un medico, alto, distinto, agile, scattante che operava col bisturi, e naturalmente questo poi è stato deluso dall'odierno imputato - il quale naturalmente è un agricoltore, ha i calli alle mani, e naturalmente non corrisponde a queste caratteristiche - queste sono altre cose. Il processo naturalmente deve andare avanti col miglior rigore, e noi faremo la nostra parte nel seguire con la massima cura e attenzione. Grazie.  
Presidente: Avvocato Pellegrini. 
A.P.: Avvocato Pellegrini per i genitori di Pia Routini, uccisa - come tutti sanno - a Vicchio nel 1984. Io riporto la discussione su un binario che ritengo a me più congeniale e anche più consono alla posizione che le parti civili assumono in un processo penale. Siamo titolari di un'azione civile tesa ad ottenere il risarcimento dei danni nei confronti di colui, o di coloro che ci vengono proposti dall'autorità inquirente come possibili autori del fatto. In questo, in questa indicazione noi crediamo, fino a che il processo non avrà dimostrato, eventualmente, il contrario. Altrimenti non si giustificherebbe la nostra presenza come parti civili che chiedono a una persona, esattamente individuata, il risarcimento dei danni che le sue malefatte hanno provocato. È questa l'ottica con la quale io mi pongo come difensore delle parti civili. Chiedo risarcimento dei danni, è ovvio, è sottinteso, all'imputato che oggi la Procura della Repubblica di Firenze mi ha portato sui banchi quale imputato, appunto. Non lo so se la sentenza confermerà questa ipotesi; ma del resto noi avvocati siamo abituati, è normale per noi citare in giudizio una persona, durante il giudizio verifichiamo le responsabilità, le inadempienze, quello che la persona citata ha fatto nel bene e nel male, dopodiché, se le prove raccolte saranno sufficienti per inchiodarlo alle sue responsabilità, verrà condannato, altrimenti verrà prosciolto. È una posizione lineare di qualunque giudizio civile, e non fa eccezione perché si inserisce, guarda caso, nel processo penale. Quanto alle prove delle quali intendo avvalermi, è ovvio che intendo avvalermi dei testimoni, in controesame si intende, indotti dalla difesa, indotti dalla Pubblica Accusa. E chiedo, espressamente in linea con la mia presenza, la presenza dei signori Rontini in questo processo; chiedo che ai sensi dell'articolo 316 del Codice di procedura penale, essendovi fondata ragione di ritenere che manchino, si disperdano le garanzie delle obbligazioni civili derivanti dal reato - perché per queste io sono qua - la parte civile può chiedere e sta chiedendo in questo momento al Giudice il sequestro conservativo dei beni mobili ed immobili appartenenti a Pietro Pacciani. Grazie.  
Presidente: Avvocato Saldarelli, prego. 
A.S.: Anche in sostituzione dei colleghi Rosso e Ciappi.  
Presidente: Benissimo. 
A.S.: Questo difensore non ha da fare alcuna relazione introduttiva, si richiama espressamente a quella del signor Pubblico Ministero, concorda nella richiesta di ammissione delle prove formulate dallo stesso Pubblico Ministero. Non propone alcuna opposizione alle prove richieste dalla parte civile, avvocato Santoni Franchetti. Chiede ovviamente l'esame o il controesame dei testimoni indotti dal Pubblico Ministero e dalla difesa dell'imputato, nonché quelli indicati dalla difesa di parte civile; chiede l'esame dell'imputato stesso, riservandosi nel prosieguo, e quando la Corte esaminerà le singole posizioni, eventuali ulteriori interventi. Si pone solamente un problema che propone alla Corte, ma che è già stato sollevato da alcuni difensori. La Corte ha già deciso di espungere dal fascicolo dibattimentale alcuni scritti anonimi che non hanno, in quanto anonimi, possibilità di accedere al fascicolo dibattimentale. Questo difensore chiede che invece gli stessi vengano acquisiti quali corpi di reato, in quanto entità materiali e non certo per il loro contenuto letterale, perché gli stessi sicuramente saranno oggetto o potranno essere oggetto nel corso dell'istruttoria dibattimentale di richiesta di perizia sia sotto il profilo calligrafico, sia sotto il profilo tossicologico - mi sembra l'abbia avanzata l'avvocato Luca Santoni Franchetti - di talché per questi soli fini possono stare nel fascicolo dibattimentale. In tal senso chiede che gli stessi vengano riacquisiti quali corpi di reati al fascicolo dibattimentale a questo solo fine, prescindendosi dal loro contenuto letterale, ideologico, ma solamente come atto, come documento, come oggetto materiale.  
Presidente: Prego, Avvocato. 
A.C.: Dottor Procuratore Andrea Capanni, sostituto processuale dell'avvocato Guido Puliti, patrono di parte civile Rontini Marzia. Nessuna esposizione introduttiva, come è logico, nessuna prova da proporre all'attenzione dell'illustrissima Corte di Assise di Firenze. Soltanto una presenza questa che vuole esprimere non soltanto la doverosa necessità per la sorella di Rontini Marzia di essere rappresentata qui oggi di fronte a voi, ma vuole esprimere anche una meditata fiducia nel lavoro portato avanti dalla Procura della Repubblica di Firenze nella fase delle indagini preliminari e l'interesse ad essere partecipi di questo dibattimento. Espressamente questo difensore si associa a quanto testé chiesto dall'avvocato Saldarelli circa il reinserimento nel fascicolo del dibattimento di quegli anonimi, in quanto anche secondo questa parte civile trattasi di cose pertinenti al reato e quindi come tali suscettibili di acquisizione. Grazie.  
Presidente: Bene, vi sono altri? Nessuno. Benissimo. Allora direi, se siete d'accordo, possiamo aggiornarci a oggi pomeriggio. Avvocato Bevacqua e avvocato Fioravanti, potrete illustrare le vostre richieste di prove. Va bene? Direi possiamo andare alle 15.30, se siete tutti d'accordo. Va bene? Buongiorno. 
A.B.: Siamo tutti d’accordo.  
Presidente: Va bene? Buongiorno.

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