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mercoledì 5 settembre 2012

Giorgio Trinca - Deposizione del 08 luglio 1994 - Prima parte

Il dottor Giorgio Trinca fu ascoltato l'8 luglio 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni.

Presidente: Bene, signori, buongiorno. Bene, siamo tutti presenti, l'imputato è presente, assistito dall'avvocato Bevacqua. Possiamo cominciare. Signor Pubblico Ministero, prego.  
P.M.: Grazie. Dunque, il Pubblico Ministero continua con i testi di Polizia Giudiziaria che sono stati indicati nella lista e che gradatamente si stanno esaurendo. Stamani, tra gli altri, volevo sentire per primo, dal momento che avrà, ha poi impegni personali, se la Corte lo ritiene, uno di quegli ufficiali di Polizia Giudiziaria che avevano provveduto a fare le analisi merceologiche sulla busta che pervenne alla dottoressa Della Monica e di cui abbiamo parlato nell'udienza scorsa. C'è una relazione negli atti in cui si spiega che tipo di colla era usata, che carta era e soprattutto sul fatto se il pezzetto che poi ci è stato descritto dai periti, era contenuto nella busta o in altro tipo di carta. È una relazione che loro hanno. Si tratta dell'agente Trinca. È un perito chimico della Polizia Scientifica di Roma, il quale ha materialmente steso quella perizia. Ci potrà chiarire, se ancora c'è, è necessario dire qualcosa sul punto, quegli elementi che sono contenuti in quella relazione. Siccome si tratta di persona che deve rientrare a Roma per motivi suoi, chiedo di sentirlo per primo.  
Presidente: Benissimo. Introduciamolo. È un perito, non un consulente, vero?  
P.M.: Era un perito per il giudice istruttore.  
Presidente: Ah, benissimo. Si accomodi, prego.  
P.M.: C'è nel procedimento che andò in istruttoria formale. 
Presidente: Certo. Si accomodi. Vuol dare, cortesemente, le sue generalità? 
G.T.: Mi chiamo Trinca Giorgio, sono un tecnico della Polizia Scientifica e presto servizio presso il Centro di Polizia Scientifica di Roma.  
Presidente: Vuole leggere la formula dei testimoni, per cortesia?  
G.T.: Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto a mia conoscenza.  
Presidente: Ecco, risponda, per cortesia, alle domande del Pubblico Ministero e poi dei difensori. Prego.  
P.M.: Dunque, signor Trinca, lei fu incaricato di svolgere accertamenti chimico-merceologici su una busta che recava un certo indirizzo e che era quello "Dottoressa Della Monica - Procura Firenze"? Ricorda?  
G.T.: Sì.  
P.M.: Che tipo di analisi effettuò?  
G.T.: Fu effettuato un esame merceologico di alcuni reperti costituiti da, appunto, dalla busta per lettera; dei ritagli di giornale utilizzati per comporre l'indirizzo, dei materiali utilizzati per confezionare la busta, alcuni collanti, e un fram... alcuni frammenti: uno di carta e uno di materiale plastico che erano stati rinvenuti all'interno della busta stessa.  
P.M.: Ecco. Chiarito quali erano i reperti, ci vuole spiegare quale fu l'esito dell'accertamento?  
G.T.: Allora...  
P.M.: Diviso per reperto. Prima la busta, poi...  
G.T.: Sì, sì. Allora, la busta risultò prodotta da una ditta denominata ICI di Tolmezzo, e risultò da accertamenti condotti presso questa ditta che si trattava di un prodotto distribuito a livello nazionale, tramite una rete di grossisti, quindi di comune reperibilità commerciale.  
P.M.: Molto diffuso? Ricorda se era... O un oggetto particolare?  
G.T.: No, no, molto diffuso.  
P.M.: Molto diffuso. Per quello che riguarda, invece, l'indirizzo?  
G.T.: L'indirizzo era stato composto utilizzando dei ritagli di giornale, presi da dei giornali periodici. Quindi fu escluso che si trattasse di ritagli di quotidiani, ma presumibilmente un periodico di bassa qualità. Pubblicazioni settimanali e simili.  
P.M.: Bassa qualità come carta.  
G.T.: Sì, come materiali. E anche... doveva essere anche come valore della pubblicazione, perché appunto, spessore della carta molto limitato, caratteristiche merceologiche della carta non elevatissime. Quindi... anche se impiegava stampa a colori, quindi, diciamo, riconducibile a dei...  
P.M.: Di grande diffusione, insomma.  
G.T.: Sempre di grande diffusione.  
P.M.: Ricorda se fu possibile risalire a un periodico in particolare, attraverso la stampa, o no?  
G.T.: No, no, era...  
P.M.: Voi non...  
G.T.: Procedimenti di stampa di uso comune...  
P.M.: Allora attraverso i particolari stampati sulle singole lettere, si riuscì a risalire a un singolo giornale, o questa operazione voi non l'avete fatta?  
G.T.: No, no, fu tentata, ma, sia per quanto concerne il discorso delle lettere, che erano caratteri da stampa di formato usuale, diciamo, in diversi tipi di pubblicazione, sia dalla parte posteriore dei caratteri dove c'erano riprodotti frammenti di stampa, non fu possibile individuare...  
P.M.: Con certezza...  
G.T.: ... un tipo particolare di...  
P.M.: O un numero di…  
G.T.: ... di periodico.  
P.M.: Ho capito. E il modo in cui queste lettere erano attaccate alla busta? Si risali a qualcosa?  
G.T.: Sì, fu stabilito che appunto erano state incollate con un collante a base di destrina, che poi sono quei collanti che vengono utilizzati per incollare materiali cartacei comunemente impiegati in uffici pubblici e... commercializzati, insomma.  
Presidente: Coccoina, cos'è, la coccoina?  
G.T.: Non la coccoina, la destrina. Sono quei collanti liquidi che sono venduti in flaconi, che si spalmano con dei pennellini, quindi... La coccoina è solida, è un tipo un po' diverso.  
Presidente: Va be', per saperlo, perché non lo sapevamo.  
G.T.: Si.  
P.M.: La...  
A.B.: Uffici pubblici, ha detto?  
Presidente: No.  
G.T.: Presso...  
A.B.: Che vengono usati presso uffici pubblici, ha detto.  
G.T.: Presso uffici pubblici e di comune reperibilità commerciale, sotto altri tipi di confezione.  
A.B.: Grazie. Bene, bene.  
Presidente: Voglio dire, ma non è che si usano solo negli uffici pubblici.  
G.T.: No.  
A.B.: No, no.  
Presidente: È la colla liquida. Quella che una volta veniva chiamata gomma arabica.  
P.M.: Lei ci ha detto... uffici pubblici per farci capire di cosa si tratta.  
G.T.: , Di largo impiego, in ogni caso.  
Presidente: Insomma, capito? Le parole vanno pesate, eh…  
P.M.: No, capito, sennò sembra che sia di esclusiva pertinenza...  
G.T.: No, no...  
A.B.: In campagna è difficile usarli?  
G.T.: No, sono reperibili anche in campagna e...  
P.M.: Molte grazie, molte grazie. 
G.T.: ... non c'è...  
P.M.: Via, Avvocato, sennò veramente perdiamo inutilmente tempo.  
Presidente: Le parole vanno pesate.  
P.M.: Comunque ci ha spiegato il perché di questo tipo di semplificazione.  
Presidente: Ecco.  
P.M.: E per quanto riguarda la chiusura della busta, invece?  
G.T.: La busta fu sigillata utilizzando un altro tipo di collante, sempre di comune reperibilità commerciale, individuabile come caratteristiche chimiche nel "UHU" marca tipo extra, quindi un prodotto commerciale venduto in tubetti. 
P.M.: Questo risaliste dal tipo, da un esame sul bordo...  
G.T.: Da un esame...  
P.M.: Ecco.  
G.T.: Esame chimico effettuato da alcuni frammenti di colla che fuoriuscivano dal bordo sigillato.  
P.M.: E riusciste a risalire a questo "UHU".  
G.T.: Sì. E lo stesso collante era stato utilizzato per comporre anche un sacchetto che era all'interno della busta...  
P.M.: Ecco, ci vuole spiegare, innanzitutto— Passiamo - la busta l'abbiamo esaminata - all'interno le convezioni com'erano? C'era della carte e della plastica?  
G.T.: Si, c'era un foglietto in carta, un cartoncino un po' più pesante, diciamo, della carta di uso comune per scrivere, per fotocopie, piegato e chiuso, diciamo, fissato lungo i bordi a mo' di sacchetto...  
P.M.: Che dimensioni aveva? Inferiori a quelli della busta.  
G.T.: Naturalmente, sì, intorno all'8x10, mi sembra. Comunque le dimensioni sono riportate nella... 
P.M.: È nella relazione.  
G.T.: E era stato sigillato lungo i bordi, questo sacchetto era stato realizzato incollandolo con, appunto, della colla “UHU”, anche in questo caso.  
P.M.: Quindi era una sorta di sacchetto interno, di protezione.  
G.T.: Sì, per evitare, magari, che si vedesse il contenuto, qualcosa del genere.  
P.M.: E all'interno di questo sacchetto?  
G.T.: E all'interno era stato rinvenuto un sacchetto in plastica trasparente che doveva contenere appunto degli altri reperti che...  
P.M.: Reperto che era già stato tolto quando avete...  
G.T.: Esatto, esatto. Non...  
P.M.: Ecco, questo sacchetto che io dico genericamente di plastica, aveva qualche caratteristica? Si è potuti risalire a qualcosa di preciso?  
G.T.: No, era... le analisi hanno accertato che era di polietilene...  
P.M.: Trasparente.  
G.T.: Diciamo trasparente, sì. Quindi assimilabile a moltissimi prodotti reperibili in commercio.  
P.M.: Io non ho altre domande, grazie.  
Presidente: Signori Avvocati della difesa di parte civile?  
A.P.: Avvocato Pellegrini. Fu provato a rigirare le singole lettere per vedere quello che risultava stampato dietro?  
G.T.: Sì, furono scollate tutte quante con le dovute cautele e furono anche documentate, e agli atti dovrebbe esserci la documentazione di quello che c'era nella parte posteriore.  
A.P.: Ecco. Fra le scritte che risultarono, le risulta che ci fosse un nome di una persona, un nome proprio, un cognome di un regista?  
G.T.: Sinceramente non ricordo; è passato molto tempo. Comunque è agli atti la relazione con le foto dettagliate. Si potrebbe eventualmente consultare.  
A.P.: Quindi non ricorda se, attraverso il nome di questo personaggio, si potesse risalire al fatto che si trattava di una pubblicazione pornografica?  
G.T.: No, no. Noi non facemmo questo tipo di indagine di Polizia Giudiziaria, ma ci limitammo a… tecnicamente, a staccare i frammenti, senza danneggiarli e a documentare il tutto... 
A.P.: Quindi non fu fatta una ricerca...  
G.T.: ... evidenziando...  
A.P.: ... dei possibili articoli stampati evidentemente sulla pagina successiva a quella da dove erano state prelevate le lettere?  
G.T.: Questo…  
A.P.: Per ritrovare il testo originario, e quindi individuare la rivista. Non fu fatto? 
G.T.: Da noi, come servizio di Polizia Scientifica, come laboratorio analisi, non fu fatta questa ricerca. C'erano degli organi competenti. Penso che sia di competenza della Questura. Non so chi è che possa aver fatto tutto questo.  
A.P.: Va bene, la ringrazio.  
A.S.: Mi sembra di aver capito che lei esclude che sia stata usata della saliva per incollare le parti, o la busta, anche il francobollo, mi sembra. Fu usata della colla anche per il francobollo, o dell'acqua... Non so, cosa fu usato?  
G.T.: Sì, anche per il francobollo furono trovati dei tratti di colla debordanti, costituiti appunto da colla alla destrina, come quella utilizzata per incollare i caratteri, quindi le scritte.  
A.P.: Ecco, ma voi, in quel periodo...   
G.T.: Sì.  
A.P.: ... sarebbe stato possibile, dalla saliva, ricavare il DNA? Tecnicamente? A quei tempi era possibile?
P.M.(fuori microfono): Se non c’era…  
G.T.: Devo precisare che io sono in un'altra sezione. Non mi occupo di analisi biologiche. 
A.S.: Ho capito.  
G.T.: Da quello che ricordo, il quesito fu posto, diciamo, presso la Sezione di indagini medico¬-legali della nostra... del nostro servizio, quindi ritengo che si potesse fare anche all'epoca.  
A.S.: Senta, le lettere dell'indirizzo erano messe a regola d'arte? Cosa voglio dire? Erano state incollate bene, c'erano delle sbavature... Il lavoro, in sintesi, era stato fatto in fretta, oppure con cura?  
G.T.: Ma, si trattava... 
A.S.: Ha capito che intendo?  
G.T.: Sì. Si trattava di ritagli di giornale con caratteri anche di diverse dimensioni, quindi l'allineamento chiaramente non era di tipo tipografico, quindi non erano perfette, erano un po' sfalsate, perché appunto c'erano dei caratteri più grandi e dei caratteri più piccoli. 
Presidente: Comunque lo possiamo giudicare noi. No?  
P.M.: Abbiamo l'originale.  
A.S.: Sì, ma ci voleva molto tempo per fare un'operazione del genere? Era... ci voleva calma o parecchio tempo, oppure è un'operazione che si può fare abbastanza facilmente?  
G.T.: Da quello che ricordo mi sembra che erano tre righe e un indirizzo composto da poche parole. Otto o dieci parole. Il testo si potrebbe verificare facilmente. Non so, non posso esprimermi sulla…  
A.S.: La ringrazio.  
G.T.: …sull'enfasi che ci si può mettere nel realizzare una scritta del genere. 

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