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giovedì 13 settembre 2012

Callisto Di Genova - Deposizione del 08 luglio 1994

L'agente di P.G. Callisto Di Genova fu ascoltato l'8 luglio 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni.

Presidente: Chi c'è adesso?  
P.M.: Un ultimo teste di P.G., poi io stamani non ne ho altri.  
Presidente: Me lo fa venire, per favore?  
P.M.: Anzi, due ne ho ancora, chiedo scusa. Il teste Di Genova Callisto.
Presidente: Prego.  
P.M.: Sono circostanze molto brevi quelle che io voglio chiedere ai testi, quindi si tratta di...  
Presidente: Bene, buongiorno. Si accomodi, prego. Le sue generalità, prima di tutto.  
C.Di G.: Mi chiamo Di Genova Callisto, sono nato a Xxxxx il XX/XX 'XX e lavoro presso la Questura, alla Squadra Mobile.  
P.M.: Ricorda...  
Presidente: Formula di giuramento, per cortesia.  
C.Di G.: Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità, e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.  
Presidente: Benissimo. Consente la ripresa televisiva?  
C.Di G.: Sì.  
Presidente: È consentita, allora. Prego, signor Pubblico Ministero, le domande.  
P.M.: Lei ha fatto parte delle SAM o ha solo lavorato "ad adiuvandum", insomma?  
C.Di G.: No, ho fatto parte della SAM.  
P.M.: In che periodo?  
C.Di G.: Dal '90, '89-'90, fino al '93.  
P.M.: La mia domanda, prima, che le voglio fare è molto specifica. Lei ricorda, nel corso di questi accertamenti, di aver mai portato su un'auto di servizio la Sperduto Maria?  
C.Di G.: Sì.  
P.M.: Dove la portavate e perché?  
C.Di G.: La portavamo... La siamo andati a prendere a Tavarnelle e la portavamo a Firenze, perché doveva essere sentita a verbale.  
P.M.: In Questura. Senta una cosa, nel corso di questo viaggio siete passati da luoghi interessati dagli omicidi?  
C.Di G.: Sì.  
P.M.: Quale?  
C.Di G.: Sono passato, sì, ho fatto la strada Tavarnelle-San Casciano e Spedaletto e Sant'Andrea in Percussina, poi Firenze.  
P.M.: Quindi è passa...  
Presidente: Tavarnuzze più che Tavarnelle.  
C.Di G.: No, perché la signora l'andammo a prendere a Tavarnelle.  
P.M.: Quindi lei è passato, con la signora Sperduto accanto, dal luogo degli Scopeti dove c'è stato l'omicidio.  
C.Di G.: Sì. Precisamente, si.  
P.M.: Passando di lì, le ha detto qualcosa la Sperduto? Lei le ha chiesto qualcosa?  
C.Di G.: Sì, la Sperduto mi indicava il posto dove lei andava con il Pacciani Pietro a fare l'amore. Il posto è quello degli Scopeti, la piazzola.  
P.M.: Dove...  
C.Di G.: Dove ci fu il duplice omicidio.  
P.M.: Questa indicazione, in che periodo eravate? Che giorno, che periodo era? Lei ha fatto un'annotazione, se lo ricorda?  
C.Di G.: Sì, ho fatto un'annotazione, però non ricordo la data.  
P.M.: Senta una cosa, la Sperduto le indicò quel posto perché lei glielo chiese o glielo indicò di suo?  
C.Di G.: No, no, io... Niente, strada facendo, gli dissi dove lei andava di solito. 
P.M.: Le chiese.  
C.Di G.: Sì.  
P.M.: E quando passaste di lì, lei gli disse 'Questo è un posto dove siamo...'.  
C.Di G.: Sì, e lei mi indicò per l'appunto questo posto.  
P.M.: E lei è sicuro che è quel posto dove...?
 C.Di G.: Sì, sicuro.  
P.M.: Perché lei lo conosce per motivi del suo servizio.  
C.Di G.: Sicuro.  
P.M.: Grazie. Un'altra domanda che le volevo fare è questa. Lei ha mai portato, per gli stessi motivi dell'indagine, le figlie del Pacciani in una macchina di servizio?  
C.Di G.: Sì, la Rosanna.  
P.M.: Ricorda di essere mai passato con la Rosanna in macchina dal luogo dove abitava la Bugli, a Turbone.
C.Di G.: Sì. Si passò prima per andare e poi, sì, ci si fermò vicino. Non proprio lì, alla colonica.  
P.M.: Vuole spiegare cosa... questo particolare?  
C.Di G.: Niente. Praticamente, quando noi siamo passati in località Turbone, la Rosanna guardando il fiume Pesa si ricordò che lì ci andava a frascheggiare con il padre. Poi dopo siamo andati proprio vicino alla casa colonica.  
P.M.: Dove sta la Bugli.  
C.Di G.: Dove sta la Bugli. Io proprio scesi dalla macchina, andai a chiedere informazioni a una signora che era lì nell'aia che stava facendo delle pulizie. La Rosanna nel frattempo era rimasta dentro la macchina con l'ispettore Lamperi e quando io risalii in macchina...  
P.M.: Questa signora chi era? Lei l'ha identificata?  
C.Di G.: Sì, questa signora era la Bugli Miranda, era.  
P.M.: Era la Bugli Miranda.  
C.Di G.: A cui io domandai se c'era un'agenzia lì.  
P.M.: Bene, un accorgimento di Polizia Giudiziaria. Quando tornò in macchina?  
C.Di G.: Quando tornai in macchina, la Rosanna disse: 'Sì, i capelli sono uguali. È leggermente ingrassata'. Però è rimasta un po' sul vago, diciamo, ecco. I capelli erano rossicci.  
P.M.: Le sembrò una persona che conoscesse.  
C.Di G.: Sì.  
P.M.: E circa il luogo - non ho capito - dove lei andava a frescheggiare con il padre, era vicino a questa casa?  
C.Di G.: Sì, vicino a questa casa.  
P.M.: Disse che c'erano state più volte?  
C.Di G.: Sì, anche con la Graziella.  
P.M.: E da questo luogo si vedeva bene la casa?  
C.Di G.: Sì, si vede molto bene.  
P.M.: E anche l'aia, le persone che ci sono? O è lontano?  
C.Di G.: No, no, saranno, a occhio e croce, un 300 metri.  
P.M.: Grazie. Io non ho altre domande da fare al teste.  
Presidente: Domande, signori Avvocati di parte civile? Avvocato Bevacqua, prego.  
A.B.: Senta, signor Presidente, io mi riservo di chiedere l'ispezione dei luoghi con le persone, anche. Perché è troppo agevole e facile introdurre testi su certe circostanze, quando i testi di riferimento sono così, un po' particolari, quali la signorina Pacciani. Senta, lei ha fatto le indagini, tutte le indagini, mi pare, con la SAM, no?  
C.Di G.: Sì, esattamente.  
A.B.: E la signora Sperduto lei la conosceva da prima, perché avevate fatto delle indagini sulla morte della figlia.  
C.Di G.: No, io non ho mai.. .  
A.B.: L'avete conosciuta dopo?  
C.Di G.: Io non ho mai partecipato a indagini della morte della figliola.  
A.B.: Ma sapeva che c'era stata anche...?  
C.Di G.: No, la signora Sperduto è stata avvicinata da noi per questo tipo di indagine.  
A.B.: Per questo tipo di indagine.  
C.Di G.: L'indagine del Pacciani Pietro.  
A.B.: Ecco, io volevo ricordare a lei una circostanza che voi avete riferito, e lei pure ha firmato questo rapporto: "A parere di noi scriventi la donna, di carattere estremamente semplice" - e la donna è sempre la solita signora Sperduto - "ed elementare nella manifestazione dei propri sentimenti, non rivela in pieno la frequenza dei rapporti e delle dichiarazioni di Pietro. In quanto, in un primo tempo fa risalire la conoscenza con costui al 1976 e, in un secondo tempo, sostiene che i primi approcci avvennero nel periodo in cui lavorava nel ristorante, alla fine del '79". L'ha firmato lei, se lo ricorda questo? 
C.Di G.: Penso di si.  
A.B.: Glielo faccio vedere.  
P.M.: Nessun tipo di opposizione.  
A.B.: Un'altra domanda. Lei ha fatto, credo anche con altri colleghi suoi, della Squadra, tutta una serie di indagini per cercare di capire che tipo di persona fosse il Pacciani. Ecco, le risultò - questo risulta agli atti, comunque, ma io glielo domando - che Pacciani era uso andare a cercare nelle discariche, a portare tutto quello che tro... guardi me, a portare tutto quello che c'era da portare?  
P.M.: Guardi l'Avvocato, eh? Non mi guardi, me.  
A.B.: No, no, per carità!  
P.M.: No, è importante. A tutti i testi... vuole essere guardato.  
A.B.: Io le farò...  
Presidente: Signori, forza, andiamo!  
P.M.: Ci sarà un motivo che io non conosco, però lo vorrei rilevare.  
A.B.: Presidente, allora farò vedere dei fotogrammi che sono stati dati alla televisione, quando c'era un collega accanto a lei, un collega loro, che faceva "sì", faceva "sì" e faceva "no". Li facciamo vedere.  
P.M.: E c'è questo collega?  
A.B.: E l'ho già visto.  
P.M.: C'è questo collega.  
A.B.: Certo. Ora non c'è. Però...  
P.M.: Ecco, allora stia più tranquillo.  
A.B.: Non sto tranquillo, io non sto...  
P.M.: Comunque si metta un paraocchi e non mi guardi.  
Presidente: Signori, avanti, basta su!  
A.B.: Io non sto più tranquillo in questo processo.  
Presidente: Basta!  
P.M.: Sono fatti suoi.  
A.B.: Eh, certo, sono fatti miei. Sono fatti di giustizia.  
C.Di G.: Mi ripete...  
Presidente: Andiamo avanti, andiamo avanti.  
C.Di G.: Mi ripete la domanda, per favore?  
A.B.: La domanda è questa. Se loro hanno fatto degli accertamenti, va bene? e hanno riscontrato che Pacciani era uso girare nelle discariche e raccattava tutto quello che poteva raccattare.  
C.Di G.: Sì. Io personalmente non ricordo di aver fatto accertamenti in merito. 
A.B.: Però ricorda che c'è stato un accertamento di questo tipo?  
C.Di G.: Io, cioè non l'ho fatto, questo tipo di accertamento. Non l'ho mai sottoscritto.  
A.B.: I suoi colleghi sa se l'hanno fatto?  
C.Di G.: No.  
A.B.: Non lo sa. Ma non ricorda neppure se è venuto fuori? Perché poi firmavate tutti quanti, ci guardavate, eccetera.  
P.M.: Mostriamogli l'accertamento che ha fatto lui, così.  
C.Di G.: Mah, a volte noi siamo anche mancati, non so. Un giorno di recupero...  
A.B.: Quindi lei non ricorda, non ricorda di questo fatto?  
C.Di G.: Io non mi ricordo. Io personalmente non l'ho fatto, non l'ho firmato.  
A.B.: Ma lei ricorda se qualcuno ha fatto questi accertamenti?  
C.Di G.: No.  
A.B.: No. Benissimo, grazie.  
Presidente: Altro?  
P.M.: Nessuna domanda, grazie.  
Presidente: Possiamo licenziarlo. Arrivederci, buongiorno.  
C.Di G.: Arrivederci.

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