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mercoledì 4 luglio 2012

Michele Polito - Deposizione del 02 maggio 1994

Il Maresciallo Michele Polito fu ascoltato il 2 maggio 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni. 

Presidente: Benissimo, allora, l'avvocato Fioravanti ha nominato sostituto processuale Francesco Bevacqua. Bene, signor Pubblico Ministero, prego.  
P.M.: Oggi il P.M., Presidente, intende presentare alla Corte gli atti di sopralluogo relativi all'omicidio del 29 luglio '84 a Vicchio, precisamente località Boschetta. Prima di fare questo, ci sono i testi citati dal P.M., già autorizzati dalla Corte, che provvidero a fare i primi rilievi e procederemo nello stesso modo: prima gli Ufficiali di Polizia Giudiziaria, poi i medici legali. Volevo assolvere a quell'impegno che mi ero preso nell'ultima udienza con la Corte, e cioè presentare quella documentazione che, al solo fine di consentire alla Corte di meglio valutare quella richiesta relativa a un esame comparativo sull'altezza dell'imputato, sui fori, su quel pulmino dell'altro giorno, e quindi ho qui con me un documento che noi dobbiamo valutare obbiettivo, perché proviene dalla direzione della Casa Circondariale di Pisa e riguarda gli accertamenti sulla persona, di routine fatti a Pacciani, in data 10/11/87 il giorno in cui, durante la detenzione, per motivi di salute, il Pacciani viene trasferito a Pisa dove c'è il centro clinico del Ministero di Grazia e Giustizia. Questo è il documento: la statura in questo documento è indicata in centimetri 1,68; il peso chilogrammi 75. Oltre a questo documento volevo, a completamento di quanto è emerso nell'ultima udienza relativamente agli accertamenti fatti sui fori che erano sul pulmino VOLKSWAGEN, perché negli atti del fascicolo del P.M. - per la verità in questo caso sono atti ripresi perché erano nel fascicolo del Giudice Istruttore - c'è a dir la verità una lunga attività fatta dai Carabinieri e dal Giudice Istruttore di allora relativamente alle misurazioni che erano state fatte già dai Carabinieri quella notte sul pulmino. Negli atti del Giudice Istruttore, quindi del P.M. , ci sono addirittura dei grafici in cui il pulmino è interamente ridisegnato al naturale e in cui, in colore giallo, sono evidenziati i fori, sia sul lato sinistro che al lato destro. Sia i Carabinieri che il Giudice Istruttore spiegano come e perché fecero quelle misurazioni, cioè abbiamo già allora indipendentemente da quello che ci ha fortunatamente chiarito il medico legale che fu incaricato di quelle misurazioni, abbiamo negli atti delle misurazioni fatte allora prima che venissero i dubbi che la Corte ha avuto l'altro giorno. C'è anche, ci sono due foto originali, che mi sembra la Corte abbia - ma mi sembrava di aver visto che una di quelle foto era poco leggibile, non so se mi sono sbagliato io - relativo a quell'episodio che lei, Presidente, l'altro giorno fece rilevare, cioè che i familiari dei tedeschi avevano poi mandato delle foto richiedendo una borsa, episodio già chiarito. Se quelle foto non fossero chiarissime, qua ci sono le foto originali mandate dai tedeschi che erano dai Carabinieri e che sono anche nel fascicolo del P.M., dalle quali foto, chiarissime, risulta quale era lo stato di quel pulmino o meglio la quantità di oggetti e di bagagli che c'era quando i ragazzi erano in vita. Non ho altre produzioni da fare, le ho già fatte vedere alla difesa.  
Presidente: Alla difesa. Vi sono opposizioni?  
A.B.: Sì, c'è un'opposizione di questo tipo: è vero che vi è quel documento che sotto un profilo strettamente formale è ineccepibile, cioè quello relativo alla misurazione dell'altezza del Pacciani. Pacciani mi dice in questo momento che si è misurato anche ieri sera ed è un metro e cinquantacinque. Io non credo che si possa ridurre di ben 12, 13 o 14 centimetri nell'arco di poco tempo. Quindi io chiedo...  
P.M.: Faremo una querela di falso per il documento.  
A.B.: Non lo so, non mi interessa. Il fatto è, certo, che questa altezza può avere importanza, non ha grande importanza, ma può averla. Io ho chiesto un esperimento sul punto e chiedo che la Corte eccellentissima provveda a far sì che si misuri regolarmente questo signore per vedere l'altezza qual è e quale non è.
Presidente: L'altezza attuale ovviamente.  
P.M.: Nessuna opposizione sull'altezza, tanto poi discuteremo sul valore o meno.  
Presidente: Va bene, allora su questa richiesta dell'avvocato Bevacqua ci riserviamo, tanto è anche semplice.  
A.B.: Tanto ci vuol poco.  
Presidente: Ci vuole poco, si. No, sul documento non si oppone ovviamente, salvo che chiede...  
A.B.: Sul documento non mi oppongo, però...  
Presidente: ... questa misurazione.  
A.B.: Presidente, è qui, si piglia un metro, si misura, c'è poco, ci vuol pochissimo anzi, quasi niente.
Presidente: Benissimo, e allora riservandoci su questa richiesta, acquisiamo allora questa documentazione. Io le do, invece, Pubblico Ministero, l'ennesimo anonimo che mi viene trasmesso.  
P.M.: Che sarà preso nella considerazione che il Codice impone per gli anonimi nell'ambito di altri procedimenti, non in questo ovviamente.  
A.B.: Ne ho ricevuti due anch'io, Presidente.  
Presidente: E va be', ormai qualunque bello spirito, qualunque matto, qualunque...  
A.B.: Anche dall'estero arrivano.  
Presidente: … si diverte a nostre spese, per modo di dire, perché poi a noi non ce ne importa niente.
Presidente: Dunque, fatto questo, signor Pubblico Ministero, chi introduciamo?  
P.M.: Sì, introduciamo il maresciallo Polito Michele.  
Presidente: Si accomodi, Maresciallo. Dia le sue generalità, per cortesia.  
M.P.: Polito Michele, XX/XX/XX, Ogliastro Cilento.  
Presidente: Non parli troppo vicino al microfono perché ho l'impressione... Attualmente?  
M.P.: Comandante della stazione di Vicchio.  
Presidente: Comandante della stazione di Vicchio, benissimo. Vuol leggere quella formula per piacere?
M.P.: Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.  
Presidente: Bene, risponda per favore alle domande del Pubblico Ministero.  
P.M.: Maresciallo, può dire innanzitutto alla Corte quali erano i suoi incarichi nel luglio dell'84 quando avvenne l'omicidio di Vicchio?  
M.P.: Comandavo la stazione Carabinieri di Vicchio.  
P.M.: Vuole raccontare alla Corte come fu informato di questo fatto e cosa fece, se lei, come sembra dagli atti, ha avuto una qualche parte nei primi accertamenti.  
M.P.: Si, verso le 04.00 di mattina del 30, la Centrale Operativa di Borgo San Lorenzo telefonò in caserma. Il piantone mi chiamò nel mio alloggio dicendomi che c'era stato un omicidio in località la Boschetta. Io mi vestii e ci siamo portati in località la Boschetta. Lì, appena arrivato c'erano tre persone che aspettavano, cioè che aspettavano il nostro arrivo e mi accompagnarono alla macchina.  
P.M.: Chi erano queste persone, civili o altri militari?  
M.P.: No, civili. 
P.M.: Li può indicare, al di là dei nomi, per capire chi sono queste persone e come mai erano lì?  
M.P.: Erano persone che durante la notte si erano date da fare alla ricerca di questi ragazzi.  
P.M.: Quindi erano altri giovani? Giovani e meno giovani, erano altre persone che lei identificò all'epoca. E cosa le raccontarono e cosa vide?  
M.P.: No, appena arrivai sul posto mi accompagnarono lì alla macchina e mi dissero: 'Guardi, Maresciallo, che in macchina c'è solo il ragazzo'.  
P.M.: Perché loro sapevano che erano spariti...  
M.P.: Sissignore.  
P.M.: E lei cosa fece?  
M.P.: Andai vicino alla macchina, guardai all'interno senza toccare nulla, visto che c'era solo il ragazzo sul fianco sinistro, era poggiato con le spalle rivolte verso il lato destro della macchina. E poi con una pila guardai un pochino in giro per vedere se trovavo la ragazza.  
P.M.: Con una pila, quindi era un buio assoluto?  
M.P.: Si, era le 04.15, 04.20 erano.  
P.M.: Perfetto.  
M.P.: Con una pila guardai e dietro la siepe, perché lì c'era una siepe, trovai la ragazza supina…  
P.M.: La vide subito con la pila?  
M.P.: Sì, subito, subito si è vista.  
P.M.: Lei era con qualcuno o era solo?  
M.P.: C'era un Carabiniere con me.  
P.M.: Bene. Quindi cosa fece?  
M.P.: Visto questo, dopo cinque minuti massimo arrivò il Comandante interinale della Compagnia, parlai un pochino con lui, dopo arrivò il capitano Telloni...  
P.M.: Con il sottoscritto. Bene.  
M.P.: Con lei.  
P.M.: Benissimo. Lei poi provvide ad attività di sopralluogo, o non fece altro?  
M.P.: No, non feci nulla perché il Capitano mi mandò via per sentire le persone che la notte avevano girato alla ricerca dei ragazzi.  
P.M.: Ecco. È doveroso a questo punto chiarire alla Corte che il primo sopralluogo - per quel che può servire - è riassunto, penso dettagliatamente, in un processo verbale di ispezione luoghi autovettura e cadaveri che è stato fatto alle ore 05.30 del 30 luglio '84, ovviamente scritto a macchina dopo; sono diverse pagine e l'ha fatte il sottoscritto. La Corte ce l'ha già, il quale dette certe disposizioni, ora vedremo. È per chiarezza come andarono, almeno quella sera, le cose. Quindi lei andò via?  
M.P.: Sì, il capitano Telloni mi mandò via per sentire quelle persone che la notte avevano girato.  
P.M.: Bene. Io non ho altre domande al teste.  
Presidente: Vi sono domande signori?  
A.B.: Ecco, scusi, Maresciallo...  
Presidente: Avvocato Bevacqua.  
A.B.: Grazie. Avvocato Bevacqua, difensore dell'imputato. Lei era Maresciallo che comandava la stazione di Vicchio.  
M.P.: Sì.  
A.B.: E fu praticamente il primo degli investigatori che arrivò sul luogo?  
M.P.: Sì.  
A.B.: Ebbe modo di parlare con delle persone lei, con quei ragazzi?  
M.P.: Con le persone che avevano girato la notte?  
A.B.: Sì, ebbe modo di parlare con quei ragazzi?  
M.P.: Successivamente ci parlai.  
A.B.: Ci parlò. Ecco, riuscì a ricostruire come mai questi ragazzi erano arrivati in quel luogo, come mai queste persone erano arrivate in quel luogo?  
M.P.: Ma, dice che loro erano abituali andare in quel luogo.  
A.B.: In quel luogo. Ecco, ricorda anche se la mamma dello Stefanacci, se non erro, e i genitori della Rontini aspettavano questi ragazzi per le ore 10.00 circa, la sera?  
M.P.: Mah, da come dissero dopo, verso le 10.30, le 11.00, li aspettavano.  
A.B.: Li aspettavano. Quindi si attivarono questi genitori per cercare di sapere come mai questi ragazzi non arrivavano, subito dopo le 10.30, le 11.00?  
M.P.: Sì.  
A.B.: Le 10.30, le 11.00. Si ricorda se fra queste persone vi era una in particolare, un certo signore il quale disse che sapeva, perché aveva visto un giorno uscire questa macchina da questa specie di tratturo, che erano usciti, questa strada che entra nella strada di Sagginale nella traversa del Mugello, vide questi ragazzi uscire e allora si rese conto che probabilmente, cioè pensò che potessero essere lì, se lo ricorda questo?
M.P.: Sì, queste sono dichiarazioni acquisite successivamente che me le fece la signora Stefanacci.  
A.B.: Ecco, dato che lei ha acquisito quelle dichiarazioni, siccome credo che possa essere molto importante ai fini della valutazione di questo fatto, se lei ricorda anche di un certo signor Bardazzi, un tizio che aveva un bar, che aveva fatto dei riferimenti ben precisi su questi due ragazzi nel pomeriggio di quel giorno e su una persona che addirittura anche indicò e fece anche una sorta di identikit. Se lo ricorda questo?  
M.P.: Ma, questo Bardazzi me lo ricordo però non...  
A.B.: Si ricorda che c'era una persona che aveva seguito in maniera, con occhio torvo questi ragazzi, persona strana che non riusciva ad avere, e non ebbe la possibilità di potere identificare una macchina perché evidentemente questa persona l'aveva nascosta dietro, si ricorda questo particolare?  
M.P.: Sì, ma mi ricordo, però non mi ricordo il fatto di averlo sentito io questo Bardazzi. 
A.B.: Ah, non l'aveva sentito lei?  
M.P.: No, non l'ho sentito io.  
A.B.: Ma si ricorda di questo particolare?  
M.P.: L'ho letto da qualche parte, ma non...  
A.B.: Nel vostro fascicolo?  
M.P.: Sì.  
A.B.: Nel vostro fascicolo. Ecco, chi era che oltre lei faceva le indagini?  
M.P.: Ma, io ripeto, io andai via subito, perciò non so chi abbia proceduto o meno a fare le indagini.  
A.B.: Comunque pare che sia accertato - non lo so, ora lo dirà il medico legale - che questi due ragazzi sarebbero stati uccisi verso le 21.30, 22.00. Dalle 21.00 alle 22.00?  
M.P.: Questo io non lo posso sapere.  
A.B.: Va bene, nessun'altra domanda. Ecco, non ricorda, mi scusi, Presidente, se lei ricorda questo identikit che fu fatto proprio in caserma, non so se nella vostra caserma o presso un'altra caserma, di questo personaggio per il quale poi e del quale poi si sono perse le tracce, questo personaggio, un identikit, io posso mostrarlo signor Presidente?  
Presidente: Prego.  
A.B.: Piuttosto elegante vestito, con occhio torvo, impaziente, che bevve una birra velocissimamente; prima la tenne per mezz'ora guardando sempre costantemente questi ragazzi.  
P.M.: Facciamolo dire a lui sennò facciamo l'errore che fa a volte il P.M. di raccontare prima i fatti.  
A.B.: Lo fa molte volte l'errore, quindi mi rivalgo questa volta.  
P.M.: SI, nei limiti del lecito. Presidente, per cortesia ci troviamo...  
A.B.: No, ricorda questo identikit?  
Presidente: Guardi un po’.  
M.P.: Sì, ma non è stato fatto in Vicchio però quello lì.  
A.B.: Dove è stato fatto?  
M.P.: Questo non lo so io dove è stato fatto.  
A.B.: Ma lei l'ha visto questo identikit?  
M.P.: Ma l'ho visto agli atti perché...  
A.B.: Agli atti. Quindi esiste agli atti questo identikit?  
M.P.: Sissignore.  
A.B.: Ecco, io chiedo alla Corte se può essere utilizzato, se può essere utilizzato perché questo identikit è importante, perché io ho citato un testimone Bardazzi, speravo vivamente che anche il signor Pubblico Ministero citasse dei testimoni a riguardo. Presidente, spiego perché. Questo signore è stato visto da ben tre persone, e cioè il proprietario di un bar, il genero del proprietario e la sorella, credo, di questo proprietario o del genero. Questo signore...  
P.M.: Abbiamo il Capitano Sticchi che ha fatto il rapporto che parla di quelle cose, forse è più opportuno chiederlo a lui, così evitiamo...  
A.B.: Benissimo, siccome è importante, volevo...  
P.M.: Sì, sì, è citato.  
A.B.: Comunque io chiedo l'utilizzazione, per quel che può valere, di questo anonimo ritratto.  
Presidente: Non ci sono opposizioni?  
P.M.: Nessuna, Presidente. Ci mancherebbe.  
A.B.: Grazie.  
Presidente: Altre domande?  
A.S.F.: Ce ne sarebbe una, signor Presidente.  
Presidente: Avvocato, se lo ricordi prima però, forza.  
A.S.F.: Non so se lui è il diretto interessato per questo avevo chiesto lumi al P.M. Accanto al luogo del delitto esattamente imboccando lo stradello sulla sinistra, distante trecento metri, forse non di più, c'è una grande casa colonica.  
M.P.: Sì, sì.  
A.S.F.: Chi è che ha interrogato le persone, quelle persone che abitano la casa, ripeto non sono più lontane di trecento metri.  
M.P.: Ma io sicuramente no. 
A.S.F.: E quindi lei non sa nulla di cosa hanno risposto queste persone?
M.P.: No.  
P.M.: Ripeto c'è l'Ufficiale che ha fatto il rapporto in cui si parla di queste cose. Sentiamo lui.  
A.S.F.: Perfetto, grazie.  
Presidente: Benissimo. Può andare il Maresciallo?  
P.M.: Sì, senz'altro per il P.M.  
Presidente: Può andare. Buongiorno.

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