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lunedì 30 luglio 2012

Claudio Proietti - Deposizione del 5 luglio 1994

Il dottor Claudio proeitti fu ascoltato il 5 luglio 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni.

P.M.: Avrei l'ultimo argomento da affrontare con il Dottor Donato insieme al Dottor Proietti, sempre della Scientifica di Roma, e chiedo che venga, perché questa è una consulenza tecnica invece data loro. Occorrerebbe una sedia, per cortesia.
Presidente (fuori microfono): È uno della scientifica di Roma che ha fatto la consulenza tecnica…  
Presidente: Buongiorno. P.M.: Proietti/Donato, hanno fatto quella cosa…  
C.P.: Buongiorno.  
Presidente: Ora le forniamo una seggiola…  
Presidente: Soltanto le sue generalità, per cortesia.  
C.P.: Proietti Claudio, nato a Roma il XX/XX/19XX.  
Presidente: Polizia Scientifica?  
C.P.: Si, sono il Direttore della Divisione Identità della Polizia Scientifica.  
Presidente: E consulente del Pubblico Ministero.  
C.P.: Consulente del Pubblico Ministero.  
Presidente: E in questa qualità lei può rispondere alle domande del Pubblico Ministero.  
P.M.: Quello è l'originale per poi scegliere di mostrare delle foto. Si tratta qui di un accertamento sempre fatto sul blocco, ed è quell'accertamento originato, se loro ricordano, da quelle dichiarazioni fatte dai periti calligrafi, in particolare il Professore di Verona, che fece presente a loro e aveva fatto presente al P.M., di come sul blocco, al di là di quei grafemi che avevamo visto, ci fossero, lui ci ha accennato come nella prima scrittura c'erano delle tracce latenti, sotto, quando ci ha fatto tutta quella spiegazione sul prendo, sul fatto che non erano scritture spontanee. Non so se ricordano?  
Presidente: Sì.  
P.M.: È quell'argomento lì. Questo a seguito di quel lavoro fatto dai periti nominati dal GIP, il P.M., nei termini, prima della decisione del GIP, ha chiesto ai periti di fare un accertamento come consulenti tecnici proprio di nuovo sul blocco, con due quesiti: primo, se quelle scritte erano di Pacciani, e poi se vi erano delle scritte pregresse. Io chiedo - c'è un elaborato che io chiedo sia acquisito ex 501, II comma, poi anche di ufficio - e vorrei, sono state fatte delle fotografie e vorrei innanzitutto che i periti spiegassero l'oggetto dell'esame e il risultato dell'esame; e poi mostrassero questi documenti che chiedo che vengano utilizzati e mostrati alla Corte, sempre ex 501. Forse il dottor Donato può cominciare, non so, come credono loro.
F.D.: L'operazione che è stata eseguita presso i laboratori centrali Divisione Identità anche in questo caso si è eseguita la tecnica della luce radente puntiforme, mentre poi noi abbiamo eseguito il raffronto grafologico per quanto riguarda l'identità di quei grafemi, evidenziati allo stato latente, con le scritture di comparazione che avevamo acquisito. Allora io strutturerei il discorso in questi termini: la prima parte la fa il collega che ha evidenziato questa strumentazione a Roma...  
P.M.: Prego, prego, come loro credono, basta capire, che la Corte riesca a capire  
C.P.: Dunque, come già ha detto il dottor Donato, il metodo dell'ESDA è stato applicato - noi lo applichiamo ormai già diversi anni - in questo caso non ha consentito di evidenziare tracce di scrittura, per cui abbiamo applicato il metodo tradizionale della luce radente, che consiste proprio in una illuminazione tangenziale per mezzo di una un punto luce messo lateralmente al foglio, che consente proprio, proprio per i chiaroscuri che determina, di ricostruire parti di scritture, queste tracce latenti di scrittura. In questo caso abbiamo evidenziato sul primo foglio del blocco, perché i reperti erano il blocco più altri due fogli...  
P.M.: Dei fogli staccati sempre del blocco che sono in sequenza.
C.P.: ... del blocco che erano repertati separatamente. Dunque sul primo foglio del blocco abbiamo rilevato una serie di depressioni che poi abbiamo fotografato, e qui c'è una documentazione fotografica...  
P.M.: Vogliamo mostrarle?  
C.P.: C'è la dimostrazione fotografica, e abbiamo rilevato alcune parole o parti di parole.  
Presidente: Andiamo per ordine, vediamole via, cosi forse. Vediamo questa prima pagina e vediamo cosa si vede. Prima vediamo la pagina senza evidenziazione e poi... Vediamo prima la pagina cosi com'è e poi la pagina come letta con la luce radente. È la prima pagina del blocco che se loro lo aprono...  
C.P.: Sulla prima pagina, a figura 2, adesso lo vedremo, figura 2, c'è la parola "predo", che è stata rilevata nel settore superiore del foglio.  
P.M.: Prima, scusi, Dottore, vediamo tutto il foglio, sennò non si riesce a capire qual è il settore. Sulla sinistra c'è tutto il foglio.  
C.P.: Allora figura 1.  
P.M.: Ecco. Vediamo il foglio per intero. C'è una prima serie di righe di parole scritte nella parte alta - che voi avete indicato con 1 - poi una parte centrale, e poi una parte sotto. Dico bene?  
C.P.: Sì, l'abbiamo separato in tre settori, ecco.  
P.M.: Il foglio cosi come si vede si legge "prendo dal Lotti un ballino di cemento", eccetera.  
C.P.: Ecco, nel settore superiore...  
P.M.: Che cosa avete visto a luce radente?  
C.P.: Abbiamo rilevato con la luce radente - passiamo a figura 2 - sotto la parola "prendo", ecco, ci sono delle depressioni che abbiamo letto come "predo".  
P.M.: Leggiamo, ecco...  
C.P.: Vediamo poi c'è il lucido sopra che mostra la riprova...  
P.M.: Vogliamo provare ad ingrandire se si vede meglio? Mi sembra si veda abbastanza bene.  
C.P.: Poi possiamo passare a figura 3, se questa è chiara.  
P.M.: Sotto c'è niente vero?  
C.P.: No.  
P.M.: Prego.  
C.P.: Figura 3. Nel settore sempre superiore del primo foglio di blocco...  
P.M.: Prima andiamo a sinistra, scusate, sennò non si capisce. È la parte terminale dove diceva le Lire 8.000, sempre della prima scrittura.  
C.P.: Sì. Abbiamo rilevato sempre la parola "manda" e "quale". Figurano due parole figurano: una che sta... ecco, ecco. Poi, figura 4  
P.M.: Ecco, la figura 4 a quale parte del blocco nudo corrisponde, sennò non si capisce.  
F.D.: Eh, dovrebbe essere il...  
P.M.: Settore centrale del primo foglio, cioè quella parte vuota della prima pagina.  
F.D.: Settore centrale.  
P.M.: Ecco, cosa si legge?  
C.P.: Si legge "domanda".  
P.M.: Vogliamo... ecco.  
C.P.: "Domanda", e poi "d"; che poi figura 5, che è sempre settore centrale del primo foglio del blocco ripreso a luce radente, ci sono i calchi della parola "di Ammisio". Poi, figura 6, figurano ancora due parole.
P.M.: Sempre al settore centrale corrisponde, no?  
C.P.: Settore centrale.  
P.M.: Del primo foglio.  
C.P.: Sì. Figurano due parole: "scuola" e "olio di conged". Poi...  
A.B.: Potrebbe essere “folio”  
P.M.: Va be', non si legge; possiamo sapere che è...  
C.P.: Siamo passati...  
P.M.: Con un errore è "olio", "folio". Per questo diciamo è stato strappato, ma questo è discussione...  
C.P.: Sì, infatti...  
P.M.: Prego, prego.  
C.P.: ... poi successivamente abbiamo trovato la parola scritta "foglio di congedo" in un altro foglio. Dunque poi c'è il foglio... questo, è terminato l'esame del primo foglio del blocco. Siamo passati ad esaminare il foglio staccato che era contenuto in una busta contrassegnata con il numero 9: figura 7. E di qui...  
P.M.: È divisa in tre anche questa.  
C.P.: Qui abbiamo rilevato soltanto la frase - a figura 8, dobbiamo passare a figura 8 del settore centrale - la frase "per mettere il telefono". Poi, poi qui è terminato l'esame del foglio.  
P.M.: Del primo foglio staccato.  
C.P.: Il primo foglio staccato. Quindi c'è poi l'esame del secondo foglio staccato, figura...  
P.M.: Vediamo il foglio al naturale.  
C.P.: Figura 9. Abbiamo diviso in due settori e abbiamo rilevato nel settore superiore - figura 10 - una frase: “consumato - ecco - k/L 12“.  
A.B.: 98.  
P.M.: Qualcosa del genere.  
C.P.: Seguita da un numero sottostante: 3440. Poi a figura 11 ancora due parole, figura 11 due parole, che abbiamo letto come "un fusto" o "fusta" e "giorni". Rilevate nel settore superiore. Oh, successivamente, quindi poi abbiamo sottoposto a luce radente anche gli altri tre fogli del blocco, quelli sottostanti, i tre fogli seguenti, ma sono risultati negativi. Poi abbiamo eseguito i confronti tra le manoscritture che figurano sul primo foglio del blocco, quelle dei fogli contenuti nelle buste 9 e 10 - cioè i fogli staccati - e il confronto con le scritture autografe di Pacciani Pietro.  
P.M.: Dei memoriali se non sbaglio.  
C.P.: Erano il diario agenda e una busta contenente una lettera datata, sì, datata 07/01/1992, indirizzata a Scardigli Angelica. Nel confronto abbiamo rilevato analogie nell'aspetto grafico in generale e naturalmente delle corrispondenze molto significative in personalismi grafici, che ci hanno fatto ritenere che sono tutti, che tutte le scritture in esame a confronto sono attribuibili ad una unica funzionalità grafica. E poi abbiamo naturalmente specificato nella relazione anche le particolarità i personalismi grafici che riteniamo più contrassegnanti, diciamo, della funzionalità grafica del Pacciani. Per cui le conclusioni sono state le seguenti: sul primo foglio del blocco Skizzen Brunnen sono state rilevate tracce di manoscrittura redatte in precedenza - quindi su un foglio soprastante - dalla stessa mano che ha vergato quella visibile sullo stesso foglio. Tali scritture sono identiche a quelle dei fogli contenute nelle buste numerate, numero 9 e 10 dei corpi di reato, e sono tutte redatte dalla mano di Pacciani Pietro.  
P.M.: La ringrazio. Dottor Donato, ha da aggiungere qualcosa o è...  
F.D.: Ritengo che è esaustiva. Tranne che se si vuole vedere la documentazione macrofotografica dei singoli grafemi che hanno dato questa tipicizzazione.
P.M.: Penso non ci sia bisogno. Io chiedo che ex 501, II comma questo documento sia acquisito agli atti.  
Presidente: Avete domande da fare? Avvocato Colao, prego.
A.Colao: Dicevo, quei solchi da cui con la luce radente avete rilevato poi le parole evidenziandole come possono essere stati prodotti? Come si son potuti verificare?  
C.P.: Ma sicuramente da una scrittura vergata su un foglio sovrapposto a quello esaminato, a quello sul quale abbiamo rilevato queste tracce. Sono delle depressioni determinate dal mezzo scrivente proprio quando si procede a una scrittura, quando si scrive su un foglio sovrapposto a quello diciamo che stiamo esaminando.
A. Colao: Sì, ma, diciamo, questo fatto di sovrapporre un foglio...  
C.P.: Sì.  
Presidente: È intenzionale o causale o casuale?  
C.P.: Ma in un blocco è automatico il fatto, perché quando si scrive in un blocco, inevitabilmente le depressioni determinate dalla penna si trasferiscono sui fogli sottostanti. Quindi in questo caso mi pare evidente che...  
Presidente: Si trattava di una penna biro poi.  
C.P.: Si, si tratta di una penna naturalmente che è in grado di poter esercitare una pressione sul foglio e quindi trasferire poi queste parole, queste depressioni sui fogli sottostanti.  
Presidente: Son parole però che, diciamo, prese così come sono state prese, non hanno un significato...  
F.D.: Ma alcune sono parole intere, altre sono parti di parole, parti di frasi, e comunque alcune si vedono, si leggono negli altri due fogli.  
P.M.: Si ripetono.  
F.D.: Staccati. Si ripetono nei due fogli staccati. Sono le stesse parole che esistono; alcune si... qualcun'altra non si...  
P.M.: Non si vede.  
F.D.: Non si vede, non si legge nei due fogli staccati; altre invece si ripetono nei due fogli staccati. Avvocato Colao: Però io torno a ripetere, si è formato per caso o intenzionalmente questo? Ragionevolmente lei che deve fare naturalmente un lavoro di questo genere...  
C.P.: Ma io ritengo casualmente, inevitabile. Chiunque scriva su un blocco non pensa adesso a lasciare volutamente delle depressioni su un foglio sottostante per poter poi farle...  
P.M.: Se strappa il foglio rimane.  
C.P.: Se strappa il foglio rimangono lì. Poi scrive sul foglio sottostante, però sono rimaste le depressioni della scrittura vergata sul foglio sovrapposto, precedente.
A. Colao: Bene, grazie, Dottore. 
Presidente: Prego, Avvocato Pellegrini.
A.P.: I due fogli staccati appartenevano allo stesso blocco?  
C.P.: Sì, per quello che ricordo appartenevano allo stesso blocco. Sì, erano dello stesso blocco.  
P.M.: C'è spiegato nei verbali di sequestro. C'è spiegato: uno si è rotto nel momento in cui... è spiegato nei verbali; e l'altro è stato trovato a parte.
A.P.: Si è parlato anche stasera di questi due fogli staccati con delle scritture sopra. Sommando il numero delle pagine rimaste nel blocco con le due staccate che appartenevano al blocco stesso, mancano ancora altre pagine per completare la consistenza originaria del blocco? Cioè sono sparite...  
C.P.: Per quello che ricordo il blocco era già iniziato. Quindi non so quante pagine mancassero. Già, già iniziato il blocco era, quindi le due pagine staccate, repertate separatamente, appartenevano al blocco, perché, ecco, anche fotograficamente riportano la stessa zigrinatura in alto, quindi appartenevano al blocco. Però non so quante pagine poi mancassero. Sicuramente qualcuna mancava, perché ci sono nelle parole che abbiamo evidenziato, nelle tracce di scrittura evidenziate, c'è qualche parola che non si ripete nei due fogli staccati.
A.P.: Perfetto. E le parole che si ripetono in chiaro e in segno latente, c'è coincidenza di collocazione, cioè si può dire che sono il ricalco di quelle scritte sui fogli staccati?  
C.P.: Quest'esame io non l'ho fatto in quanto non era richiesto dal quesito. Però poi l'ho riguardate proprio successivamente, anzi, proprio stamattina prima di... e mi sembra, non sono adesso certo al cento per cento, ma mi pare che coincidano, che quindi hanno la stessa sede, e quindi i fogli erano staccati dal blocco; e quindi le parole coincidono con le tracce latenti rilevate, diciamo, coincidono con le parole riportate nel blocco. Quindi c'è una corrispondenza.  
P.M.: È stato scritto due volte: su una pagina tolta e su quella lì.  
C.P.: Per le parole che si ripetono c'è corrispondenza di sede.
A.P.: Per le parole che non si ripetono evidentemente erano state scritte su un foglio che non esiste più, che non abbiamo, ho capito, grazie.  
Presidente: Avvocato Bevacqua, prego.  
A.B.: Ecco, la difesa si oppone alla richiesta avanzata dal signor Pubblico Ministero ai sensi del 501 del Codice di procedura penale, perché proprio le ultime parole del consulente tecnico del P.M., secondo cui lui soltanto stamattina ha fatto un'indagine, un esame, così, visivo di queste, di questi grafemi rispetto a quello che poteva essere la sovrapposizione degli stessi su altro blocco - quindi nessuna indagine di natura strettamente scientifica - e proprio in relazione a questo essendo il 501 del Codice di procedura penale norma che richiede per il consulente o per il perito la facoltà di consultare documenti, note scritte e pubblicazioni che possono - non che debbono - che possono essere acquisiti anche d'ufficio, la difesa si oppone. Perché è soltanto una indicazione di parte questa relativa all'esistenza di questi grafemi sovrapposti, che non ha il conforto e il supporto probatorio, di un incidente cosiddetto probatorio e quindi di una perizia tale da poter essere acquisita agli atti. Si dice da parte del legislatore che possono essere acquisite anche di ufficio, ma nel caso di specie proprio per le indicazioni per le dichiarazioni rese testè dal consulente tecnico di parte, secondo cui quest'accertamento avrebbe potuto avere un significato non so di che tipo, ma sul piano della valutazione complessiva di un certo fatto, che cioè l'imputato l'avesse scritto, non l'avesse scritto in contestualità di quando ha scritto una certa cosa, siccome questo accertamento che indica lo stesso consulente tecnico di parte, un accertamento da lui non fatto, ma soltanto, cosi, intuito, guardato e quindi un accertamento che non è suffragato da una metodica scientifica, io sotto questo profilo ritengo che non possa in alcun modo la Corte accedere alla richiesta del Pubblico Ministero di acquisizione ex art. 501 II comma di questo documento.  
P.M.: Insisto per l'acquisizione, e in subordine chiedo che sull'argomento sia... sullo stesso quesito sia disposta perizia dalla Corte.  
A.B.: Se dispone perizia nessuna, sulla perizia la difesa non ha nessun problema. Ma così io credo non possa in alcun modo essere acquisita.  
Presidente: Vuole consegnarci allora l'elaborato così vediamo? Signori, se non avete altro da aggiungere su questo punto la Corte lo deciderebbe subito.
A.Colao: La parte civile si associa alla richiesta del P.M. perché la prova è stata più che chiara, diciamo, e su basi scientifiche, quindi non si vede il perché per l'ultima domanda fatta al collega di parte civile…  
A.F.: Scientifiche dell'ultimo momento.
A. Ciappi: La relazione peritale, cioè la relazione del consulente tecnico del Pubblico Ministero...  
Presidente: Non deve funzionare il microfono lì. Quindi l'Avvocato Colao si associa al Pubblico Ministero. L'Avvocato Ciappi...
A.C.: La relazione del consulente tecnico del Pubblico Ministero può essere acquisita ex art. 233 I comma, in quanto il Pubblico... cioè il consulente tecnico di parte può esprimere alla Corte, al Giudice le proprie, i propri pareri anche con memorie scritte. In questo senso è acquisibile. Se non ex art. 501, ex art. 233.  
A.B.: Può acquisire i propri pareri, se quel che ricordo di procedura penale, soltanto quando sul punto è stata richiesta da parte del Pubblico Ministero o da una delle parti un accertamento peritale. Questo è un accertamento ignoto assolutamente alle parti e quindi, ignoto si, sul piano tecnico peritale era ignoto. Cioè questo è un accertamento tecnico che non so che tipo di valore può avere sul piano probatorio. Quindi io mi oppongo.
A.C.: Nella norma citata si parla di consulenza tecnica extraperitale, quindi evidentemente siamo fuori dei casi di perizia.  
Presidente: Va bene, vediamo, signori.  
A.F.: Signor Presidente, se poi sciolta la riserva o risolto questo caso si può sospendere il processo, perché Pacciani non sta bene. Grazie.  
Presidente: Sospendiamo anche subito se non sta bene.  
P.M.: Io avrei, dico subito, un altro teste che è venuto apposta da lontano, quindi, va be' comunque.  
Presidente: Le cose sono due: o Pacciani non sta bene e non consente che si proceda in sua assenza...   
P.M.: Esatto, volevo far presente questo: è un teste...  
Presidente: E allora sospendiamo l'udienza e ne riparliamo.  
A.B.: Presidente il Pacciani non sta bene.  
Presidente: Non sta bene.  
A.B.: Sta piangendo io non l'ho mai visto piangere in aula.  
A.B.: Non l'ho mai visto piangere in aula perché si sente male; ha dolori anginosi, io credo che sia opportuno che vada all'ospedale cioè che vada...  
Presidente: Ecco, no, però mi dica solo questo se consente che sia pure a questi limitati fini...  
A.B.: Non consente perché ha diritto di sentire. Non consente.  
Presidente: Neanche per sciogliere l'ordinanza?  
A.B.: No, l'ordinanza la sciogliamo.  
Presidente: Questo si  
A.B.: Speriamo che sia però veloce.  
Presidente: Quindi diciamo che...  
A.B.: Lui si sente male, Presidente, al di là di tutte...  
Presidente: Consente unicamente che si sciolga l'ordinanza in sua assenza e poi sospendiamo l'udienza e ne disponiamo la traduzione.  
A.B.: Grazie, anche perché dovrebbe andare presto non si sente... cioè...  
Presidente: Per venerdì prossimo, d'accordo. Allora la Corte si ritira, scioglie l'ordinanza, scioglie la riserva su queste richieste...  
P.M.: Il teste vedremo.  
Presidente: E Pacciani lo mandiamo via subito naturalmente.  
P.M.: Senz'altro, Presidente.  
Presidente: Se poi c'è bisogno di intervento medico…  
P.M.: ... di assistenza, facciamo subito, facciamo venire subito una...  
Presidente: Il Pubblico Ministero mentre non c'è la Corte...
P.M.: Provvedo a far venire un'ambulanza con il medico a bordo.  
A.B.: È la terza pillola che prende per...  
P.M.: Se loro credono facciamo venire un'ambulanza con il medico a bordo, così lei si toglie...Vogliamo provvedere, per cortesia?  
A.B.: Così sono più tranquillo, se viene l'ambulanza sono ancora più tranquillo. 
P.M.: Facciamo venire subito. Se lo possono portare nella stanza facciamo venire subito il medico.
A.F.: È lo stress della giornata eh…

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