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martedì 5 giugno 2012

Laura Parrini - Deposizione del 29 aprile 1994

La dottoressa Laura Parrini fu ascoltata il 29 aprile 1994 nel processo a Pietro Pacciani.Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni.

Presidente: E così introduciamo un altro testimone.
P.M.: Sì, la dottoressa Parrini. Laura Parrini. Presidente: Dottoressa Parrini. Buongiorno Dottoressa, si accomodi, prego. Le vogliamo dare quella formula da leggere, per cortesia? Grazie.
L.P.: Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.  
Presidente: Vuol dare le sue generalità alla signorina?
L.P.: Laura Parrini, nata a Xxxxxx, il XX/XX/19XX.
Presidente: Residente?  
L.P.: Residente a Firenze, via Xxxxx Xxxxx, 31.  
Presidente: Xxxxx Xxxxx, 31. Vuole rispondere, per cortesia, alle domande del Pubblico Ministero?  
P.M.: Dottoressa, ci vuol precisare innanzitutto qual è la sua professione e quali erano, o quale era - se diversa - la sua professione nell'82.  
L.P.: Io sono specialista in medicina legale e all'epoca ero, diciamo, assistente volontaria presso l'Istituto di Medicina Legale. Successivamente, adesso, sono aiuto medico legale presso l'INAIL.
P.M.: Dottoressa, ricorda di avere eseguito lei, con dei colleghi, l'autopsia relativa ai cadaveri di Mainardi Paolo e Migliorini Antonella?  
L.P.: Si, con il professor Cagliesi e il professor Maurri.  
P.M.: Ricorda quando vide i corpi da sottoporre a esame? Se sul posto, se in auto, se...  
L.P.: No, io vidi i corpi all'Istituto di Medicina Legale.  
P.M.: Ricorda anche particolari? Li ha rivisti? Posso andare già con domande specifiche? Lei ha abbastanza presente il caso?  
L.P.: Ho cercato di ricostruirlo in questi giorni.  
P.M.: L'ha riguardato il suo elaborato? Allora io andrei un attimo alla foto del parabrezza con il foro evidente nella posizione frontale. Lo rivediamo un secondo. Facciamo un'inquadratura, ecco, un po' più ampia. Vede Dottoressa, c'è uno sterzo, e sopra un foro da proiettile, apparentemente. Così ci è stato spiegato finora. Sul tergicristallo.  
L.P.: Sì.  
P.M.: Questo reperto sull'auto, lei lo conosceva quando fece le autopsie?  
L.P.: No.  
P.M.: Non lo conosceva.  
L.P.: Non lo conoscevo.  
P.M.: Ha visto successivamente l'auto?  
L.P.: Ho visto l'auto successivamente presso la caserma di Signa, mi sembra, alcuni giorni dopo l'autopsia.
P.M.: Vide questo reperto.  
L.P.: Si.  
P.M.: Nel momento in cui fece l'elaborato e le sue conclusioni insieme ai colleghi, questo reperto le fu d'aiuto per determinare la corrispondenza con colpi di arma da fuoco sui cadaveri?  
L.P.: Mah, direi sostanzialmente di no.  
P.M.: Allora segua un attimo me, se il mio ragionamento può avere qualche utilità in quella ricostruzione che avete fatto.  
L.P.: Sì.  
P.M.: Il professor Cagliesi ci ha detto che il ragazzo non presentava fori frontali.  
L.P.: Si.  
P.M.: Ci ha anche detto che la ragazza presentava un foro frontale. Vogliamo vedere la posizione della ragazza sull'auto?  
Presidente: Solita raccomandazione, di non fotografare.
P.M.: Questa è la posizione. Ci interessa solo la posizione. Ora vediamo la foto del foro sulla fronte della ragazza in sede di autopsia. Ce n'è una più verticale, mi sembra. Ecco, questa. Ci ha spiegato il professor Cagliesi che quello sulla sinistra è un colpo di arma da fuoco frontale. Tenendo presente allora, in questo momento, il parabrezza con quel foro dietro, anzi, davanti allo sterzo, la posizione della ragazza apparentemente sulla sinistra del sedile posteriore, anche se un po' reclinata verso la destra. Abbiamo oggi, o avevate allora, qualche possibilità di collegare il foro sul cranio della ragazza frontale, e il foro sull'auto, o sono invenzioni del P.M. in questo momento?  
L.P.: No, si può dire che, molto verosimilmente, come ha già detto il mio collega, che i colpi che hanno raggiunto il ragazzo, non potevano provenire dal davanti, a meno che la testa del ragazzo non fosse fortemente ruotata verso destra. Quindi in questa posizione, che è abbastanza poco verosimile. Quindi si può parlare generalmente, in termini di verosimiglianza...  
P.M.: Sì, sì. Stiamo cercando...  
L.P.: ... e in questi termini è sicuramente più verosimile che abbia attinto la ragazza, il colpo frontale penetrante, quello per intenderci sparato dal davanti e che è stato ritenuto all'osso temporale.  
P.M.: Quindi sparato sul parabrezza?  
L.P.: E' più probabile, sicuramente, che abbia attinto la ragazza sulla fronte, che non il ragazzo.  
P.M.: Allora stia a sentire me. Però, se così fosse, è compatibile, per quello che ne sa lei, un colpo che fora un parabrezza, percorre, facciamo, minimo un metro - come minimo fra il parabrezza - forse più, e il sedile posteriore, attinge la ragazza, viene ritenuto nei modi che ci ha spiegato il professor Cagliesi, ed è mortale. Cioè, è compatibile una traiettoria di questo genere, è ancora una forza, o lei non è in grado di dirci nulla?
L.P.: Mah, con sicurezza non ritengo sia possibile dirlo.  
P.M.: Non ho altre domande, grazie.  
Presidente: Signori, avete domande?  
P.M.: Dottoressa, scusi, se qualcuno forse vuole ancora farle delle domande. 
L.P.: Si.  
Presidente: Nessun altro, mi pare. Avvocato Fioravanti?  
A.F.: Si, una sola domanda, ma è brevissima, quindi può stare anche comoda. Volevo chiedere se sono stati esaminati i fazzolettini con il contenuto sperma e il preservativo, quello annodato.
L.P.: Sì. Sono stati fatti degli esami sia su delle tracce di sangue, che sul fazzoletto di carta e sul profilattico. Sul profilattico e sul fazzoletto di carta, c'erano tracce di liquido seminale. L'esame è stato fatto molti giorni dopo il ritrovamento dei due ragazzi, e quindi non è stato possibile trovare degli spermatozoi evidenti, perché il materiale era ormai in stato, diciamo, di degradazione avanzata. Però era liquido seminale.  
A.F.: Quando vi sono stati consegnati a voi questi reperti?  
L.P.: Al momento, mi sembra di ricordare, al momento dell'esame dell'auto alla Caserma di Signa.  
A.F.: Quindi 3 giorni dopo.
L.P.: Almeno. Io non ricordo il giorno esatto, ma vari giorni dopo.  
A.F.: Grazie.  
Presidente: Può andare, grazie. Un altro testimone.  
P.M.: Presidente, il P.M., per quanto riguarda i testi relativi al caso del 1982, ha terminato. Li abbiamo sentiti quasi tutti ieri, e oggi con questi esami ha terminato. Avrei bisogno di 5 minuti per passare al caso successivo in quanto il primo teste che è l'agente di Polizia della Scientifica che ha fatto i rilievi sta arrivando, perché siamo andati un po' troppo veloci stamani.  
Presidente: 10 minuti di sospensione.  
P.M.: Grazie.

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