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martedì 3 aprile 2012

Michele Falcone - Deposizione del 27 aprile 1994 - Prima parte

L'ex Maresciallo dei Carabinieri Michele Falcone fu ascoltato il 26 ed il 27 aprile 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni.

Presidente: Io non trovo il verbale, Pubblico Ministero, di rinvenimento e di ispezione della borsa. Non so dove sia, ma qui non c'è.
A.B.: Cioè, presidente, nel rapporto, mi scusi, perché è un po' strano questo rapporto. A pagina 53 si parla della segnalazione telefonica.
Presidente: L'ho letto.
A.B.: Ecco. Dopo si dice che a un certo punto, questi...
Presidente: Sì l'ho visto.
A.B.: Ecco, a pagina 54...
Presidente: Pensavo si fosse...
P.M.: Posso dire qualcosa, forse sono l'unico, se loro mi consentono, che può dire qualcosa.
Presidente: Pensavo si fosse un foglio preparato. Prego!
P.M.: Ci sono, nel fascicolo del P.M., ma è ovvio, insomma, tutti gli atti relativi ai provvedimenti di sequestro prima, e di restituzione degli oggetti. Addirittura, alcuni fatti, come diceva la signora, a distanza di anni, dal giudice istruttore. Se loro mi consentono, li reperosco, e poi li fornisco la Corte, perché sono atti che andavano messi, a mio avviso, nel fascicolo del dibattimento.
Presidente: Così pare anche a me.
P.M.: Bene. Ora non li ho materialmente. Appena c'è un'interruzione lo farei.
Presidente: Bene signor Pubblico Ministero. Proseguiamo.
P.M.: Proseguiamo in questo senso, signori giudici. Vorrei terminare quello che sappiamo, ovviamente il P.M., sul 1974. Avevo accennato al fatto che c'era una perizia molto particolareggiata fatta da medici legali dal Colonnello Zuntini. Ho anche detto che questa perizia è agli atti, mi sembra che nel fascicolo del dibattimento, per lo stesso motivo non c'è. La fornisco a loro una copia.
Presidente: Quale perizia?
P.M.: Quella del Colonnello Zuntini. Perizia...
Presidente: C'è, c'è.
P.M.: C'è, ecco, benissimo, chiedo scusa.
Presidente: Comunque lei ne ha prodotto anche una copia. Noi...
P.M.: Quella del ‘68. Ora io parlo di quella del ‘74. Quella del ‘74, mi sembra lo stesso motivo, una mancanza di passaggio di atti fra i due fascicoli: dibattimento e fascicolo P.M. Ora volevo evidenziare, di questa perizia, per andare avanti, per andare avanti nella richiesta di sentire un teste, un punto che, sulla quale chiedo un attimo di attenzione, perché è un documento che è a disposizione della Corte e il teste non ce l'ho. Mi serve evidenziare qualcosa per andare avanti. In questa perizia del Colonnello Zuntini, come dicevo, si dà atto che, insieme ai medici legali, si è fatto una ricostruzione di quell'omicidio. Io chiedo attenzione particolare, ora capiranno perché. In quella perizia abbiamo la prova scritta di quello che ci diceva il professor Maurri, ieri. Spero che a nessuno siano sfuggiti dei particolari che sono in realtà elementi. Sono questi. Il Colonnello Zuntini dice: ‘guardate, quella sera furono sparati come minimo 10 colpi di quella pistola, presumibilmente 11’ fa lui la sua posizione, cioè l'undicesimo colpo era stato tenuto in canna. Sono valutazioni che fa il perito balistico, loro le leggeranno. Spiega come uno di questi colpi è uscito da destra verso sinistra, ha rotto il finestrino. Spiega come cinque colpi hanno attinto il ragazzo; spiega come tre colpi - ce l'ha detto il medico legale - hanno attinto la ragazza al braccio. Entrambi, medico legale e balistico, spiegano: ‘guardate, il ragazzo è morto sicuramente a causa dei cinque colpi di arma da fuoco’. Il balistico e il professor Maurri ieri, invece - il balistico per scritto, il professor Maurri a voce - ci ha spiegato chiaramente un elemento che secondo me, signori, questo è il momento che voi cominciate a valutare. Il professor Maurri vi ha spiegato - e ci ha spiegato nella perizia scritta - : ‘ guardate, la ragazza è stata attinta da tre colpi al braccio, ma è stata uccisa con un coltello’. Io vi dico: attenzione! Perché noi sappiamo che c'erano 11 colpi, 10 perlomeno, abbiamo i bossoli. Quindi, l'autore di quel delitto di quella sera, di quel duplice omicidio, avendo 10 colpi ne assesta sicuramente cinque all'uomo, tre alla ragazza; due, forse tre, li sbaglia. Attenzione particolare, insisto! Quindi abbiamo un autore che quella sera sparando, avendo in mano la pistola, colpisce, come ci dicono i periti, il ragazzo. La ragazza la colpisce al braccio, dimostrando - non lo so, lo valuterete voi, io dico cosa dimostra per me - che la pistola non è proprio per lui una cosa sicura perché, avendo ancora quattro o cinque colpi in canna - attenzione! - non ammazza la ragazza con la pistola, ma sbaglia dei colpi, tre glieli tira al braccio. Le valutazioni le faremo a suo tempo. Rimaniamo ai fatti. I due feriti, il professor Mauri, dicono: ‘quella sera la ragazza fu uccisa con un coltello, perché i colpi al braccio non hanno avuto effetto’. Io voglio solo che voi evidenziate questo: che quella sera, bisogna tenere presente già da oggi - è per motivare il mio teste successivo - che si consumò, sì, un doppio suicidio, è vero che ha sparato già da allora una Beretta calibro 22, ma quest'omicidio - ricordiamocelo per il nostro lavoro futuro – duplice, fu commesso per l'uomo con una pistola, per la donna si ferì con una pistola, ma l'omicidio fu commesso con un coltello. Siamo nel 1974, abbiamo un duplice omicidio nel Mugello, in quella situazione e in quella località che sappiamo, e bisogna tenere presente oggi che il duplice omicidio fu, sì, commesso con una pistola, ma uno fu ammazzato - il ragazzo - con la pistola, la donna con il coltello. Io, per ora, non vorrei aggiungere altro. Vorrei solo far presente questo. vorrei aggiungere ce l'ha detto ieri il professor Maurri, che l'uomo fu colpito anche con il coltello, dopo successivamente - era già morto - non si sa perché. Lo possiamo valutare, voleva controllare che fosse morto. Insomma, queste sono cose, effettivamente, valutazione. Rimaniamo a questo punto: nel 1974 viene uccise due persone, una con la pistola e uno con la pistola, ma uccisa con un coltello. Allora vorrei introdurre, a questo punto, ancora un attimo, il Maresciallo Falcone che abbiamo sentito ieri per una precisazione. Grazie.
Presidente: Non ci sono opposizioni, vero?
A.B.: No, no.
Presidente: Bene. Introduciamo di nuovo il Maresciallo Falcone. Maresciallo si accomodi.
M.F.: Debbo rigiurare?
Presidente: No, lei è sempre sotto il vincolo dell'impegno di dire la verità che aveva preso, quindi non c'è bisogno che lei rigiuri. Prego signor Pubblico Ministero, sentiamo le domande.
P.M.: Le domande sono molto semplici, Maresciallo. Lei ieri ci ha spiegato che è da tempo nel Mugello, se ho capito bene, e c'è tuttora. Vuole spiegare da quanto era a borgo, quando sono successi i fatti del ‘74 e cosa ha fatto dopo, come sua residenza anagrafica?
M.F.: Prima di andare a borgo ero a Vicchio, comandavo la stazione di Vicchio.
P.M.: In che anni scusi?
M.F.: Dal ‘66 al ‘73.
P.M.: Oh, quindi è la persona adatta per noi, per capire di quei luoghi. Lei, dal ‘66 era vecchio. Poi va a borgo, quando?
M.F.: Nell'ottobre del ‘73. Fui trasferito al comando della stazione di borgo.
P.M.: Di borgo. Poi ci ha detto che è andato in pensione.
M.F.: Sì, sono andato in pensione l'80
P.M.: Fino a quando è rimasto nel Mugello?
M.F.: Sono ancora nel Mugello.
P.M.: Allora, quindi, se non ho capito male, lei è dal ‘66 che é...
M.F.: Dal 66.
P.M.: ... fra Vicchio e borgo.
M.F.: Certo.
P.M.: Attualmente è?
M.F.: A Vicchio.
P.M.: Oh, quindi sono luoghi - è questo - io le voglio far domande su quei luoghi che lei conosce abbastanza bene, per servizio e per la sua vita di relazione.
M.F.: Certo, credo.
P.M.: La domanda è questa: lei, essendo stato a Vicchio dal ‘66, ha mai conosciuto per motivi di lavoro e non di lavoro, Pacciani Pietro, l'odierno imputato?
M.F.: Sì, certo.
P.M.: Ci vuole spiegare perché?
M.F.: Io arrivai nel 66 a Vicchio, nel maggio del ‘66. Il Pacciani già c’era là. Ed abitava verso San Martino a Scopeto.
P.M.: San Martino a Scopeto, vicino Vicchio, in territorio del comune di Vicchio.
M.F.: Sì, e sarebbe...
P.M.: Benissimo. Poi lo vediamo nella cartina. Rimaniamo un attimo sul ricordo della conoscenza del Pacciani.
M.F.: Sì.
P.M.: Come mai lei lo conosce? È Maresciallo dei Carabinieri, ma di solito marescialli dei Carabinieri conoscono...
M.F.: Due o tre volte, due o tre volte fui costretto ad andare a casa sua, perché...
P.M.: Ci spiega perché e perché fu addirittura costretto?
M.F.: Beh, per questione di violenza, in famiglia. Non so se per aver ricevuto qualche referto medico, ecco, per sentire la... per la moglie, per sentire cosa fosse successo la moglie. Però, quando arrivavo, la moglie non mi diceva nulla perché era una poverina, insomma.
P.M.: Lei, cioè, riceveva dei certificati medici, ma...
M.F.: Non trovavo mai lui. Il Pacciani non l'ho mai trovato a casa, in queste due o tre volte, non ricordo con esattezza, insomma, sono passati vent'anni, più o meno.
P.M.: Quindi l’ha conosciuto in quel periodo per episodi in cui lei va a casa...
M.F.: Sapevo del Pacciani, insomma.
P.M.: Che erano episodi, se non capisco male, in cui lei presumeva quantomeno delle violenze.
M.F.: Sì, sì, perché praticamente in Vicchio ora non c'è nessuno che non sappia della violenza del povero Pacciani.
P.M.: Ecco, rimaniamo alla violenza e fermiamoci lì. Lei sapeva di quell'omicidio del ‘51, ce l'aveva negli atti?
M.F.: Sapevo, non conoscevo i dettagli, sapevo che era stato in carcere per quell'omicidio.
P.M.: Dettagli di quell'omicidio lei non ne conosce?
M.F.: No, no, non ne conosco.
P.M.: Qualcuno diverso dai familiari le ha mai sottoposto episodi di violenza di Pacciani?
M.F.: Mah, io non ricordo se per... se richiamato dall'attenzione di persone delle vicinanze che mi portarono a casa del Pacciani, in una delle volte, ma non saprei.
P.M.: Qualche vicino.
M.F.: Con precisione non lo saprei dire, adesso.
P.M.: Senta una cosa: lei conosce dove abitava, in quel periodo, o in quel lungo periodo, il Pacciani?
M.F.: Abitava in un podere verso Badia, verso San Martino a Scopeto, alla Badia. In un podere...
P.M.: Possiamo, intanto, preparare quella cartina? Io vorrei...
M.F.: ... in un podere del defunto signor Cesare che era del consorzio agrario.
P.M.: Se io le mostro una cartina, me lo sa identificare questo posto?
M.F.: Se riesco, vediamo.
P.M.: Se riesce. Sperando che ci sia il nome. Noi abbiamo cercato di localizzare.
M.F.: Sì, sì.
Presidente (fuori microfono): Si guarda la carta topografiche.
P.M.: Vogliamo indicare la zona...
M.F.: Che poi il posto è sulla direttrice dove furono ammazzati la bambi… laRontini... e lo Stefanacci.
P.M.: La Rontini. Ora, però vorrei che ce lo spiegasse... no, allarghiamo un po', grazie. Vorrei che entrassero il famoso triangolo. Scusate eh, signori. Ai fini delle domande al teste, che ci ha detto conosceva zona, possiamo allargare ancor un po' di più, comprendendo, no, scusate allora, a stringere, zoomare. Ancora verso l'alto, ecco, fermiamoci così. Allarghiamo ancora un pochino. Bene, basta così, grazie. Allora Maresciallo, scusi, la mia domanda è questa: le riesce a identificare il luogo dove lei sa che abitava Pacciani. Lei lo ha chiamato Badia Bovino, dico bene?
M.F.: Sì, c'è la Badia Bovino, là, e poi...
P.M.: Badia a Bovino. Ecco, noi l'abbiamo identificato lì. Fermo così, no, mi tiene... bene, Fermo, fermo così, non la tocchiamo più questa foto, la lasciamo così, grazie. Allora, se si legge, Badia a Bovino. Lei ci ha detto ora che questo luogo è vicino. Noi abbiamo identificato dov’è l'omicidio dell'84 e dov’è l'omicidio del ‘74, di cui abbiamo parlato fino ad oggi. Quella Badia a Bovino - possiamo stare fermi? Grazie - quella Badia a Bovino sembra, a me che sono lontano e non conosco i luoghi, vicino molto al luogo dell'omicidio dell'84, un po' più lontano, omicidio ‘74. Dico bene?
M.F.: Sì, saranno...
P.M.: Vogliamo sottolineare, per Cortesia, bene il posto Badia a Bovino? Grazie. Ecco, rispetto a come conosce i luoghi, e con l'approssimazione, se ce l'ha, oppure con i dettagli, ci può dire la distanza fra Badia Bovino, innanzitutto e il posto omicidio ‘74, che lei ci stava dicendo è vicino… il luogo… le Fontanine, no? Si chiama...
M.F.: Saranno 2 chilometri, 2 chilometri e mezzo, giù di lì, insomma.
P.M.: Questo passando dalla strada o passando dai campi, per capirsi?
M.F.: No, passando dalla strada.
P.M.: Sono 2 km e mezzo con... il ‘74.
M.F.: Però l'abitazione del Pacciani era a destra, al bivio.
P.M.: Ecco, ce la può indicare per Cortesia, se lei la conosce? Se si può alzare e farci un segno vicino a quel Badia Bovino. Beh, non è indicata, però.
M.F.: Da questa parte.
P.M.: Benissimo. Lei ci dice, per quel che ricorda lei - scusi, può rimanere lì un attimo? - per quel che ricorda lei Badia Bovino, rispetto all'omicidio del ‘74, sono un paio di chilometri. Quindi, deduco io, che, per l'omicidio ‘84, il Sagginale, invece, è ancora più vicino.
M.F.: No, Sagginale è prima.
P.M.: Sì. No, vede nella cartina? Dove diciamo omicidio ‘74 è lassù in alto, omicidio ‘84 è questo. Ecco, io vorrei, se le riesce, a darci un po' le distanze. Se non ci riesce, non importa. Facciamo in altro modo.
M.F.: Dall'omicidio dell'84 a quello del ‘74...
P.M.: Allora, mi scusi, scusi un attimo.
Presidente: Attenzione che però in questa maniera dobbiamo dargli il microfono, eh. Perché sennò qui, eh…
P.M.: Sì, sì. Allora torni pure al suo posto, torni pure al suo posto.
Presidente: Quindi ripetiamo che cosa ha detto.
P.M.: La domanda e la risposta è - allora riproviamo così, Maresciallo - : fra il posto Badia Bovino, che è indicato in azzurro...
M.F.: Badia Bovino, il bivio che porta a San Martino a Scopeto, prima di Badia Bovino c'è un bivio che porta San Martino, sulla strada dove abitava...
P.M.: Allora la mia domanda...
M.F.: ... il signor Pacciani.
P.M.: ... se lei riesce aiutarci; se non ci riesce non importa, facciamo in altro modo - è la distanza per strada fra Badia Bovino e il punto dove furono -questa la prima domanda - furono trovati i cadaveri nel 1984, se lei lo conosce.
M.F.: Due chilometri, due chilometri e mezzo.
P.M.: Due chilometri. Allora avevo capito male io prima, 2 chilometri. Allora, la distanza fra l'omicidio dell'84 e omicidio ‘74, lei ci ha detto?
M.F.: È due pi… sette/otto chilometri, otto chilometri più o meno.
P.M.: Benissimo. Quindi fra Badia Bovino, ipotesi, e l'omicidio del ‘74 ci sono 8/10 al massimo, chilometri.
M.F.: Sì, sulla stessa strada provinciale.
P.M.: Benissimo.
M.F.: Poi c'è le piccole deviazioni.
P.M.: Bene.
Presidente: Questo poi lo si può vedere, no?
P.M.: Sì, sì. Per i chilometri ci abbiamo la scala. Io volevo focalizzare...
M.F.: Sì, ad occhio più o meno.
Segue:

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