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lunedì 5 marzo 2012

Biagio Montalto - Deposizione del 22 aprile 1994 - Prima parte

Il professor Biagio Montalto fu ascoltato il 22 aprile 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni.

Il testo che segue contiene dettagli espliciti e raccapriccianti. Se ne sconsiglia la lettura a persone sensibili ed impressionabili.
 
Presidente: Chi chiamiamo poi?
P.M.: Io vorrei sentire il dottor Biagio Montalto che ha provveduto a fare l'autopsia sul cadavere di Barbara Locci.
Presidente: Dottor Montalto prego. Prego dottore si accomodi.
B.M.: Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.
Presidente: Benissimo. Signor Pubblico Ministero… le generalità dottore.
B.M.: Biagio Montalto, nato a Ragusa il 9 aprile ’34.
P.M.: Professore, vuole spiegare alla corte qual è la sua professione?
B.M.: Qual è la mia?
Presidente: Professione.
B.M.: Sono professore universitario, titolare di un insegnamento nella facoltà di medicina.
P.M.: Professore, in questa sua attività ricorda di aver eseguito l'autopsia sulla salma di Barbara Locci?
B.M.: Bah, ho preso visione dei dati che sono stati registrati nel verbale da me fatto soltanto alcuni giorni fa e quindi ho ripreso conoscenza di quello che avevo scritto.
P.M.: Se non sbaglio, lei fino a pochi giorni fa non ricordava neppure di averlo fatto, vero?
B.M.: Non ricordavo più di averlo fatto.
Presidente: La cosa non ci meraviglia.
P.M.: No, no è solo una situazione di fatto che vogliamo solo rappresentare alla corte perché il professore, la prima cosa che ha detto quando è stato citato come teste, dice: io non ricordo di averla fatta. Quindi il suo ricordo, se ricordo c'è ancora, nella sua mente - dal momento che ne abbia fatta più d’una dal ’68, forse anche prima - può essere aiutato solo dal verbale che ha fatto allora e dalle foto.
Presidente: Possiamo autorizzarlo a consultarlo.
P.M.: L'ha già consultato, penso, no?
B.M.: Sì.
P.M.: Ha rivisto anche le foto professore?
B.M.: Le foto no.
P.M.: Le foto non le ha riviste. Allora ci vuole un attimo, innanzi tutto, raccontare quello che lei scrisse nel verbale, ovviamente a questo punto... poi le farò delle domande, si basa su quello che non è il suo ricordo genuino ma è sulla professionalità, sul fatto che l'aveva già…
(…)
P.M.: Lei ha affatto solo, dicevamo, quello di Barbara Locci, ecco ricorda, se lei ha memoria che si trattava di un cadavere che era stato rinvenuto insieme ad un altro e che lei ne ha fatto uno solo e come mai non fece l'altro? L’ha appurato ora o ha un ricordo sul perché? Come mai ne furono fatti due diversi?
B.M.: No non ho nessunissima rimembranza, nessun ricordo del perché sono stati fatti separatamente.
P.M.: Benissimo. Lei non ha fatto poi una perizia anche sulla dinamica, ha fatto solo l'autopsia?
B.M.: Soltanto il verbale di ispezione esterna e dissezione del cadavere.
P.M.: ... di autopsia. Ricorda se poi in corte d'assise o durante il processo qualcuno le ha fatto domande su questo?
B.M.: Non ho ne... nessuno mi ha più interrogato, mi ha chiesto spiegazioni su questo caso.
P.M.: Al di là dell'autopsia...
B.M.: Nè ho fatto relazione peritali vere e proprie.
P.M.: Ha fatto solo quell'autopsia. Ci vuole raccontare, sommariamente, quello che lei dedusse dall'autopsia circa i colpi - più che dedusse, constatò - da cui era stata attinta, se erano colpi di arma da fuoco, in quali zone e se riuscì a dimostrare l'eventuale obliquità, la traiettoria, il tramite, la direzione, queste cose qua. Quanti, che direzione avevano, da che distanza erano probabilmente - se era possibile - stati sparati, da che parte entravano, da quale parte del corpo uscivano… queste cose qua che normalmente si scrivono nei verbali di autopsia.
B.M.: Sì, chiederei anche il permesso di leggere le conclusioni per il semplice fatto che nell'ambito delle conclusioni ogni parola ha il suo peso e quindi direi, vero, meglio seguire questo excursus per rimanere nella realtà e nella verità dei fatti. Ecco.
P.M.: Io non ho problemi, anzi poi…
B.M.: Quindi in sintesi riassumerei così: il corpo della Locci era stato raggiunto da quattro colpi d'arma da fuoco a proiettile unico. Colpi che in rapporto ad alcune caratteristiche complessive del caso dovevano essere...
P.M.: Che lei conosceva o che conosce oggi, professore? Perché lei dice complessive del caso... allora ci ha detto poco fa che ha fatto un corpo solo, che non sapeva altro, quindi complessive del caso, mi scusi ma ci mette un attimo in imbarazzo nel capire se lei ha un ricordo di allora o se ha dati spuri rispetto a… cioè successivi.
B.M.: No, no, no i dati complessivi della sezione sempre.
P.M.: Ecco, io rimarrei alla... complessivi della sezione. Bene.
B.M.: Che ho riletto da poco.
P.M.: Volevo essere sicuro.
B.M.: Quindi ecco, in rapporto a questi dati complessivi sembrerebbero colpi esplosi in rapidissima successione.
P.M.: Ci vuole spiegare perché?
B.M.: Ecco, perché sono risultati localizzati in un'area di superficie cutanea abbastanza non estesa. Non del tutto circoscritta ma abbastanza non estesa. E sono risultati poi colpi quasi tutti con un orientamento univoco, cioè dal basso verso l'alto, leggermente, e da sinistra verso destra.
P.M.: Quindi dal basso verso l'alto.
B.M.: Dal basso verso l'alto rispetto al piano terreno, diciamo.
P.M.: Quindi uno che… scusi eh… se capisco… uno che si era abbassato e sparava verso l'alto?
B.M.: No.
P.M.: Dal basso verso l'alto...
Presidente: O dall'alto verso il basso?
B.M.: Dal basso verso l'alto si intende in rapporto a quella che è il decorso del tramite per quanto attiene il foro d'ingresso e il foro di uscita.
P.M.: Cioè con una direzione obliqua dal basso verso l'alto.
B.M.: Dal basso verso l'alto rispetto a...
P.M.: Quindi chi spara… faccia capire a me professore, chi spara o alla mano molto bassa oppure si è abbassato se, in ipotesi, questa persona seduta? In ipotesi.
B.M.: Sì ma in questo caso si fa già il paragone con… si mette in campo un altro parametro che è quello dello sparatore, diciamo, di colui che agisce.
P.M.: Allora andiamo avanti, lei dice per ora: i colpi sono dal basso verso l'alto.
B.M.: Dal basso verso l'alto, facendo riferimento al tramite. Il tramite cioè quel percorso effettuato dal proiettile nell'interno dell'organismo. E quindi un percorso che poi si conclude con il forame di uscita. Un forame di uscita che viene ad essere situato in una posizione, rispetto al forame di entrata, un po' livellata, verso l'alto. Ecco. Tutto qui.
P.M.: Ecco, come… prendiamo questo dato così com'è per ora, ci ritorniamo dopo. Lei ha detto “la rapida successione” da cosa la desume? Mi scusi non l’ho memorizzato.
B.M.: Ecco, la rapida successione la desumo - ovviamente è una considerazione a margine - dal fatto che questi colpi erano circoscritti in un'area non molto estesa e inoltre da questa univocità del tramite.
P.M.: Cioè che erano tutti dal basso verso l'alto?
B.M.: Si, ecco.
P.M.: Vogliamo allora andare…
B.M.: È una deduzione, ovviamente.
P.M.: Vabbè, vogliamo andare un attimo avanti ancora sul fatto della localizzazione - intanto dei fori di entrata - lei dice che erano tutti in una stessa zona, vediamo un attimo.
B.M.: Si è trattato di quattro colpi d'arma da fuoco a proiettile unico con forame di entrata di ogni proiettile riferito ad un'area cutanea che comprende il settore posteriore sinistro dell'emitorace, del torace diciamo, e il tratto immediatamente sottostante confinante con la regione lombare.
P.M.: Sempre a sinistra Professore?
B.M.: Sempre a sinistra.
P.M.: Cioè sulla sinistra della colonna?
B.M.: Posso entrare nel dettaglio a questo punto. Allora un colpo è penetrato in corrispondenza della spalla sinistra…
(fuori microfono): Dell’uomo o della donna?
P.M.: Stiamo parlando della donna.
B.M.: ...e precisamente in corrispondenza della faccia posteriore della spalla sinistra.
P.M.: Bene.
B.M.: Questo colpo... ecco... ha dato luogo ad un tramite che si è esaurito nel contesto della cavità articolare, con proiettile ritenuto proprio nel cavo articolare.
P.M.: Che lei rinvenne in autopsia?
B.M.: Che è stato repertato. Che è stato repertato.
P.M.: Bene. Andiamo avanti.
B.M.: Un altro colpo è penetrato in corrispondenza della faccia posteriore dell'emitorace sinistro all'altezza del sesto spazio intercostale. Ecco.
P.M.: Sempre a sinistra?
B.M.: Sì. A questo colpo, diciamo, a questo forame di ingresso ha fatto seguito un tramite che nel dettaglio finale è descritto in questi termini…
P.M.: Quindi questo esce?
B.M.: Questo esce, sì.
P.M.: È sotto il precedente che non esce, alla spalla, questo esce.
B.M.: Si. È sotto ed è disposto verso l'interno, cioè verso la colonna vertebrale. Allora io lo definisco… questo è il colpo mortale ed è quello che ha dato degli effetti veramente devastanti. A questo colpo va infatti attribuita una lesione del polmone sinistro, una lesione dell'atrio di sinistra, della polmonare di sinistra e del polmone destro. Questo colpo poi è fuoriuscito in corrispondenza dell'emitorace destro.
P.M.: Cioè è più obliquo.
B.M.: Dell'emitorace destro si… dell'emitorace destro in corrispondenza... ora o dei dati... a 6 cm dal margine inferiore della clavicola, a 3 cm dalla medio sternale.
P.M.: Chiedo scusa, per i profani, sotto la mammella di destra?
B.M.: Prego?
P.M.: Sotto la mammella di destra? Grosso modo…
B.M.: … mah… può darsi... sì.
P.M.: No, poi abbiamo delle foto e vediamo...
B.M.: All’incirca si. Può darsi.
P.M.: Andiamo avanti.
B.M.: Ecco, questa quindi ha dimostrato, direi vero, la maggior parte del quadro lesivo e sicuramente il quadro lesivo più grave.
P.M.: Una maggiore obliquità sinistra/destra se non capisco male, rispetto alla precedente.
B.M.: Sì, sì, ci sarebbe una obliquità da sinistra verso destra evidente.
P.M.: Bene.
B.M.: Poi ci sarebbe un altro colpo che è penetrato in corrispondenza della base dell'emitorace sinistro, ha attraversato...
P.M.: Cioè ancora più basso, il dorso ancora più in basso…
B.M.: E questo è più basso si. Ha attraversato la decima costa e quindi con un decorso leggermente obliquo, dal basso verso l'alto e da sinistra verso destra, ha attraversato il corpo del pancreas, la piccola ala del fegato ed è fuoriuscito, direi, sulla parete anteriore nel confine fra il tratto toracico ed il tratto addominale.
P.M.: Bene.
B.M.: E precisamente… ecco… ci sono dei riferimenti descrittivi però…
P.M.: Bene, il terzo è più basso, però mi sembra di capire che l'obliquità questa volta anziché dall'alto verso il basso... anzi, scusi, anche questa è dal basso verso l'alto?
B.M.: Si. Leggermente dal basso verso l'alto. Sì.
Presidente: È entrato da dietro anche questo?
B.M.: Si. Anche questo. Si. Poi abbiamo il quarto, che sarebbe entrato in corrispondenza, ecco, sul limite fra la regione toracica - sempre nella faccia posteriore - al confine fra la regione toracica e la regione lombare sinistra.
P.M.: Quindi ancora più basso.
B.M.: Ancora più... sì. Leggermente più basso.
P.M.: Sempre con la stessa direzione basso/alto?
B.M.: Sempre con la stessa dire… in questo caso, c'è anche qui, una lieve obliquità. Il quarto è penetrato a livello… con decorso obliquo dal basso verso l'alto e da sinistra verso destra. Questo colpo, in questo caso il tramite interessa a tutto spessore il corpo della seconda vertebra lombare e qui probabilmente il proiettile viene deviato… nell'ambito della penetrazione della struttura vertebrale subisce uno spostamento; tanto è vero che subisce uno spostamento; tanto è vero che prende probabilmente una direzione più verso l’avanti e interessa l'antro dello stomaco e la grande ala del fegato. Ecco, però sono queste deduzioni del tutto… sono veramente delle deduzioni, ecco. Non possono riferirsi a dei dati molto concreti.
P.M.: Professore, abbiamo capito grosso modo il quadro generale, i proiettili lei, come repertazione, ne ha uno solo? Il primo nella spalla. O ne trova altri? O qualcuno gliene porta altri?
B.M.: E poi questo si ferma. Il quarto colpo si ferma.
P.M.: Quindi lei ne trova due.
B.M.: Si ferma in corrispondenza del sottocutaneo, al punto 3 dell'ispezione esterna, e cioè al mlivello dell’ottava costa.
P.M.: Quindi se io non ho capito male…
B.M.: Quindi questi quattro colpi: uno è incorporato, diciamo, è ritenuto nel cavo articolare della scatola omerale di sinistra, la spalla sinistra; un altro si ritrova nel sottocute in corrispondenza dell'ottava costa destra; gli altri due sono fuoriusciti.
P.M.: E lei non ne ha avuto…
B.M.: No.
P.M.: Non li ha mai visti.
B.M.: Non li ho mai visti.
P.M.: Professore, se io non ho capito male, si può anche sintetizzare così: il corpo sulla parte sinistra, così come lei ci ha descritto nei dettagli, presenta quattro fori di entrata dal dietro, due fori di uscita dal davanti.
B.M.: Si.
P.M.: Dico bene? Nelle posizioni che lei c'è descritto. Ora poi vediamo le foto così lei ci può essere ancora più dettagliato oppure si può confermare più o meno questo dato che mi sembra sia comunque pacifico. Volevo tornare un attimo, prima di passare alle foto, a vedere se è possibile dare una spiegazione a questo obliquità. Lei mi ha detto giustamente ‘dovremmo sapere qualcosa di più sullo sparo’ però posso capire io è questo obliquità presuppone perlomeno un'arma che è addirittura al di sotto di ogni singolo sparo… per andare dal... come posizione... per andare dal basso verso l'alto o comunque non al di sopra? Cioè, ci può… È possibile dare una spiegazione di questo obliquità relativa all'arma o lei non è in grado di farlo? Alla posizione dell'arma che spara.
B.M.: Mah, in questo caso l'obliquità sarebbe una discrepanza di piani fra il punto di inclinazione dell'arma, come viene impugnata, diciamo, è la posizione del corpo.
P.M.: Sì. Io voglio essere ancora più preciso, l'ultimo colpo che, se non ho capito male, è molto basso…
B.M.: Si abbastanza basso, sì.
P.M.: Abbastanza basso. Basso schiena?
B.M.: E poco sotto… sì la costa poi.
P.M.: Bene. È un colpo che presenta questa obliquità che lei c'ha detto, quindi la pistola…
B.M.: Ma anche questa è un'obliquità relativa, è una lieve obliquità…
P.M.: Bene, comunque non era sopra?
B.M.: Cioè non era perpendicolare al piano cutaneo, vuole dire? Non lo so...
P.M.: Io lo so. Mi scusi…
B.M.: Sì.
P.M.: Se questo è il foro… poi vediamo...
B.M.: Sì.
P.M.: …la pistola non era in questa posizione?
B.M.: No.
P.M.: O era così?
B.M.: Ecco, sì. Poteva essere così. Sì.
P.M.: Non certo così?
B.M.: No, no.
Presidente: Scusi professore, per capirsi...
P.M.: Se la donna era seduta, come noi dimostreremo...
Presidente: Scusate…
P.M.: Era così?
B.M.: Sì, sì.
P.M.: La distanza lei - mi sembra lì in perizia - lei lo dice, la distanza degli spari è... si può ricostruire attraverso il foro di entrata.
B.M.: Sì.
Presidente: Scusate un momento ma qui ci dobbiamo intendere. Qui, se non erro, bisogna tener presente, lei deve tener presente, che non c'è solo la posizione della pistola e di chi spara ma anche la posizione del corpo che riceve il colpo.
P.M.: Certo, certo.
B.M.: Del?
Presidente: Del corpo.
P.M.: Ora lo mostriamo. Ora lo mostriamo.
Presidente: Per dire, insomma, bisogna tenere conto anche di quello eh. Capito?
P.M.: Prego scusi?
Presidente: Prego, prego.

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