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lunedì 23 gennaio 2012

Mario Spina - Deposizione del 29 giugno 1994 - Prima parte

L'agente speciale scelto Mario Spina fu ascoltato il 29 giugno 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni.

Presidente: Signor Pubblico Ministero ci dica.
P.M.: Si Presidente, avrei oggi pomeriggio un teste solo come avevo…
Presidente: Mi pare che come al solito il microfono non funziona…
P.M.: Funziona?
Presidente: Si.
P.M.: Un teste che è un agente di polizia giudiziaria il quale riferisce in merito alla sua attività nella sala di ascolto delle intercettazioni ambientali e vorrei far sentire una intercettazione che è relativa esattamente alla notte dopo che la Manni Angiolina era stata sentita dal P.M. che il Pacciani rimane solo. Il teste è l'agente di polizia giudiziaria Mario Spina che in quel periodo, quel giorno era all'ascolto delle telefonate, che racconterà cosa ha sentito e poi chiedo di sentire la bobina. Tutto qua.
Presidente: Un'ambientale. Era già stato ammesso vero?
P.M.: Si, si, si era nella lista testi.
Presidente: Benissimo, sentiamolo allora. Si accomodi prego. Salve. Sieda lì per cortesia. Consente le riprese televisive?
M.S.:Si.
Presidente: Benissimo, legga pure quella formula e dia poi le sue generalità.
M.S.:Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deportazione mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza. Sono l'agente scelto della polizia di Stato Mario Spina, attualmente in servizio presso la Questura di Firenze, squadra mobile, criminalità organizzata.
Presidente: Benissimo, vuol rispondere per cortesia le domande del Pubblico Ministero e poi a quelle dei difensori?
P.M.: Ecco Spina vuole spiegare alla Corte qual’era il suo incarico nel periodo maggio 1992?
M.S.:Si, il dottor Perugini mi aveva affidato l'incarico di curare l'intercettazione ambientale che era stata attribuita a Pacciani Pietro.
P.M.: In che modo la curavano scusi?
M.S.:Facevamo dei turni, io insieme ad altri miei colleghi, quindi facevamo dei turni di sei ore al giorno eccetto quello della notte/sera che era raddoppiato, si montava alle 19:00 e si finiva alle 7:00 la mattina.
P.M.: E dove effettuate questo ascolto?
M.S.:Ecco, l'ascolto veniva effettuato da una postazione riservata dove erano installate le apparecchiature e consentivano di sentire tutto quello che succedeva nelle abitazioni di Piazza del Popolo e di Via Sonnino, 30. Naturalmente c'era la possibilità di registrare il tutto e naturalmente comprendeva anche l'intercettazione delle telefonate in arrivo ed in partenza.
P.M.: Quindi, se non ho capito male, voi da questa postazione potevate sentire tutte le microspie più i telefoni?
M.S.:Si, infatti.
P.M.: E registrare, quello che c'era da registrare secondo voi.
M.S.:Naturalmente si cercava di registrare quello che ci poteva dare più interesse, non facevamo girare in continuazione i nastri.
P.M.: Ecco, poi voi da lì eravate in contatto con i superiori per avvertire e chiedere… avvertire di quello che succedeva?
M.S.:Certo eravamo in costante contatto col dottor Perugini che ci aveva… avevamo il suo recapito, anche l'ispettore Lamperi… insomma eravamo sempre in contatto.
P.M.: Dunque lei affatto un'annotazione relativa all’ascolto effettuato nella notte tra il 19 e il 20 maggio del ’92.
M.S.:Si.
P.M.: Fa una lunga annotazione, che è agli atti del P.M. e a conoscenza delle parti, nella quale descrive cosa succede quella sera e soprattutto quella notte. Ora noi abbiamo già sentito la parte della intercettazione relativa al rientro della Manni Angiolina a casa…
M.S.:Si.
P.M.: Volevo che lei raccontasse quello che ha sentito lei nel corso… da quel momento lì alla notte.
M.S.:Si, cerco di…
P.M.: Nei dettagli sintetizzare e poi sentiremo… e lei guiderà coloro che fanno sentire l'intercettazione nei punti che a lei hanno destato più impressione. Se ci vuole raccontare come…
Presidente: La deregistrazione c’è?
A.B.: È! Se c'è la deregistrazione si sente la deregistrazione senza…
P.M.: No, no calma, l'altra volta abbiamo sentito una deregistrazione.
Presidente: Si, no lo chiedo perché senza deregistrazione sarà un guaio poi seguire…
P.M.: C’è il brogliaccio, direi che so… Presidente sono tutti rumori e c’è una parola sola, dico bene il Spina?
M.S.:Si.
P.M.: Quindi si tratta solo di sentire a flash dei rumori e lo Spina ci spiegherà a che ore della notte erano, se ha poi visto o sentito qualcosa. La parola da sentire è una, è già identificato il punto in cui si trova, penso che si possa senti…
A.B.: Mi oppongo fermamente alla “parola sola”. Si deve sentire tutto e quindi la parola nel contesto del tutto.
P.M.: Noi sentiamo tutto e è a disposizione…
A.B.: Sentiamo tutto.
Presidente: Quello che interessa il Pubblico Ministero è solo una parola ovviamente sentiamo tutto.
A.B.: Io voglio sentire tutto.
Presidente: Ma insomma in sostanza il contenuto qual'era? Perché…
P.M.: Ora glielo facciamo spiegare all’agente Spina che è un teste, poi la Corte deciderà cosa sentire. Io nell'annotazione, non avendo sentito la bobina per intero…
Presidente: Non è che dura un'ora vero?
P.M.: No, per carità noi possiamo sentire 30 secondi oppure due minuti per sentire terzi.
Presidente: Anche cinque minuti.
P.M.: Lei è troppo gentile.
A.B.: Anche un'ora, Presidente, tanto sono le ore 4.05…
P.M.: Presidente al P.M. interessa la deposizione del teste Spina e basta.
Presidente: Va bene.
P.M.: In più c'è la registrazione che può servire per dimostrare come il teste Spina ha sentito bene un male. Tutto qui. Bene?
A.F.: Presidente, non essendoci la deregistrazione io chiederei che almeno ci indichi la data.
A.B.: Senza deregistrazione non si può sentire.
P.M.: No, no, no l'altra volta abbiamo sentito una registrazione, tranquillamente senza opposizione di nessuno.
Presidente: Possiamo sentire il teste…
A.B.: L’altra volta fu l'altra volta.
Presidente: … sentire tranquillamente il teste poi controlleremo… se poi il materiale che ci offre il P.M. è tale che non saremo in grado di controllarle, bene, faremo in altro modo. Chiameremo un perito e lo faremo del registrare.
P.M.: Esatto, era questa la richiesta.
A.B.: Però resta agli atti, mi scusi signor Presidente, agli atti e quindi al verbale del dibattimento, restano le sensazioni e quindi le dichiarazioni, i ricordi, quindi di natura strettamente soggettiva di un ufficiale di polizia giudiziaria…
P.M.: Di un teste.
A.B.: Siccome l'ufficiale di polizia giudiziaria ha fatto… ha assistito soltanto ad un accert… ha assistito ad un atto di polizia giudiziaria…
Presidente: Può riferire in merito.
A.B.: Certamente ma siccome…
P.M.: Anzi lo ha eseguito.
A.B.: Ma c’è la deregistrazione? Si sente quella e quindi io credo che sia più opportuno questo.
Presidente: La deregistrazione non c'è.
A.B.: Non c’è.
Presidente: C'è la registrazione.
P.M.: Presidente, lei mi capisce, che lo posso spiegare ancora meglio, forse non sono chiaro. Che sei ore di rumori, io chiedo alla Corte, cosa un perito possa deregistrare; se in queste sei ore di rumori a noi interessa M.S.: Lo spiegherà lo Spina, ci farà sentire che tipo di rumori sono ed una parola, io chiedo di deregistrare solo quella parola, quindi mi sembra che…
Presidente: Facendola precedere da qualche minuto di rumore…
P.M.: Certo, certo.
A.B.: Ecco signor Presidente, noi siamo un anno e mezzo che siamo dentro e quindi sei ore di rumore non ce fanno spavento, Presidente. Sei ore di rumore non ci spaventano.
Presidente: Avvocato, non invitate la lepre a correre perché sennò vi prego qui fino ha stasera a mezzanotte.
A.B.: Certamente Presidente, non è che voglia sentire rumori, però…
P.M.: Allora sentiamo prima il teste.
Presidente: Però siamo pratici adesso.
P.M.: Ecco, infatti la mia era…
Presidente: È giusto, mi pare, non sentire quella parola…
P.M.: Nooo ma io questo ho detto. Sentiamo i punti…
Presidente: E poi è anche giusto, se lo chiedete, deregistrare, che ci dirà - rumori - rumori-
P.M.: Perfetto, io sono, non solo d'accordo con quanto dice…
Presidente: Si era fatto l’altra volta.
P.M.: …quanto dice lei ora Presidente, ma ritengo che corrisponda perfettamente al modo in cui abbiamo operato la volta scorsa.
Presidente: Bene, via andiamo avanti perchè vedrete che poi la materia del contendere non c'è.
P.M.: E’ talmente…
Presidente: Da quel che mi pare di capire, non vorrei sbagliare.
P.M.: Spina allora ci racconta… Lei monta alle 7:00…
Presidente: Sentiamo cosa dice lo Spina.
P.M.: Lei monta alle 7:00 e le sembra una nottata particolare tant'è che fa una annotazione.
M.S.:Allora io monto alle 19:00, quindi prendo servizio, prendo le consegne che mi lascia il collega montante e mi informa che la moglie di Pacciani Pietro, Manni Angiolina, è stata convocata dal P.M. per essere interrogata quindi, preciso che quando monto io la moglie Manni Angiolina non c'è, è ancora fuori e praticamente c'era solamente il Pacciani in casa.
P.M.: In quale casa mi scusi?
M.S.:Nella casa di via Sonnino 30.
P.M.: Bene.
M.S.:Allora succede questo, il Pacciani è preoccupato…
P.M.: Scusi, scusi, nella casa di via Sonnino 30 in cui voi avete in funzione delle microspie, vuole ricordare alla Corte quali sono?
M.S.:Si, allora nell'abitazione di via Sonnino 30 c'erano in funzione due microspie: una molto particolare e a un livello tecnico molto avanzato che era stata installata dentro la presa telefonica; quindi con questa microspia si riusciva ad avere un livello ottimo di sonoro a meno che non ci fosse la televisione accesa, perché se c'era la televisione accesa riusciva a coprire gli altri rumori. L'altra microspia che era una microspia di un altro modello e aveva delle caratteristiche diverse da quella, era di un sonoro molto più scadente anche perché era installata all'interno di un contatore elettrico e quindi tante le volte entravano anche dei disturbi dovuti alla tenzione.
P.M.: Torniamo a quella sera, noi in quell'appartamento, la Polizia ha due microspie.
M.S.:In questo appartamento abbiamo due microspie.
P.M.: E lei sente nella sua stanza…
M.S.:Sono collegate tutte e due perché la microspia telefonica ha questo, se si vuol chiamare, difetto: quando arriva una telefonata isola l'esterno e si basa solamente sull'apparecchio telefonico; allora quando arrivava una telefonata per non rimanere isolati su quello che succedeva in casa si ascoltava dal registratore che aveva la microspia quella radio collegata nel contatore dell’elettricità.
P.M.: Bene, per avere la completa… di tutto l'appartamento.
M.S.:Quindi c'era la completezza dell'ascolto.
P.M.: Bene.
M.S.:Allora io monto alle 19:00 come ho detto, il Pacciani sono in casa però è preoccupato, è preoccupato perché non vede tornare la moglie Angiolina…
P.M.: Scusi lei da cosa capisce che è preoccupato?
M.S.:È preoccupato perché ha un atteggiamento molto…
A.B.: Presidente mi oppongo, scusi, preoccupato… l’atteggiamento…
P.M.: Sentiamo.
A.F.: Da che cosa?
Presidente: Sono giudizi, via.
A.F.: Allora lei non li deve esprimere.
P.M.: Glielo facciamo spiegare.
A.B.: Ma come si fa a spiegare?
Presidente: Signori la stare queste…
P.M.: Io Presidente son come lei, come faccio a lasciare stare se non so cosa dice il teste?
Presidente: Allora sentiamo cosa dice il teste.
P.M.: Allora facciamo dire al teste cos'ha sentito, se dice…
Presidente: Lei cerchi di non esprimere valutazioni. Dica solo: costui diceva…
M.S.:Racconto solo il fatto, Pacciani telefona alla stazione dei carabinieri di san Casciano…
P.M.: Ecco perché è preoccupato!
M.S.:E chiede come mai la moglie non è ancora tornata.
P.M.: Ecco spiegato perché era preoccupato!
M.S.:E dice che è malata di mente, poveretta. Basta.
P.M.: Prego, vada avanti, è preoccupato per questo.
Presidente: E’ più semplice.
P.M.: Andiamo avanti.
M.S.:Poi fa un'altra telefonata in Piazza del Popolo nell'abitazione dove vivevano attualmente le figlie ma non risponde nessuno, fa un'altra telefonata ai Carabinieri e i Carabinieri gli assicurano che la moglie, chiaramente, gliela riporterà il Maresciallo Comandante della stazione. Passa un'ora ed ecco il Maresciallo Minoliti che arriva e accompagna la moglie Manni Angiolina. Il Maresciallo non fa a tempo a uscire che Pacciani aggredisce prima verbalmente…
P.M.: Ecco, racconti le parole perché lei sta sentendo, non vede…
M.S.:Certo, no, no. Aggredisce verbalmente la moglie: “Cosa gli hai detto?” – “Gli ho detto due” – “Cosa due?” – “Gli ho detto che avevi due fucili” – “Brutta puttana, di taglio il collo come una zucca”;
A.B.: Possiamo sentire questo, Presidente? Invece che ce lo riferisca lui? Così si sente anche l'inflessione…
A.P.: Così si capisce meglio…
A.B.: Si capisce meglio tutto…
P.M.: C’è una brogliaccio, se non sbaglio…
A.B.: Il brogliaccio.
Presidente: Sentiamo, sentiamo.
P.M.: Scusate ma se il teste dice di averlo sentito, per cortesia, ora crediamo il teste, poi dopo averlo sentito…
Presidente: Dopo lo sentiamo andiamo avanti.
P.M.: Dopo aver sentito diremo che il teste non è attendibile, però il teste, se permettete, io lo sento. Vada avanti tranquillo.
Presidente: Vada avanti.
M.S.:Quindi “Ti taglio il collo e ti butto nel bottino tanto è bell’e aperto”. A questo punto il Pacciani non da tempo alla moglie di dire un'altra parola e l'aggredisce fisicamente però.
A.B.: Come fa a saperlo?
A.F.: L’ha vista lei?
P.M.: Scusate…
A.B.: Ma no scusi questo non…
A.F.: Ma l’ha vista lei?
A.B.: Abbia pazienza!
M.S.:Racconto i fatti.
Presidente: Signori silenzio.
P.M.: Per cortesia!
Presidente: Come fa a dire che l'aggredisce?
M.S.:Bene perché la moglie Angiolina comincia a urlare e lancia un grido, da questa cosa scaturisce l'idea da parte della Manni Angiolina di scappare di casa.
P.M.: Da cosa lo deduce lei scusi?
M.S.:Lo dice lei stessa.
P.M.: Oh ecco!
M.S.:“Io prendo i miei stracci e vado dalle mie figliole!”
P.M.: Bene.
M.S.:Lui cerca di impedirglielo tant’è vero…
P.M.: In che modo?
M.S.:Nel modo che praticamente la butta in camera, la spinge verso la camera…
A.F.: L’ha visto lei?
M.S.:L’ho sentito.
P.M.: Chiedo scusa Presidente.
A.F.: Che cosa ha sentito?
P.M.: No Presidente, scusi.
Presidente: Non le funziona il microfono, ho l'impressione.
P.M.: Non solo non funziona ma tanto funziona alla difesa! Se loro sono così cortesi…
A.F.: Questo è meglio!
P.M.: I commenti li facciamo poi dopo.
Presidente: Bene?
P.M.: Funziona. Io vorrei magari se lasciamo parlare il teste, poi lo interrompiamo se dice…
Presidente: Signori lasciamo parlare il teste, perché naturalmente voi capite che…
P.M.: Capito? Sennò a un certo punto… Poi…
Presidente: Poi sentiamo la deregistrazione…
P.M.: O non lo crederemo.
Presidente: Se qualche cosa di quello che lui dice non va bene gliela contestiamo.
P.M.: Non lo crederà la Corte, però non si può, ogni volta che dice qualcosa che non fa comodo a noi parti lo interrompiamo! Lasciamoglielo dire poi valuteremo. Spina, lei faccia finta che non ci siamo, vada avanti via.
A.F.: Eppure ci siamo.
Presidente: Avvocato via, su!

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