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giovedì 9 giugno 2011

Vincenzo Trancucci - Deposizione del 01 giugno 1994 - Prima parte

Vincenzo Trancucci fu ascoltato il primo giugno 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni. 

Presidente: Bene, buonasera.
Avvocato Bevacqua: Buonasera Presidente.
P.M.: Buonasera.
Presidente: Dunque vi do qualche notizia migliore per quel che riguarda il condizionamento dell’aula. Ho parlato con l’assessore Giani, domani verrà una ditta specializzata che inizierà ad installare dei condizionatori che dovrebbero abbassare la temperatura dell’interno. Non so quanti giorni ci vorranno…
P.M.: Anche perché è veramente pesante…
Presidente: Pesante…
P.M.: Siamo qui perché lei ha stabilito…
Presidente: Dovre…
P.M.: …anche di pomeriggio ma è difficile…
Presidente: Dovremmo… Questo è ciò che passa il convento, comunque la situazione dovrebbe migliorare, abbiate un po’ di pazienza ancora, domani vengono questi tecnici, io verrò, me ne occuperò anch’io e seguirò da vicino, spero nel giro di pochissimo tempo di ovviare in qualche maniera a questa situazione. Benissimo, possiamo cominciare signor Pubblico Ministero…
P.M.: Si vorrei sentire Trancucci Vincenzo, Presidente.
Presidente: Accompagnatelo, magari se lo accompagnate fin qua questo signore, lo vedo un po’ malfermo.
P.M.: Lo può accompagnare lei?
Presidente: Lo accompagni dottore, le dispiace?
P.M.: Se lo può accompagnare… Lo accompagni pure.
Presidente: Lei è un familiare? Ah, un poliziotto. Lei ritorna dopo ad accompagnarlo, per cortesia, gli da un po’ un aiuto. Bene, questo signore si chiama?
V.T.: Non vedo.
Sig. Romano: Dica come gli dico io. Consapevole...
V.T.:
Sig. Romano: Ripeta icche gli dico io.
V.T.: Si.
Sig. Romano: Consapevole…
V.T.: Consapevole…
Sig. Romano: …della responsabilità…
V.T.: … della responsabile...
Sig. Romano:…morale e giuridica...
V.T.: …mo… ah…
Sig. Romano:…morale e giuridica...
V.T.: …e giuridica…
Sig. Romano:… che assumo...
V.T.: …che…
Sig. Romano:…con la mia deposizione… mi impegno…
Presidente: Allora si impegna…
Sig. Romano:…tutta la verità e non nascondere nulla…
Presidente: Glielo faccia dire a lui però Romano via…
Sig. Romano: …è a mia conoscenza
Presidente: Ha capito?
V.T.: Va bene ma io…
Presidente: Lei deve dir la verità, non c’è problemi, senta ci…
V.T.: Ma io non mi posso ricordare tutte queste cose! Da tanto tempo che è passato! Se voi me leggete la denuncia ca fatto, davante alla Polizia, alla caserma dei Carabinieri di San Casciano allora…
Presidente: Benissimo senta, senta…
V.T.: Allora posso rispondere!
Presidente: Ci dica il suo nome.
V.T.: Quelli di si e quelli di no
Presidente: Ci dica il suo nome per piacere.
V.T.: Trancucci Vincenzo.
Presidente: Trancucci?
V.T.: Trancucci, Trancucci Vincenzo.
Presidente: 103, numero 103, ecco quando è nato signor Trancucci?
V.T.: Il xx.xx.19xx
Presidente: xx xxxxx 19xx e risiede dove a?
V.T.: Eh?
Presidente: Dove risiede?
V.T.: A Poggibonsi.
Presidente: A Poggibonsi. Benissimo, ah, dov’è nato?
V.T.: A Casarbore.
Presidente: Casarbore.
V.T.: Provincia di Avellino.
Presidente: Benissimo, senta, consente le riprese televisive? O no?
V.T.: Volte si, volte no.
P.M.: Ha capito se vede la televisione, Presidente.
V.T.: Perché io prima dell’8 e vado a letto. Ecco perché non l’accendo.
Presidente: Senta…
V.T.: Eh?
Presidente: All’inizio la possono riprendere? Oppure… O no? A me non m’importa nulla.
V.T.: La delizia? Non ho capito signore.
Presidente: Qui in aula ci sono televisioni e fotografi che se lei vuole la possono riprendere mentre lei depone sennò no.
V.T.: Poi la vedono quegli amici mie che stanno a Poggibonsi.
Presidente: …quindi dico… …le va bene?
V.T.: Per me…
Presidente: Allora va bene.
V.T.: Può anda’ anche bene a questo punto.
Presidente: Va bene.
V.T.: Tanto non è niente di male.
Presidente: Nooo per carità! Anzi, loro sono tutti contenti, va bene, allora per cortesia signor Trancucci, il Pubblico Ministero e poi gli avvocati le vogliono fare qualche domanda, lei risponda per quanto ricorda, se non ricorda vuol dire che il Pubblico Ministero e le altre parti le leggeranno…
V.T.: Io posso rispondere sempre cosa ho detto e sulla denuncia che ho fatto alla caserma… …alla caserma dei carabinieri di San Casciano, con la Pulizia. Io posso quelle parole lì.
Presidente: Va bene.
V.T.: Se devo rispondere ora così…. …e no… non me ricordo tutte quelle che ho dichiarato, capisce?
Presidente: Va be’ lei risponde per quanto può e per quanto ricorda, quando non ricorda le rileggeremo ciò che ha detto. Va bene?
V.T.: Mhmm
Presidente: Allora il Pubblico Ministero, cominciamo con il Pubblico Ministero che le fa qualche domanda.
V.T.: Mhmm
Presidente: Prego.
P.M.: La prima domanda, la più semplice, signor Trancucci, lei conosce il Pacciani?
V.T.: Non ci ho mai mangiato assieme, l’ho conosciuto attraverso la caserma che m’hanno mostrato la fotografia e no me sapea rende’ conto, la fotografia, in due, chi è questo? Chi è quest’altro? E io non sapeva dire.
P.M.: Lei non l’ha mai visto in vita sua?
V.T.: No.
P.M.: Il Pacciani?
V.T.: No di viso no. Allora poi co’ questo, che co’ la Pulizia dissi io: - Ma scusate – dico – non fusse quello che va facenno lu guardone per da li boschi? - Eh, eh – disse – proprio quello – ecco.
P.M.: E lei come mai sapeva che questo signore, che lei vide in fotografia, faceva il guardone nei boschi? Chi glielo aveva detto?
V.T.: Me mnhai avanti io cu la Pulizia.
P.M.: Si si fece avanti lei ma a lei chi glielo aveva detto?
V.T.: La ggente, la gente in giro che sapevano, dice: quello va a guardare le coppie dal bosco.
P.M.: Così a lei avevano detto, lei non l’ha mai visto comunque?
Presidente: Direttamente però lei non lo ha mai visto?
V.T.: Direttamente non ci potevo anda’ a presso perché io facevo il lavoro da spazzino a San Casciano, per guadagnare 200 lire in più perché la pensione era poca.
P.M.: Senta una cosa signor Trancucci, lei conosce la signora Sperduto? Maria?
V.T.: La conosco si.
P.M.: Come mai?
V.T.: Come mai, perché s’era messa con me e perché siccome che io non ci ho nessuno e cercava una donnuccia ma purtroppo la cercò se confrontava in da ballo alla festa de’ l’unità di San Casciano…
P.M.: Lei conobbe questa signora…
V.T.: E conobbe questa signora
P.M.: E siete andati ad abitare insieme?
V.T.: Se ne venne con me a Poggibonsi, poi mi lasciò e andu cu uno che si chiama Rebusto…
P.M.: Aspetti, tanto questo, scusi eh, non ci interessa, lei ricorda in che epoca era?
V.T.: Eh… Ora io… Che me recordo?
P.M.: Allora, siete mai stati insieme dalle parti, abitato dalle parti di San Casciano prima di Poggibonsi? Con la Sperduto?
V.T.: Come no
P.M.: Può dire la località esatta?
V.T.: Si, si, si, abbiamo stato in via lì…. quando… come si chiama quella strada? Ora non me lo ricordo comunque ci si va a Chiesanuova.
P.M.: La strada per Chiesanuova.
V.T.: Una casa di contadino.
P.M.: In che periodo?
V.T.: Del marchese… era questa casa del marchese de bagno, mi sembra così si chiama.
P.M.: Era dopo che era morto il marito della signora?
V.T.: Si l’era morto il marito.
P.M.: Lei ricorda allora in che anni eravate?
V.T.: No nun me lo ricordo signor giudici.
P.M.: La signora Sperduto, che lei sappia, conosceva il Pacciani?
V.T.: Se andava col Pacciano?
P.M.: Si, lo sa lei? Se lo sa
V.T.: Senta a me signore e giudice…
P.M.: Gliel’ha detto lei, gliel’ha detto qualcuno, l’ha vista lei…
V.T.: Senta a me signor giudici io pensava d’andare a lavorare però mi deceva che andava a fa’ la spesa a San Casciano perché ci aveva le figliole con noi, andava a fa’ la spesa a San Casciane, se poi andava con questo…
P.M.: Lei non lo sa.
V.T.: Con questo… Pacciane io non lo posso giudicare.
P.M.: Senta una cosa, questo Pacciani lei non l’ha nemmeno mai incontrato per caso?
V.T.: Non ci ho mai parlato
P.M.: No, parlato è una cosa, visto passare, per strada…
V.T.: Mah, secondo me, faccendo la pulizia per strada…
P.M.: Non la Polizia, lei! Non l’ha mai visto per strada
V.T.: Non la conosceva di viso ma secondo me la Pulizia me deceva. Hai visto mai passa’ un Cinqucento bianca c’andava verso gli Scopeti?
P.M.: Esatto, lei l’ha mai vista?
V.T.: Ohooo, però io vedeva ‘sta Cinqucento che andava a Scopeti però che tu vuoi che da dentro vedere la Cinquecento poteve vedere Pacciano, poteve…
P.M.: Come faceva a saperlo?
V.T.: Per primo non lo conosceva, per primo non lo conosceva come facevo ad individuarlo? La Cinquecento si.
P.M.: Però lei non sa chi c’era, quindi…
V.T.: Ohoo ecco signori giudici, proprio così.
P.M.: Benissimo e quindi quando la Polizia le ha chiesto qualcosa di Pacciani lei s’è solo ricordato che qualcuno diceva che era un guardone, niente di più?
V.T.: Ecco, si.
P.M.: Niente di più.
V.T.: Si, si bravo signor giudice.
P.M.: Era un guardone perché però in giro…
V.T.: La diceva… La gente parlavano, dice: quello fa il guardone, guarda le coppie da u bosco.
P.M.: E allora come mai lei ha messo subito in relazione questo discorso della Polizia con questo pacciani che conosceva lei? Perché le è venuto in mente il cognome forse?
V.T.: No, no io non dicetti Pacciani, io dissi: ma fusse quello che va a guardare le coppie dentr a lu bosco? La polizia mi disse: Eh, eh, eh!
P.M.: Mi scusi, mi scusi, lei come fece a capire che era proprio lui e non un altro? Perché lei ne conosceva uno solo?
V.T.: No perché la voce della gente…
P.M.: Gli dava un nome?
V.T.: La voce della gente lo dicevano: Pacciano, Pacciano.
P.M.: Ohooo, ora ho capito, quindi lei sapeva Pacciani, Pacciani come guardone, quando ha sentito dire il nome dalla Polizia dice: Sarà lo stesso! E’ così?
V.T.: E’!
P.M.: Ohoo, ho capito. Senta una cosa, lei quindi il Pacciani, aldilà di questo discorso chiarissimo della Cinquecento che lei non l’ha mai visto di persona, aldilà della Cinquecento…
V.T.: E questa è la verità signor giudice.
P.M.: Ma a noi ci interessa la verità e lei è molto chiaro e ci fa piacere, per caso, o dai discorsi della gente, o perché l’ha visto lei, sa se aveva altri mezzi di trasporto questo signore?
V.T.: Ahaa..
P.M.: Non lo sa.
V.T.: No.
P.M.: Non ho altre domande grazie.

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