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giovedì 17 febbraio 2011

Rolando Castrucci - Deposizione del 26 maggio 1994 - Prima parte

Rolando Castrucci fu ascoltato il 26 maggio 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni.

Presidente: Chi abbiamo signor Pubblico Ministero? Chi c’è?
P.M.: Dei numerosi testi di stamani abbiamo qualche difficoltà, ora vediamo se pian piano arrivano, qualche certificato medico ce l’ho.
Presidente: Questo signore è il teste?
P.M.: Castrucci Rolando
Presidente: Prego si accomodi. Sieda pure. Lei è il signor? Il suo nome per favore…
R.C.: Castrucci Rolando
Presidente: Castrucci Rolando. Vuol dare le sue generalità per cortesia? Come si chiama, dov’è nato, in che data, dove risiede… Ci sente poco…
R.C.: Son sordo. Sento poco io.
Presidente: Certo. Dov’è nato signor Castrucci?
R.C.: A Firenze.
Presidente: In che data?
R.C.: Il 21 d’agosto 1922
Presidente: 21 o 22 agosto?
R.C.: 21 d’agosto 1922.
Presidente: Residente dove?
R.C.: A Montefiridolfi Val di Pesa, comune di San Casciano.
Presidente: A Montefiridolfi, basta così. Vuol leggere… Ci legge bene? La vuol leggere ad alta voce?
R.C.: Bah, la posso anche leggere…
Presidente: Si, legga, legga
R.C.: Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.
Presidente: Ecco, bene, grazie. Senta signor Castrucci adesso vuole rispondere alle domande del Pubblico Ministero? Magari vuole voltarsi verso di lui per capire meglio? Ecco, mettiamogli il microfono… Ecco magari cerchiamo di alzare la voce… Va bene…
P.M.: Signor Castrucci lei ha detto ora abita a Montefiridolfi, ha sempre abitato lì o solo da un certo periodo?
R.C.: Sempre lì.
P.M.: Sempre abitato a Montefiridolfi. Che mestiere faceva se ora è in pensione o che mestiere fa ora? Quale è stato il suo lavoro? O quale è?
R.C.: Ero titolare di un’impresa di costruzioni. Ci avevo un’impresa di costruzioni.
P.M.: A Montefiridolfi?
A Montefiridolfi.
P.M.: Ha conosciuto Pacciani Pietro lei?
R.C.: Si l’ho conosciuto perché ho restaurato la casa su ordine del marchese Rosselli. Ho restaurato la casa dove abitava lui.
P.M.: ha mai visto se Pacciani dipingeva?
R.C.: Si.
P.M.: Le è rimasto impresso?
R.C.:
P.M.: O cosa dipingeva?
R.C.: No eh beh, questo non lo so.
P.M.: Allora, quando ha visto che dipingeva cosa dipingeva? Perché se l’ha visto…
R.C.: Si…
P.M.: Faceva quadri? Dipingeva sui muri?
R.C.: No, no…
P.M.: faceva quaderni?
R.C.: No l’ho visto… Ho visto dei quadri.
P.M.: Che faceva lui?
R.C.: Mhm.
P.M.: E li faceva lui personalmente, lei l’ha visto o gli ha detto sono quadri miei?
R.C.: Ah questo non lo so.
P.M.: Lei come mai ha il ricordo che lui dipingesse? Gliel’ha detto Pacciani? E ha visto dei quadri?
R.C.: Che vole… le son cose successe più di vent’anni fa e come si fa a ricordarsene?
P.M.: Ha ragione.
Presidente: Certo, certo.
P.M.: Vediamo in altro modo. Io le ho fatto la domanda: sa se Pacciani dipingeva, lei mi ha detto di si.
R.C.: Si.
P.M.: E ha visto dei quadri.
R.C.: Si.
P.M.: E’ stato Pacciani che le ha detto questi quadri li ho fatti io?
R.C.: Senz’altro gli è stato lui, io penso di si.
P.M.: Lei non l’ha mai visto dipingere?
R.C.: E un me lo ricordo.
P.M.: Ha mai visto se in casa aveva attrezzatura per dipingere?
R.C.:
P.M.: Pennelli, colori,
Presidente: Cavalletto, che so?
R.C.: Ehh.. uh… mah…
Presidente: Non se lo ricorda
R.C.: Come si fa a ricordarsi?
Presidente: certo, certo.
P.M.: Mi sucusi, erano…
R.C.: Di tutti questi particolari? Non è possibile!
P.M.: Ha perfettamente ragione. Ha lei è rimasto impresso di aver visto dei quadri.
R.C.: Si, quelli si.
P.M.: Erano quadri di paesaggi o di persone? O raffiguranti persone?
R.C.: No, persone no. Mi sembra di no.
P.M.: Erano paesaggi.
R.C.: Si.
P.M.: Erano a colori o in bianco e nero?
R.C.: A colori mi sembra.
P.M.: Erano in casa attaccati alle pareti o erano da qualche parte?
R.C.: Si alle pareti. Si.
P.M.: C’era qualche quadro che raffigurava paesaggi toscani, Montefiridolfi ad esempio?
R.C.: No.
P.M.: Non lo ricorda.
R.C.: Non mi ricordo di gente particolare.
P.M.: Erano numerosi i quadri o era un solo quadro in tutta la casa?
R.C.: E chi lo sa?
P.M.: Non lo ricorda. Passiamo ad un altro argomento. Pacciani le ha mai mostrato una pistola?
R.C.: Si, nell’essere a lavorare, è questo che mi son sempre ricordato, nell’essere a lavorare mi fece vedere una pistola.
P.M.: Si ricorda, può collocare nel tempo questa volta in cui le mostrò la pistola?
R.C.: Quando c’ero a lavorare, a restaurargli la casa.
P.M.: Allora proviamo con i suoi ricordi a vedere quando fu questo restauro della casa? In che anni o in che anno fu?
R.C.: Eh
P.M.: Non ci riesce…
R.C.: Un c’è più nemmen le fatture! L’è più di vent’anni…
P.M.: Con il suo ricordo in che epoca il proprietario, Rosselli Del Turco, fece restaurare questa casa? Lei cosa faceva? Aveva l’impresa da solo? Aveva degli operai?
R.C.: Ce l’avevo insieme co’ un altro. La ditta era Castrucci e Lotti.
P.M.: Ecco. Erano… Era tanto tempo che il Pacciani abitava in quella casa o era appena arrivato?
R.C.: Non lo so. Un lo so questo.
P.M.: Non lo sa. Vediamo di ricostruirlo poi in altro modo. Le mostrò questa pistola, lui era in casa?
R.C.: Si.
P.M.: Quindi la pistola l’aveva in casa?
R.C.: No quando l’aveva in casa, l’aveva in mano quando me la fece vedere.
P.M.: L’aveva in mano. Di questa pistola lei ricorda qualcosa o no?
R.C.: No.
P.M.: Era una pistola molto piccola o molto grande?
R.C.: No era piuttosto piccola.
P.M.: Era chiara o brunita? O scura?
R.C.: Non posso dire…
P.M.: Io non le voglio far dire...
R.C.: Come l’era, non lo posso dire
P.M.: Se lei si ricorda…
R.C.: Non mi ricordo.
P.M.: Non lo ricorda.
R.C.: Non me lo posso ricordare di certe cose.
P.M.: Giustamente.
Presidente: Nessuno gli dice nulla.
P.M.: Nessuno pretende signor Castrucci che lei lo ricordi.
Presidente: Non si preoccupi.
P.M.: Stia tranquillo cerchiamo solo di vedere
R.C.: Ma e un posso dire una cosa pe’ un’altra.
Presidente: ma nessuno lo vuole (sorridendo).
P.M.: Non deve dire una cosa per un’altra signor Castrucci, lei deve dire quello che ricorda, se lo ricorda. Allora proviamo in un altro modo.
R.C.: L’ho detto.
P.M.: Mi permetta ancora un attimo. Come mai il Pacciani nel discorso le mostrò la pistola? Parlavate di qualcosa? Lei stava restaurando la casa lui arriva dice: Oh guarda ci ho una pistola! Oppure era un discorso che in qualche modo poteva…
A.B.: La domanda signor Pubblico Ministero.
P.M.: Come mai… L’ho fatta prima. Come mai…
Presidente: In quale occasione? Come mai le mostrò questa pistola?
R.C.: Così… Non so… Non ce l’ho la parola giusta per rispondere a questo fatto.
P.M.: Stavate parlando di caccia? Non lo so, di…
A.B.: La domanda signor Pubblico Ministero.
P.M.: Stavate parlando di caccia?
A.B.: Nooo questa presuppone la risposta.
P.M.: Stavate parlando di armi?
A.B.: Di cosa stavate parlando? Questa è la domanda giusta.
Presidente: Di che cosa stavate parlando?
A.B.: Scusi eh?
P.M.: Prego.
R.C.: Di lavoro.
Presidente: Di lavoro.
R.C.: Di lavoro, si.
Presidente: Quindi in pratica il motivo…cioè il motivo, lo spunto…
R.C.: No… Può darsi che questa pistola, non lo so, l’abbia avuta in una camera in dove c’era da lavorare…
Presidente: Ecco.
R.C.: … e ni’ levare la mobilia che c’era, la roba che c’era, l’è uscito fori anche…
Presidente: …la pistola.
R.C.: Questa pistola.
Presidente: Capisco.
R.C.: Può esse’ quello, non lo so.
Presidente: Ecco, è un’ipotesi sua
R.C.: Altre cose…
Presidente: In realtà questa potrebbe essere un’ipotesi, quindi non lo ricorda. Va bene.
P.M.: Lei ha mai visto, a parte quella volta, una pistola in vita sua?
R.C.:
P.M.: A parte la volta in cui gliela mostrò Pacciani, forse nei modi che lei ora ci ha descritto, ha mai visto in vita sua altre pistole? O era la prima volta che vedeva una pistola?
R.C.: Le pistole l’aveo viste, poerini…
Presidente: In guerra?
R.C.: E son finito anche. Ho fatto i’ partigiano co’ i presidente Pertini. Ci ho ancora una pallottola addosso.
Presidente. Ah, figurati allora le pistole le conosce!
P.M.: ha visto! Allora è la persona adatta per vedere di capire che pistola era.
R.C.: No.
P.M.: Lei ha detto: “Era piccola”.
R.C.: No.
P.M.: No, non è la persona adatta perché forse…
R.C.: No, no, no.
P.M.: Perché forse la vide poco.
R.C.: Non me ne intendo per niente..
P.M.: Non se ne intende. Se era una pistola a tamburo, lei sa cos’è una pistola a tamburo?
R.C.: E anche questo non me lo ricordo.
P.M.: Però ha fatto questa ipotesi alla Polizia, lei ha detto: forse era una pistola a tamburo.
R.C.: Può darsi.
Avvocato Bevacqua: Scusi signor Pubblico Ministero faccia la domanda per cortesia.
P.M.: Era una pistola a tamburo?
Presidente: Non se lo ricorda?
P.M.: Io le dico: è vero che alla Polizia ha fatto questa ipotesi? Che fosse una pistola a tamburo?
R.C.: Può darsi, può darsi che l’abbia detto anche in quella maniera.
Presidente: Ora un se lo ricorda?
R.C.: E gli è più di un anno…
P.M.: Non ho altre domande grazie.
Segue...

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