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mercoledì 26 gennaio 2011

Ruggero Perugini - Deposizione del 23 maggio 1994 - Tredicesima parte

Segue dalla dodicesima parte.

A.B.: Ecco, a proposito della pistolina c’è un’asta guida molla che è stata introdotta nel processo, anche se un certo documento, il foglio che accompagna quest’asta guida molla è un foglio un po’ particolare, cioè la Corte di Assise ha ritenuto di non poterlo acquisire perché sennò si sarebbe violata la norma però potrà anche acquisirlo dopo, non lo so, comunque… Ecco voi, lei che ottimo indagatore ma non sto assolutamente, non mi permetterei neppure…
R.P.: Non me l’aspetto da lei.
A.B.: Che vede questo pezzo di ferro, che, lei capisce, è un pezzo di ferro, più corto di questa matita con una rotondella di ferro attaccata qui e nient’altro. Lei che vede, lei, io parlo di lei che conosce le armi, che lo vede per terra, che pare che l’anonimo abbia trovato soltanto questo pezzettino di ferro per terra, va bene? Ecco, vede questo pezzo di ferro, che fa? Come fa a ritenere che quel pezzo di ferro possa far parte di una pistola Beretta?
R.P.: Si, posso…
A.B.: Lei, dice ma… Non si è insospettito?
R.P.: L’anonimo non è stato in se, però io…
A.B.: No, no lo può dire dell’anonimo, perché…
R.P.: Mi perdoni, se male non ricordo l’anonimo dice: Questo è, o può essere, un pezzo di pistola che l’ho visto sul giornale.
A.B.: Ohooo!
R.P.: Il giornale La nazione…
A.B.: Se lo ricorda bene
R.P.: …come noi verificammo aveva pubblicato l’esploso…
A.B.: Il 5 maggio
R.P.: …l’esploso… io non ricordo quando, io oltretutto in quei giorni ero a Roma quindi son cose che acquisii successivamente, aveva pubblicato l’esploso di una pistola, indubbiamente io dico nel momento in cui, in una situazione di assoluta tranquillità, in una situazione di silenzio, io mi imbatto in una cosa del genere gli do un calcio e la butto via, se però…
A.B.: Lei Perugini o lei chiunque…
R.P.: Io chiunque. Se però, forse ma io poi non faccio testo, ma se io ho avuto per quasi due settimane un esercito a scavare in casa di una persona con i giornali che giorno, sera e a colazione parlano di: la ricerca della pistola, la ricerca della pistola, la ricerca dei proiettili, il rinvenimento di un proiettile, una sull’altra, se io sono un attento lettore di questi giornali, sono un curioso e magari, guardi aggiungo, conosco o di persona o per sentito dire la persona che è sotto investigazione in questo momento beh io probabilmente l’avrei presa e portata ai Carabinieri, io…
A.B.: Cosa che è stata mandata addirittura.
R.P.: Ecco questo io non l’avrei fatto, questo io non l’avrei fatto, io l’avrei presa e l’avrei portata ai Carabinieri senza lasciare l’incertezza…
A.B.: Ecco non vi a dato…
R.P.: A noi le ombre e i punti oscuri non ci sono mai piaciuti.
A.B.: Ecco ma queste ombre sono ancora più fitte, se si può parlare di ombre fitte, perché guarda caso questa asta guida molla è avvolta, a parte che da questo foglio di carta, anche da un pezzo di stoffa e questo pezzo di stoffa, io le voglio ricordare il verbale che voi avete fatto del ritrovamento della stoffa che mi ha un po’ colpito, nessuna ombra di dubbio sulla correttezza di coloro che facevano le indagini però mi ha colpito, io gliela leggo perché l’ha scritta lei, il dirigente della Sam è lei.
R.P.: Certo.
A.B.: “Decidevamo di aspettare il rientro di queste ultime due figlie per invitare anche loro alla verifica dei loro effetti personali” noi sappiamo che le figlie non vogliono vedere il padre, vogliono che il padre non ci sia, addirittura sono nemiche del padre per quei noti fatti…
R.P.: Sono intimorite dal padre.
A.B.: Quindi nemiche, non sono amiche.
R.P.: Sono spaventate.
A.B.: Spaventate, uno che è spaventato non è amico di quello che lo spaventa.
R.P.: No ma non gli è nemico, solo spaventato.
A.B.: Va bene io va bene. “L’assistente capo Venturini stando appoggiato con la schiena allo stipite della porta che dalla cucina affaccia sul salotto notava appeso ad un gancio, a lato della cucina a gas uno straccio, evidentemente usato…” grande intelligenza, grande capacità del Venturini che conosco, molto bravo “…evidentemente usato come strofinaccio avente le caratteristiche della stoffa da noi cercata. Richiamava quindi la nostra attenzione…” Venturini “…e la Rosanna notato lo straccio diceva che ce n’erano altri…”, la Rosanna, “…ciò detto apriva lo sgabuzzino delle scarpe prendendo a colpo sicuro…”, aspettava quasi che voi arrivaste, “…da un ripiano un altro straccio di simili dimensioni e fattura, all’interno dello stesso sgabuzzino in effetti ve ne erano altri cinque che ci venivano successivamente spontaneamente consegnati. Subito dopo arrivavano tanto la Manni Angiolina quanto la figlia Graziella le quali coadiuvavano la congiunta nell’attività di ricerca, in particolare la Graziella ci accompagnava anche nel garage…” pensi, questa ragazza che è mezza… si ricordava che laggiù c’era quel pezzo di stoffa, la Graziella è quella meglio però, “…sottostante dove rinveniva in un’anta della credenza…” guardi, nascosto però era lì nell’anta della credenza “…ivi presente una striscia sottile del medesimo tessuto che ci consegnava.” Ecco, lei che è uomo molto attento e molto intelligente, premesso che chiaramente nessuno della Polizia ha fatto questo, è chiaro
P.M.: Che cosa scusi avvocato?
A.B.: Che potrebbe aver fatto questo, lo detto subito.
P.M.: Fatto che cosa? Lo dica.
A.B.: Dico… Io non sto dicendo nulla
P.M.: Premesso che ha fatto questo…
A.B.: Premesso che nessuno… Quindi le persone che hanno potuto fare questo
P.M.: Le persone sono indicate lì.
A.B.: In particolare potrebbero essere o la Rosanna o la Manni madre o la Manni figlia, voi avete constatato che ad un certo punto c’era questo straccio
R.P.: O il signor Pacciani, diciamoli tutti.
A.B.: O il signor Pacciani ma mi pare che siamo nel giugno del ’92, il Pacciani era uscito da poco tempo, però qualcuno… No.
P.M.: Come no?
R.P.: Quello che voglio dirle, sembra che tutto sia nato in un’unica soluzione, non è così. Vede, un’asta guida molla, per quanto sia un pezzo di pistola che poi risulterà provenire da una pistola Beretta modello 70, esattamente l’arma… …l’arma… Del modello con cui l’omicida compie i suoi delitti, non ci diceva niente altro di più, il modello 70 non è soltanto prodotta nel calibro 22 Long Rifle, è prodotta nel calibro 7 65, presumo sia prodotta anche nel calibro 9, voglio dire, non ci dice nulla, noi con quel pezzo di pistola caro avvocato non ci facciamo assolutamente nulla, è un pezzo di metallo inerte e muto.
A.B.: Però c’era… No, ecco… Però qualcuno doveva incastrare Pacciani.
R.P.: C’è un… Mi perdoni. Mi perdoni. Aspetti. Mi faccia finire l’esposizione poi diciamo… Quel pezzo di metallo però è avvolto in un pezzo di stoffa, il minimo che noi possiamo fare è cercare di verificare se quel pezzo di stoffa può provenire dalle stoffe che in quantità industriale il Pacciani tiene in casa sua. Quando siamo andati noi non è che abbiamo fatto una ricerca in casa, abbiamo chiesto alle figlie se per caso rammentavano d’aver visto una stoffa bianca a fiori verdi, mi pare che fosse una cosa del genere, a casa loro. Loro ci dissero no, assolutamente non ce lo ricordiamo e quindi stavamo andandocene se non fosse stato per l’assistente Venturini, che avendo seguito la casa di Pacciani, salotto confinante con la cucina, lui è rimasto in piedi sullo stipite ha visto questo strofinaccio, lui ha la vista migliore alla mia evidentemente e a quel punto noi abbiamo detto: ecco, la stoffa è questa?
A.B.: Ecco, certamente.
R.P.: E loro ci han detto: Ehh. Dice: Ma di questa ce n’è un monte di pezze di questo tipo qui. Perché? Perché lo sanno?
A.B.: perché gliel’aveva data una certa signora eccetera, eccetera.
R.P.: Ma questo è un fatto importante, no? Perché quella stoffa era, faceva parte di lenzuola…
A.B.: Date due anni prima
R.P.: Date da una parente, datrice di lavoro della Graziella ma tempo prima. Era un dato che loro ricordano.
A.B.: Due anni prima, quando il signor Pacciani era ancora in galera però.
R.P.: Esatto.
A.B.: Ecco scusi io le faccio la domanda per l’investigatore…
R.P.: Si, però il signor Pacciani nel momento in cui l’asta guida molla viene ritrovata non è in galera, è fuori ed è furoi per l’esattezza da 6 dicembre 1991.
A.B.: Certamente.
R.P.: Dal 6 dicembre 1991 fino al mese di giugno del’92 intercorre un lasso di tempo più che sufficiente per fare in modo che il signor Pacciani, premetto, avvolga quel pezzo di pistola, nell’ipotesi che sia lo… ne prenda tutte le precauzioni atte alla conservazione, al non deterioramento di quel pezzo di pistola e cerchi di nasconderlo, per il resto avvocato io ho molto sperato, molto sperato che l’anonimo che ha scritto quella lettera si facesse vivo.
A.B.: Anch’io lo speravo.
R.P.: Lo abbiamo sperato tutti ma lo abbiamo sperato perché certamente questo dato anche se poi viene a connotarsi nei dati oggettivi appare, appare, si presta a questo tipo di interpretazione che lei gli da.
A.B.: No, io non gli voglio dare questa… io domando a lei, scusi, siccome…
R.P.: Perché guardi..
A.B.: No mi scusi le faccio io le domande, mi scusi dottor Perugini, abbia pazienza.
R.P.: Prego.
P.M.: Però lasciamolo rispondere.
A.B.: Certo ma certo.
Presidente: Prego.
A.B.: Mi perdoni, lei da ottimo investigatore qual è quando vede, sente, avverte, legge delle lettere anonime, avverte questa situazione strana di qualcuno che vuole a tutti i costi, mi scusi la terminologia, il verbo, “incastrare” il Pacciani che cosa fa? Cioè, capito, perché questi vogliono, questo qua è chiaro che è qualcuno che vuole incastrare Pacciani.
P.M.: Così la legge lei, perché lo vuol far dire al teste?
R.P.: Non deduco nessuna ipotesi di fantasia, non lo voglio fare ma posso raccontarle, posso dirle con assoluta certezza che ci sono persone sul conto delle quali sono arrivate ben più di due lettere anonime.
A.B.: Certo.
R.P.: Persone che per’altro non erano neanche mai emerse e comparse in evidenza come è comparso il signor Pietro Pacciani che ha goduto di una notorietà sui giornali, direi strepitosa, secondo me impropria però ce l’ha avuta, a questo punto è strano che ne sia arrivata soltanto una perché la nostra esperienza era ben diversa, perché al momento in cui qualcuno veniva nell’ordine d’idee… veniva pubblicato su la stampa poi sommerso di lettere anonime ma quello che lei dice non significa che qualcuno voglia incastrare il Pacciani. Il tono stesso della lettera anonima è il tono di chi racconta, per quel che ricordo io, di chi racconta un fatto: ho trovato questa lì, e aggiunge e non dice: il signor Pacciani è quello che l’ha nascosta; dice: guardate che lì ci abbiamo visto, ci va lui e con la moglie e le figlie, non so se ricordo, lui ci va, insomma tenetene conto. E’ questo il tono della lettera, quindi un tono narrativo, espositivo non un tono livoroso di colui che vuole a tutti i costi che si mettano le mani sul Pacciani. Aggiunge, il che è poi difficilmente contestabile, che la moglie e le figlie sono tenute in soggezione da lui, magari lo dice in un modo un po’… che quindi non sono libere molto spesso di ragionare col loro cervello, lo dice alla toscana: le son grulle, no?
A.B.: Si.
R.P.: E fanno tutto ciò che lui gli ordina il che è un dato oggettivo, abbiamo…
A.B.: Si, si certo, mi scusi lei però quando finisce questo rapporto per dare, forse inconsciamente, ulteriore peso indagativo a questo ritrovamento mi pare che faccia un’asserzione che non è confortata da un dato oggettivo vero e glielo ripeto, glielo leggo subito.
R.P.: Certo.
A.B.: “Tale affermazione più volte ripetuta dall’indagato… …L’indagato dice la circostanza appare tanto più interessante in quanto stando all’anonimo l’asta guida molla avvolta nella stoffa sarebbe stata da questi trovata in una zona grosso modo ubicata fra la strada che conduce a Luiano e la stradina di Crespello dove il Pacciani si sarebbe recato in passato, asseritamente per rintracciare la moglie che si era persa in quel bosco, andando a cercare funghi, fuori stagione. Tale affermazione più volte ripetuta dall’indagato non solo agli scriventi ed ai Carabinieri, risulta per quel che riguarda il suo essersi recato in quella zona veritiera e puntualmente riscontrata tanto in sede di intercettazione quanto da un servizio di osservazione. Si allega a tale scopo la relazione di servizio del n22-4-92.” E io vado a vedere questa relazione di servizio e la relazione di servizio è piuttosto muta, perché…
R.P.: La prego di leggerla.
A.B.: E la leggo si.
R.P.: Gli dia voce.
A.B.: Dunque, allora, no, no, no ora a me basta: “Annotazione di servizio relativa alla intercettazione ambientale a carico di Pacciani Pietro…” ambientale significa qua dentro, o no?
R.P.: Dovrebbe esserci allegato…
A.B.: Ci ho tutto, guardi le do tutto…
R.P.: Ecco, legga per cortesia…
A.B.: Tutto leggo, tutto leggo.
R.P.: Si.
A.B.: Ambientale cosa vuol dire tanto per cominciare?
R.P.: Che era intercettato in casa sua.
A.B.: In casa sua. “Al signor dirigente della squadra mobile la sottoscritta agente di P.S. Scirocchi Lidia… …di servizio turno 13/19” quindi sta lì a sentire quello che succede in casa
R.P.: E’ il suo compito.
A.B.: E’ il suo compito. E dice. “Ore 12 e 40 il Pacciani commenta quello che sta vedendo in televisione. Ore 14 il Pacciani sta dicendo alla moglie che ha fatto un altro viaggio a San Casciano senza pagare in quanto non ha timbrato il biglietto e se sarebbe passato il controllore gli avrebbe detto che lui lo aveva timbrato ma che non lo aveva segnato pertanto non era colpa sua. Ore 14 e 10 il Pacciani spegne la televisione. Ore 14 e 30 il Pacciani e la moglie vanno in cerca di asparagi.” Ma non si sa dove. Non c’è scritto dove.”Alle 17 il Pacciani e la moglie rientrano. Alle 17 e 30 il Pacciani è in giardino.”
R.P.: Quando il Pacciani e la moglie escono di casa per andare in cerca di asparagi c’è altro agente che si occupa di vedere dove vanno…
A.B.: Però lei non l’ha allegato questo
R.P.: Io ho allegato tutto e credo che si dovrebbe trovare anche quella relazione di servizio.
A.B.: No, non c’è perché io ho letto tutto.
R.P.: Allora…
P.M.: Perché non lo facciamo dire ai testi dato che gli atti di P.G. in questo processo non sono usufruibili?
A.B.: A tale scopo l’ho letto tutto
P.M.: Gliel’ho fatto leggere perché non si dicesse che il P.M. non vuole che si leggano gli atti ma questi atti non sono usufruibili, dobbiamo sentire i testi, avvocato Bevacqua.
A.B.: No Volevo sapere…
Presidente: Avvocato c’è poco da fare…
P.M.: No, c’è poco da fare ha letto fin’ora rapporti non usufruibili e io che devo fare?
Presidente: Chi di spada ferisce di spada perisce.
A.B.: E io non ho colpito di spada, né di pugnale, né di piede
P.M.: Tant’è che sono stato zitto, però non può dire che manca un atto, non sono usufruibili, sentiamo i testi.
A.B.: Va be’
P.M.: Se è da stamani che dico sentiamo i testi!
A.B.: No, siccome, mi scusi Presidente, la cosa è un po’ diversa.
Presidente: Formuli diversamente la domanda.
A.B.: No, la cosa è leggermente diversa perché nel rapporto si parla di un allegato e io leggo l’allegato e l’allegato non mi dice niente. Punto e basta.
P.M.: E’ un rapporto giudiziario non è usufruibile come atto della Corte
R.P.: C’è con assoluta certezza.
A.B.: Va bene, lei dice che l’ha allegato, lo vedremo, abbia pazienza. Allora io ho quasi finito perché mi passa la voce, la voce è importante per uno che parla sempre. No.

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