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lunedì 25 ottobre 2010

Pietrino Locci - Deposizione dell'8 luglio 1994 - Prima parte

Fratello maggiore di Barbara Locci. Fu ascoltato l'8 luglio 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni.
 
Presidente: Chi abbiamo? Altri avvocato Santoni?
P.M.: Si l'ultimo teste.
Presidente: Introduciamo il Locci Pietro
Avvocato Bevacqua: Signor Presidente chiedo scusa, in relazione al rapporto che è stato prodotto dal collega voglio fare una richiesta specifica di audizione del Maresciallo Congiu, ex articolo 507 ed il Maggiore Torrisi per questa circostanza che può essere anche non suggestiva ma importante, i signori carabinieri...
Presidente: Scusate, però io vi voglio dire una cosa, voi date per ammesso che la Corte abbia ammesso questo rapporto il che è tutto da vedere.
A.B.: Certamente, siccome il rapporto è grosso
Presidente: Se, se, per praticità, se la Corte lo ammette siete rimessi in gioco con tutte le richieste.
A.B.: Certamente signor presidente.
Presidente: Ve lo prometto. E' solo per una questione di risparmio di tempo. E' solo proprio per quello.
A.B.: Mi perdoni signor presidente ma per economia anche per la corte io non so se la corte riuscirà a leggere tutto il rapporto nel giro di un quarto d'ora/venti minuti, è impossibile, pressappoco.
Presidente: Ci metteremo tutto il tempo che sarà necessario.
A.B.: Siccome questo rapporto a pagina 37 si fa riferimento ad una indagine precisa, specifica effettuata dai carabinieri a Villacidro, zona in cui vivevano e stavano i signori Vinci e in questa zona è stato scoperto che erano state vendute diverse pistole calibro 22, erano pistole ricorrenti, una di queste pistole che fu venduta a tale Aresti Franco, fu venduta a questo Aresti franco il quale andò in Olanda, in Olanda questo signore morì e furono rispedite a casa dalle autorità olandesi, se non erro, tutte le masserizie, le cose di questo signore, tranne la pistola che evidentemente, forse non l'aveva portata.Questa è un'indagine che fu fatta
P.M.: O era rimasta in Olanda.
A.B.: Non lo so, fu un'indagine che fu fatta dal maggiore Torrisi. Indagine che fu anche estesa ad un presunto suicidio della moglie di Salvatore Vinci, presunto suicidio, dove c'è una moglie che si suicida e un bambino che, guardacaso, che vive, bambino che doveva morire perchè anche lui, almeno così si dice in questo rapporto, sarebbe stato colpito dal gas, lo stesso gas che aveva colpito la madre, la madre muore con il tubo di gas qui accanto, il bambino invece è vivo e vegeto. Sono tutte circostanze che hanno, che possono avere un significato, comunque io mi permetto di rassegnarle all'attenzione della Corte. Grazie
P.M.: Presidente, scusi, due parole per dire che mi oppongo, qui c'è un fatto certo a carico del signor Pacciani, omicidio del '51 è stato respinto tutto, si va a parlare di un fatto a  carico di un'altra persona che è stata prosciolta, io dico, più aberrazione c'è in queste richieste e in queste parole ultime della difesa
Presidente: Va bene, ognuno fa le richieste che crede.
P.M.: Si certo, mi oppongo e spiego.
Presidente: Invece adesso andiamo avanti e sentiamo il teste che è il signor..
P.L.: Locci Pietrino
Presidente: Ah, il Locci.
P.L.: Locci
Presidente: Locci Pietro. Locci Pietro o Pietrino?
P.L.: Pietrino.
Presidente: Pietrino, benissimo, vuol dare le sue generalità? Quand'è nato e dove
P.L.: 1926, 18 ottobre a Villasanto provincia di Cagliari.
Presidente: Villa...
P.L.: Villasalto provincia di Cagliari
Presidente: Villasalto provincia di Cagliari
P.L.: Mi ha capito ora? No
Presidente: Benissimo. Senta, vuole leggere quella formula? Riesce a leggere?
P.L.: Consapevole della...
Presidente: Legga ad alta voce
P.L.: ...Responsabilità morale
Voce fuori microfono: Ehh, morale!
P.L.: ...e giuridiche che assumo con la mia deposizione mi impegno a dire tutta la verità e nient'altro a non nascondere la verità nulla di quanto è in mia conoscenza.
Presidente: Bene, per favore, lei è stato indotto come teste dalla parte civile rappresentata dall'avvocato Santoni, allora le verranno rivolte domande prima dall'avvocato e poi dal Pubblico Ministero e poi dagli altri avvocati. Risponda per quanto lei sa. Prego.
Avvocato Santoni. Lei è fratello di Barbara?
P.L.: Si signore.
A.S.: La moglie di Stefano Mele
P.L.: Si signore.
A.S.: Lei si ricorda? Lei lo ha conosciuto Stefano Mele?
P.L.: Certo se ha sposato mia sorella l'ho conosciuto di certo.
A.S.: Era una persona suggestionabile facilmente
P.L.: Per conto mio era una persona alla bona, così...
Presidente: Scusate un attimo ho dimenticato di fare la solita domanda. Consente o no la ripresa televisiva?
P.L.: Io son un pò sordo di orecchi.
A.S.: Allora, siccome in quest'aula c'è in funzione la televisione vuole essere ripreso o no?
P.L.: Ma no.
A.S.: No. Ecco, allora signori non riprendiamo il signor Locci. Ecco, scusi, l'ho interrotta vada pure avanti avvocato.
A.S.: Era una persona facilmente suggestionabile? Debole di carattere?
P.L.: Chi? Io?
A.S.: No, Stefano Mele.
Presidente: Il Mele, suo cognato.
P.L.: Si, era proprio... come un bambino, come carattere era bono, ecco.
A.S.: Quindi era facile che lui eseguisse ordini che qualcun'altro gli poteva dare.
P.L.: Ma nun credo.
A.S.: Era suggestionabile quindi facilmente
P.L.: Io non la sento bene perchè...
A.S.: Era facilmente impressionabile o no? Suggestionabile, debole di carattere, insomma.
P.L.: Si, debole di carattere.
A.S.: Una domanda era questa, voi siete andati dai carabinieri a parlare con lui dopo l'omicidio? Perchè dicesse la verità?
P.L.: Noi quando s'è saputo la morte di mia sorella siamo andati da coso, dov'era, l'hanno portata a Careggi, mi sembra.
A.S.: Si, sua sorella
P.L.: La mia sorella.
A.S.: Ma siete andati dai carabinieri per parlare con Stefano Mele?
P.L.: Si, mi pare che l'avevano portato a Lastra, si, a Lastra a Signa.
A.S.: Esattamente.
P.L.: Si.si.
A.S.: E perchè ci siete andati a parlare con Stefano Mele?
P.L.: È, per dirgli com'era successo.
A.S.: Per dirgli?
P.L.: Per dire che, come... insomma che sapeva qualcosa.
Presidente: Chiedergli se sapeva qualcosa
P.L.: Della morte della mia sorella, ecco il discorso.
A.S.: E quindi anche per dirgli di dire la verità?
P.L.: Eh, ma noi non abbiamo avuto nè la verità nè bugie, ecco.
A.S.: Ma voi lo ritenevate colpevole? Voi lo diceste pubblicamente questo.
P.L.: Non ho capito eh?
A.S.: Voi lo ritenevate colpevole?
P.L.: Mah, non credo. Per conto mio e per conto dei miei fratelli no.
A.S.: Siccome questo avevate detto nell'interrogatorio io lo volevo sapere da lei, perchè questa difesa di parte civile è indifferente a destra e a sinistra, questa è una cosa importante che tutta la sua famiglia ha ripetuto e noi la volevamo sapere. Lei sa nulla di sua sorella se aveva... il suo modo di condurre la casa? Se spendeva facilmente i soldi, se non li spendeva, se aveva delle critiche per questo, se aveva altri uomini, oltre a Stefano Mele?
P.L.: Senta, lei era a Lastra a Signa e noi eravamo alla Romola e cosicchè la distanza è un pochino diversa, poi sempre tutti i giorni non si potrebbe vedere dall'uno all'altro e nemmeno per chiedere come si comportava ma per conto mio, perchè la relazione era bona ma noi di questo fatto che aveva un altro uomo non si sapeva.
A.S.: Non sapevate nulla.
P.L.: Non sapevamo nulla.
A.S.: Neanche del fatto che lei spendeva molti soldi...
P.L.: Ora questo qui, perchè la mi' povera mamma forse avrà saputo qualcosa ma è morta da tanti anni ormai...
A.S.: Quindi era sua madre che sapeva le cose...
P.L.: La mi' povera mamma.
A.S.: Nessun'altra domanda Presidente. Grazie.
Presidente: Avvocati di parte civile nessuna domanda? Signor Pubblico Ministero?
P.M.: Nessuna domanda Presidente. Grazie.
Presidente: Avvocato Bevacqua prego.
Avvocato Bevacqua: Senta, lei sapeva che la casa di sua sorella era frequentata da un certo Vinci, Salvatore, che ci stava? Che dormiva? Anche a casa sua....
P.L.: Chi? Salvatore?
A.B.: Salvatore Vinci. Lo conosce Salvatore?
P.L.: Mah se frequentava Lastra a Signa non lo so ma quando era con noi...
A.B.: Prima che nascesse suo nipote, prima, un anno prima, pare che, cioè sarebbe scritto da qualche parte che questo Salvatore Vinci dormiva a casa di sua sorella.
P.L.: Si, quello lo avevo sentito dire.
A.B.: Ohooo, dormiva a casa sua. Finalmente! Senta una cosa, dormiva e quindi lei lo conosceva questo Salvatore Vinci?
P.L.: Non gli posso dire niente di quello che facevano loro, non lo so.
A.B.: Si, ma questi Vinci lei li conosce? Di quale paese sono?
P.L.: Mah, la nomina l'aveva, poi se era un uomo pericoloso, quel fatto lì non lo so.
A.B.: Che nomina aveva?
P.L.: Nomina, la gente diceva che era uno che aveva picchiato la moglie, robba del genere, ecco.
A.B.: Aveva picchiato oppure...
P.L.: Mah, io non lo so
A.B.: Insomma era un uomo un pò pericoloso.
P.L.: L'ho sentito dire e basta.
A.B.: Ecco. Lei sapeva di quale paese erano questi signori?
P.L.: No.
A.B.: Villacidro sa dov'è?
P.L.: Villacidro è sempre provincia di Cagliari.
A.B.: Sardegna!
P.L.: Si.
A.B.: Lei di dov'è?
P.L.: Io sono di Villasalto provincia di Cagliari.
A.B.: Di Cagliari anche lei?
P.L.: Si, però io non ho mai conosciuto eh..
A.B.: No, no, io non voglio... Senta, lei sa se suo cognato frequentava delle amicizie sempre ed esclusivamente sarde? Di origine sarda o perlomeno
P.L.: Questo io non glielo posso dire perchè non c'ero addietro a queste cose qui, perchè io avevo la famiglia e andavo sempre a lavorare a Firenze, facevo il muratore ancora, cosicchè non avevo tante relazioni, ecco..
A.B.: Francesco Vinci l'ha conosciuto? Il fratello di Salvatore
P.L.: No, no.
A.B.: Non lo conosceva.
P.L.: L'avevo sentito dire, che dormiva in casa del Mele
A.B.: Salvatore dormiva in casa di Mele
P.L.: Ah, Salvatore... che è un'altro?
A.B.: È un altro fratello.
P.L.: Eh no, no.
A.B.: Va be'. Comunque uno dei Vinci dormiva in casa di Mele. Pronto?!?... Uno dei Vinci dormiva in casa del Mele
P.L.: Questo io..
A.B.: L'aveva sentito dire
P.L.: Non glielo posso giudicare
A.B.: Senta lei dove abitava rispetto alla casa di suo cognato?
P.L.: No, no, io abitavo alla Romola, che è provincia di San Casciano e loro erano a Lastra a Signa. Quando si son sposati son tornati là
A.B.: Dove son tornati loro?
P.L.: A Lastra a Signa, si la mia sorella con il marito.
A.B.: Sua sorella con il marito stavano... ma prima stavano alla Romola?
P.L.: Prima questo Mele a Casellina.
A.B.: A Casellina.
P.L.: E la mia sorella abitava con la mamma.
A.B.: Con la mamma.
P.L.: Con la mamma mia.
A.B.: E dove stava sua sorella?
P.L.: Alla Romola.
A.B.: Poi sua sorella è andata a Lastra a Signa.
P.L.: Poi quando s'è sposata sono andati a...
A.B.: Si ricorda quando si è sposata?
P.L.: Ehhhehh
A.B.: Ecco, quanti anni prima della nascita del ragazzo?
P.L.: Di tempo?
A.B.: Si era sposata?
P.L.: Ma io credo che o è rimasta incinta, non mi ricordo, lui è nato nel...
A.B.: '61.
P.L.: '61.
A.B.: Dicembre '61. Insomma è rimasta incinta e si è sposata.
P.L.: Ma però allora abitava, quando s'è sposata abitava in casa del babbo di lui. A...
A.B.: Del babbo di lui.
P.L.: A Casellina.
A.B.: Dove abitava anche il Salvatore Vinci.
P.L.: No semmai lui è stato, questo Salvatore Vinci era andato a dormire oppure a... non lo so...
A.B.: A fare che cosa lo sa solo lui?
P.L.: A Lastra a Signa. Perchè prima il babbo di Mele avevano la casa in una bottega poi la casa dov'è tornato Stefano e mia sorella era di proprietà di loro, che il babbo l'aveva comprata.
A.B.: Ho capito. Senta, lei non ha conosciuto nessuno di questi altri signori.
P.L.: No, no. no.
A.B.: Non li conosce per niente.
P.L.: Assolutamente no.
A.B.: Va bene. Grazie.
Segue...

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