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giovedì 22 luglio 2010

Valeriano Raspollini

Originario di San Casciano Val di Pesa, organizzatore di esposizioni di arte moderna. Il 28 settembre 1985 dichiarò quanto segue agli ufficiali di Polizia Giudiziaria.

"Nel settembre 1985, subito dopo aver saputo dai giornali e dalla televisione che due giovani francesi, un uomo e una donna erano stati uccisi in via degli Scopeti dal "mostro di Firenze", ne parlai con la mia amica Sharon in quanto ella mi aveva accompagnato a casa proprio la sera di domenica 8 settembre, 1985, intorno alle ore 23 o poco dopo, al termine di una giornata passata in sua compagnia a trovare delle persone che abitavano in località Panicale di Perugia. Ricordo che cenammo là. La Sharon possedeva allora una Alfa Romeo Super modello Giulia. Voglio precisare che, pensandoci bene, ritengo che arrivammo a casa mia, più verso le 24 che verso le 23. Ritornando allo scambio di impressioni che io ebbi con Sharon subito dopo la notizia del delitto ricordo che ella era abbastanza turbata per un particolare che aveva notato dopo che mi aveva lasciato a casa e proseguiva da sola in auto lungo via degli Scopeti in direzione di Firenze, transitando per Spedaletto, Sant'Andrea in Percussina, Scopeti, nonchè per la probabile concomitanza di questo transito con un evento così cruento e drammatico. Mi spiegò infatti, che giunta all'altezza della piazzola del delitto aveva notato la strana manovra di una vettura bianca, a suo dire di media cilindrata, che proveniente dal viottolo sterrato che conduce alla piazzola, nell'immettersi sulla strada asfaltata, aveva improvvisamente spento i fari ed innestato la retromarcia con l'evidente intenzione di non farsi notare da chi stava sopraggiungendo, nella fattispecie dalla Sharon. Ricordo anche che la mia amica aveva avuto la netta impressione che a bordo della macchina vi fossero due o più persone. La sua prima impressione fu quella di pensare ad una coppia di amanti che non volevano essere riconosciuti. Rendendomi conto che il racconto di Sharon poteva avere forse qualche rilevanza per le indagini la consigliai vivamente a rendere testimonianza formale presso la Stazione dei Carabinieri di San Casciano, cosa che la donna fece effettivamente la sera del 10 settembre, dopo che io l'avevo invitata a cena a casa mia. Fui io stesso ad accompagnarla in caserma. Nella circostanza ricordo che il suo racconto non fu preso in grande considerazione dai verbalizzanti: l'impressione fu di incapacità a valutare rapidamente la consistenza di questa segnalazione."

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