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mercoledì 27 gennaio 2010

Luigi Napoleoni

Ex capo della squadra mobile di Perugia. Nel 1985, svolse, senza informare il suo diretto superiore, Alberto Speroni, alcune indagini sul Mostro di Firenze. Della sua attività non vi è traccia nei rapporti di servizio ma la Questura perugina scoprì che nel settembre 1985 si recò a San Casciano e poi a Firenze, alla ricerca di un appartamento locato da Narducci. In Questura fu trovato un foglio relativo a questa indagine datato 30 settembre 1985 su cui fu annotato: "mostro di Firenze — ufficio postale — bar Jolly — via stretta — città — seduto fuori — colore di capelli casta ni — occhi — occhiali scuri — vestito maglietta bianca , blu jeans — un po’ di barba — niente orologi — bracciale". Sull’altro lato del foglio c’è scritto: "Timberland — solo al bar — soldi dove sono — in tasca della maglietta". E di traverso: "Jach’ò (discoteca "Jackie'O"? n.d.r.) — no macchina—sembra che... lettere sigillate pubblico presente — raccomandata — occhiali nel cassetto dell’ufficio pistola — soldi in barca... ore 14... finire il suo lavoro... 21.00 oggi pizzeria in taxi (Fi)... telo marrone mancante in una casa disabitata lontana dall’... taxi colore azzurro." L'8 settembre 1985, dopo il duplice omicidio di Nadine Mauriot e Jean Michel Kravechvili, la squadra di Napoleoni svolse indagini a Foligno, dalle ore 18:00 alle 20:00 e dalle ore 22:00 alle 04:00 del mattino e dalle 17:00 alle 20:00 del giorno 9. Dai "Prospetti di lavoro straordinario", archiviati in Questura, emerge che l'8 ottobre 1985, Luigi Napoleoni, registrò "due ore di straordinario (ore 21/23) per indagini a Foligno sul mostro di Firenze". Altre 19 ore furono segnate nei giorni successivi, dai collaboratori dell'ispettore, per "ricerche per la scomparsa di Francesco Narducci" e per "indagini relative al mostro di Firenze". Il 15 ottobre 1985, quando ebbero luogo i funerali di Francesco Narducci, fu svolto "un servizio riservato nella città di Foligno". Il 25 gennaio del 2002, dinanzi al PM Mignini, dichiarò: "La notte tra l’8 e il 9 ottobre 1985, venni informato dal questore Trio di recarmi subito nei pressi del lago Trasimeno in quanto era scomparso il dr. Narducci Francesco. Rimasi sorpreso da questa chiamata perché il questore avrebbe dovuto, a mio avviso, avvisare prima il dirigente dr. Speroni... Durante i tre giorni in cui rimasi sempre al lago, chiesi al questore di poter interrogare la moglie e i familiari, e comunque di effettuare gli accertamenti approfonditi ma il questore mi ripeteva che non erano necessari perché tanto si trattava di una disgrazia. Ciò avvenne prima ancora che fosse rinvenuto il cadavere. Il giorno del ritrovamento, che era di domenica, fui avvertito dalla sala operativa che era stato rinvenuto un cadavere nel lago Trasimeno; immaginando che si trattasse del Narducci, insieme all’agente Antonio Tardioli andai sul posto... Ricordo che il cadavere era gonfio e di colore marrone scuro, un po’ saponato. Ricordo anche che, dopo il ritrovamento del cadavere, non ricordo con precisione quando, andai a Firenze nell’abitazione che poteva essere stata utilizzata dal dr. Francesco Narducci per ricercare parti di corpo femminili sotto alcool e sotto formalina; non ricordo l’ubicazione dell’appartamento, ricordo solo che si trattava di una costruzione non recente a più piani, non ricordo se relativa ad un condominio. Non ricordo neppure la zona dove si trovava l'abitazione; a me sembra, ma non ne sono sicuro, che siamo entrati dentro Firenze. Di quella casa ho un solo ricordo, di un corridoio, ma non ricordo chi mi ci mandò né con chi fossi, probabilmente con un collaboratore della squadra mobile. Le ricerche dettero esito negativo".
Nel giugno 2002, riferì: "Andammo a Firenze e individuammo la strada, ricordo che entrammo in un appartamento con un corridoio lungo. Non ricordo nemmeno se chiedemmo aiuto alla mobile fiorentina o avvisammo l’autorità giudiziaria, come si fa in questi casi".
Il 22 gennaio 2004 fu intercettato telefonicamente, alla figlia Monica, relativamente a Francesco Calamandrei, riferì: "...Fa parte di una setta esoterica, lui è uno di quelli che mandava... E poi sembra che 'sto Narducci fosse colui il quale, questo lo dico io, teneva i macabri resti delle donne uccise eccetera... Poi a un certo momento sicuramente questo forse voleva uscire dal giro e l'hanno amma... Insomma, il mandante anche dell'omicidio di Narducci... quando esce fuori Trio...".
Oggi dirige a Perugia la "Napoleoni Investigazioni" una agenzia investigativa privata.
Rif.1 - La strana morte del Dr Narducci pag.38
Rif.2 - Il mostro pag.301

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