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martedì 13 ottobre 2009

Francesco Di Leo

Maresciallo dei Carabinieri. Nel 1988 eseguì una perquisizione presso l'abitazione di Francesco Calamandrei. Il 18 aprile 2005 dichiarò al Pubblico Ministero: "Ricordo di avere effettuato una perquisizione, ricordo che parlammo all'epoca anche della perquisizione, a seguito di indicazioni di una fonte confidenziale, ma che poi dopo si presentò, ed era lei, con il colonnello Rotellini e prima della perquisizione ricordo che la Ciulli, a suo dire, era un'amica di vecchia data della moglie del Procuratore dottor Vigna, che si era rivolto a lei per esternare i suoi sospetti sul marito e il dottor Vigna l'aveva segnalata al colonnello Rotellini. (...) Ricordo che circa un anno dopo, parlando con il collega Maresciallo Frillici, che all'epoca era in servizio al R.O.S., ebbi l'impressione che loro avevano preso in mano la situazione della Ciulli. Ricordo anche che mi fece capire, il maresciallo Frillici, che la Ciulli in qualche modo aveva riferito cose non vere e cioè che io avessi in passato fatto qualche avance e lo stesso a dire del maresciallo Frillici, era successo con l'avvocato Lena. Poichè loro me lo chiedono, ricordo che nel corso della perquisizione guardammo anche nel frigorifero e l'unito freezer, che era in casa Calamandrei, non trovammo niente di utile per le indagini. Non ricordo se il motivo di quel controllo era originato da discorsi della Ciulli o meno in merito alla conservazione dei reperti legati agli omicidi".
Rif.1 - Sentenza del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze contro Francesco Calamandrei del 21 maggio 2008

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