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lunedì 23 marzo 2009

Pietro Fioravanti

Classe 1935. Originario di Appignano del Tronto in provincia di Ascoli Piceno. Ha insegnato filosofia per tredici anni, prima di passare alla toga. Fu avvocato di Pietro Pacciani fin dall'aprile del 1994. Per questo suo ruolo professionale fu vittima di numerosi sabotaggi e minacce. Nell'ottobre del 1994, nell'arringa a difesa del contadino di Mercatale, disse: "Ho la sensazione che quest' uomo possa finire la sua vita qui, se la sentenza sarà quella sollecitata dall' accusa. Pacciani è un uomo morto. E' spacciato. Ha la pressione minima a 120, la massima a 190. Per lui il processo non si può fare due volte. O è assolto o per lui è la morte. (...) Io amo quest' uomo così sprovveduto. Non difendo il mostro di Firenze ma un uomo disperato nella cui innocenza credo fermamente. Nei suoi occhi leggo la speranza, nel suo cuore la certezza. E ai genitori delle vittime chiedo: permettetemi di versare una lacrima sulle sedici bare. (...) Se voi condannate quest' uomo io penso che sarà commessa una enorme ingiustizia, un enorme errore giudiziario. Voi giudici non dovete essere né tranquilli, né sicuri, né certi. Ricordate San Luca: ' Se un cieco guida un altro cieco, tutti e due finiscono nella fossa' ". Il primo novembre 1994 Pietro Pacciani fu riconosciuto colpevole di tutti gli omicidi tranne che per quello del 1968 e fu condannato alla pena di sette ergastoli. Nel gennaio del 1996 gli avvocati di Pietro Pacciani, Rosario Bevacqua e Pietro Fioravanti furono sostituiti da un nuovo staff difensivo composto dall'avvocato romano Nino Marazzita ed i consulenti Carmelo Lavorino e Francesco Bruno. Fioravanti commentò: "Queste manovre fanno parte di un disegno molto più vasto: l' obiettivo è destabilizzare la procura di Firenze e colpire il suo capo, il procuratore Vigna. Io non voglio infognarmi in faccende di servizi segreti". I due avvocati storici successivamente, verranno riammessi nel pool difensivo. Tra i motivi di appello alla condanna di primo grado, Pietro Fioravanti scrisse : "I sacrifici migliori per evocare i demoni sono quelli degli esseri umani e la morte più favorevole è quella che avviene durante l'orgasmo ed è chiamata "mors justi". Una simile affermazione conduceva ai delitti del mostro che aveva colpito le sue vittime mentre facevano l'amore. (...)" Relativamente all'identità del mostro scriveva: "si tratta di una frangia impazzita di certo satanismo che prevede il sacrificio proprio nel fatale momento dell'orgasmo (...). In quel preciso momento si liberano potenti energie indispensabili per chi compie l'azione satanica che rafforza se stesso e il rituale che deve celebrare."
Il 13 febbraio 1996, la Corte di Assise d'Appello annullò la precedente sentenza, assolvendo Pietro Pacciani da tutti i delitti.
Nel 2004 dichiarò: «Visto che tutti scrivono libri (riferendosi a Scarabeo, di Michele Giuttari n.d.r.), anche io ne ho scritto uno: Confessioni di un mostro, questo il titolo. Dentro ci sarà tutto quel che Pacciani mi disse, tutti i segreti che mi rivelò. Sarà un libro esplosivo. A sei anni dalla sua morte, e davanti al procedere di questo nuovo filone di indagine, ritengo sia giunto il momento di far conoscere le verità da me apprese come difensore del contadino ». Ad oggi il libro non ha mai visto la luce.
Rif.1 - La Repubblica - 19 gennaio 1996 pag.18
Rif.2 - La Repubblica - 25 ottobre 1994 pag.22
Rif.3 - Gente 2004 n.7
Rif.4 - Il mostro pag.280
Vedi anche:
Pietro Fioravanti - Dichiarazioni

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