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martedì 31 marzo 2009

Piero Mucciarini

Nacque il 20 luglio 1924 a Castelnuovo Berardenga. Negli anni '50 si trasferì a Firenze e si sposò con Antonietta Mele, da cui ebbe due figlie, Lia e Daniela. Stefano Mele, nel gennaio del 1984, dopo aver scontato 14 anni di reclusione puntò il dito contro parenti e amici: "Mio fratello e mio cognato - disse allora al giudice istruttore - nel 1968 parteciparono all' assassinio di mia moglie Barbara e del suo amante, Antonio Lo Bianco". Il giudice istruttore Mario Rotella, subentrato a Vincenzo Tricomi, su richiesta del sostituto procuratore Adolfo Izzo, spiccò i mandati di cattura per Giovanni Mele e Piero Mucciarini che furono arrestati il 26 gennaio 1984, imputati di concorso in omicidio e indiziati per i delitti avvenuti dal 1974 al 1983. Secondo il testo "Dolci colline di sangue", la sera del duplice omicidio, Piero Mucciarini "chiese e ottenne un turno di riposo". Secondo un articolo de "La Repubblica" "egli era al lavoro nel forno Buti di via del Roncocorto a Scandicci". Il 15 agosto 1984 il giudice istruttore Mario Rotella respinse l'istanza di scarcerazione presentata dai difensori di Giovanni Mele e Piero Mucciarini, dopo che il "mostro di Firenze" era tornato a colpire a Vicchio di Mugello. Piero Mucciarini, detenuto a Siena, fu scarcerato su ordinanaza del Tribunale della Libertà il 2 ottobre del 1984. Il 13 dicembre 1989, Rotella, chiuse definitivamente la sua istruttoria, con una sentenza-ordinanza di 162 pagine in cui si dichiarava non doversi procedere "per non aver commesso il fatto" nei confronti di Francesco Vinci, Giovanni Mele, Piero Mucciarini e Salvatore Vinci.
In "Compagni di sangue" viene inizialmente citato come Stefano Mucciarini.
Rif.1 - La Repubblica - 31 luglio 1984 pag.13

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