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domenica 22 marzo 2009

Magdalen Nabb

Scrittrice, nata nel 1947, nel Lancashire, in Gran Bretagna. Nel 1975 si trasferì a Firenze dove svolse l'attività di insegnate. Nel 1981 scrisse il suo primo romanzo: "Morte di un inglese" che riscosse i complimenti perfino di Georges Simenon. Da allora ha pubblicato le sue storie in tutto il mondo, "storie di crimini ambientate a Firenze che mi permettono" disse ad un giornalista del Corriere della sera, "tramite un' indagine, di ritrarre la citta' e delineare la psicologia dei suoi abitanti". Nel 1996 pubblicò con la casa editrice inglese Harper Collins "The Monster Of Florence", la cui edizione italiana non ha mai visto la luce per volere dell'autrice. Il 19 agosto 2007 morì a Firenze all'età di sessanta anni. Quello che segue è il testo di alcune interviste rilasciate al Corriere della Sera.
Giornalista: "Signora Nabb, che cosa le ha dato piu' fastidio?"
Magdalene Nabb: "Innanzi tutto l' atteggiamento di quelli schierati tra innocentisti e colpevolisti, sulla base non di fatti ma di pure impressioni. L' errore e' stato quello di dare il via a un processo senza nemmeno una prova contro l' imputato. Comunque vadano le cose la sua vita e' finita".
Giornalista: "Si e' arrivati a questo processo impreparati?"
Magdalene Nabb: "Di certo so che prima di Pacciani sono finite in carcere altre persone con l' accusa di essere il mostro. Avrebbe dovuto far riflettere".
Giornalista: "Vuol dire che gli inquirenti si sono fatti prendere dalla febbre del mostro e hanno cercato in ogni modo l' autore di questi serial killer?"
Magdalene Nabb: "Qui non ci troviamo di fronte a un serial killer, ci sono troppe anomalie e questi 16 omicidi presentano aspetti contraddittori. Ma il discorso ci porterebbe lontano...". Giornalista: "Allora cosa dobbiamo pensare?"
Magdalene Nabb: "Dobbiamo pensare che le indagini sono state per lungo tempo carenti. Con lati oscuri. Lo stesso presidente della Corte, Enrico Ognibene, ha manifestato perplessità."
Giornalista: "E' stato tralasciato qualche aspetto importante?"
Magdalene Nabb: "Non è semplice rispondere a questa domanda, anche perchè ci sono persone che hanno lavorato per anni cercando di dare il massimo, di scoprire tutto quanto era possibile, ma evidentemente non avevano gli strumenti e l' esperienza necessaria per affrontare un caso tanto complesso".
Giornalista: "Ci faccia un esempio."
Magdalene Nabb: "Scarsa attenzione è stata data, a mio avviso, al mondo dei guardoni. Sono certa, custodisce numerosi misteri legati a queste vittime. Tra l' altro, il mondo dei guardoni e il paesino della campagna Toscana sono gli ambienti fissi piu' importanti di questa storia. E per capire Pacciani, non si può ignorare costumi e abitudini dei suoi luoghi, della sua terra."
Giornalista: "Si spieghi meglio."
Magdalene Nabb: "Ho vissuto in quelle zone, a Tavernelle, Montelupo. Voglio dire con franchezza che Pacciani è uno dei tanti. Come lui ce ne sono troppi. Anche la violenza alle figlie, gesto terribile, assume connotati diversi in quella cultura. Oggi purtroppo abbiamo perso contatto con quel mondo. E capire diventa piu' difficile."
Magdalene Nabb: "Un commento? Siamo sempre in alto mare. Non sono stupita della decisione presa dalla Cassazione. Questi quattro nuovi testimoni ci sono. Hanno parlato. Diventava doveroso sentirli in un nuovo processo. Ma temo che sarà una nuova farsa. Mi sembrano testimoni poco attendibili. Sono persone che ruotano da sempre attorno all' inchiesta. Ma sono venuti fuori solo da pochi mesi. Perchè ? Tutto mi sembra poco serio. Siamo ancora in alto mare ma la cosa ormai e' un po' inevitabile. Nella prima fase dell' inchiesta tutto e' stato molto difficile. Mancavano in Italia le conoscenze, la cultura, gli strumenti per poter indagare su un serial killer. C' è anche da dire che questi sono casi in cui i primi giorni di indagine diventano fondamentali. E' lì che si costruiscono le basi per raggiungere gli obiettivi. Perso quell' attimo, tutto si complica, i problemi si ingigantiscono e la soluzione si allontana, e mie parole non vogliono essere solo una critica. Capisco perfettamente quello che hanno dovuto affrontare gli inquirenti. Questa del mostro di Firenze è una storia difficilissima. E diventa ingiusto criticare stando seduti in poltrona. Forse c'è stato un momento in cui si è sfiorata una persona che avrebbe sciolto ogni mistero. Sono mancati i controlli e un pizzico di fortuna. Bisogna verificare chi aveva accesso a quella pistola, alla introvabile Beretta calibro 22, chi si trovava fuori dal carcere in quel momento. Era necessario scavare di più. Collegare fatti da una parte e identikit, tipo di autore, dall' altra. Ancora una volta: è mancata la metodologia necessaria. Quella tecnica e quella esperienza che esiste in America e in Inghilterra."
Una intervista molto interessante a Magdalene Nabb è stata pubblicata dal sito Italian-mysteries.com

7 commenti:

giuseppe ha detto...

......sei al solito acutissimo nelle osservazioni. E la Signora Nabb era stata piuttosto chiara :

"Unfortunately, I then had trouble with the journalist who began selling my researches anywhere he could, including to the New Yorker. When he tried to sell to the RAI (Italian State Television) they wouldn’t go ahead with their programme without seeing proof in the form of original documents. The journalist had to admit the stuff was mine and they came to me for it. I refused. It could have led to more unfounded accusations, the last thing I could allow.

....quanto sono strane certe alleanze anche tra nemici, le confluenze nel colpire la credibilità delle Procure, è dato palesemente appurato.
Io credo, fortemente, che mai come adesso ci vorrebbe solidarietà con chi sta Istituzionalmente Investigando (oltre naturalmente con chi lo ha fatto anche prima).

Flanz ha detto...

Sinceramente, visti i risultati, non sono così fiducioso verso chi sta "Istituzionalmente Investigando". Questo caso ormai è bello cotto e bollito e a meno che l'autore dei duplici omicidi, qualora fosse ancora vivo, non decida di autodenunciarsi, non verremo mai a capo di questa incredibile vicenda. Sto leggendo "Inviato in galera" di Spezi e al termine di ogni capitolo cerco di convincermi si tratti di un romanzo di fantasia...
Buona giornata.

giuseppe ha detto...

....vedi Flanz, c'è un errore di fondo :
se ad oggi non siamo arrivati ad una verità completa sul caso, la responsabilità è della nostra Maleducazione Civica, questo caso non credo sia molto diverso da altri "molto tipici Italiani" vedi il caso del circeo (tanto per citarne uno). Nel nostro paese gli interessi famigliari (almeno di certe famiglie)prevalgono su tutto.
Personalmente,nonostante tutte le difficoltà che hanno incontrato, ho ASSOLUTA fiducia (e non potrebbe essere altrimenti)nel lavoro che le Procure stanno svolgendo. Credo, infine che sia assolutamente distruttivo ed inutile, associarsi al coro (spesso molto interessato) di quelli che sono buoni solo a cantare la "malagiustizia" Italiana ........che mi sembra una emerita fesseria ed un danno.

giuseppe ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
giuseppe ha detto...

....aggiungo, se ti leggi il tuo blog, emerge chiaramente che il lavoro delle Procure è stato ben fatto, e laddove errori vi sono stati, sono stati corretti con la necessaria autocritica.

Flanz ha detto...

"Maleducazione civica" di chi ha condotto le indagini a mio avviso. Per ambizione, per giochi di potere, per
scarso senso del dovere, per presunzione, per un modo tutto italiano prepotente di imporsi. Non generalizzo, stimo il lavoro di molti magistrati e sparare nel mucchio dicendo "piove governo ladro" è un atteggiamento che non sopporto. Ma nelle indagini condotte negli anni sulla vicenda del mdf riconosco veramente poche persone degne del ruolo che hanno rivestito. Anche io ho fiducia nelle procure e non hai idea del fastidio che provo ogni qualvolta qualcuno le offende con frasi del tipo "Fare i giudici è da disturbati mentali".
Delegittimarle è un ottimo sistema per ergersi al di sopra di tutto e di tutti finchè ci saranno persone disposte a bersi qualunque scempiaggine. Vabbè, il discorso si fa lungo... Magari un giorno lo affrontiamo davanti ad un caffè! Ciao e buona giornata.

giuseppe ha detto...

Un caffè a firenze è alla portata di un Pratese :-).....comunque questo è un caso molto complesso, il mostro è di una spregiudicatezza unica. Credo sia sempre stato pronto a "muoia sansone con tutti i filistei", chi lo ha aiutato, per forse troppo amore, ne è poi diventato vittima preferenziale. Ci sono tutta una serie di eventi che potrebbero averlo messo in una posizione di "forza", non per ultima, forse, una sua particolare condizione sociale, impensabile.
Nel suo perverso e malato gioco, e nonostante i numerosi errori, il mostro è stato un perfezionista, e ha saputo tenere in pugno, al suo servizio, alcuni soggetti che al momento giusto si sono rivelati risolutivi, per le sue finalità.
Perugini Giuttari Vigna Canessa Mignini ......non sono nè degli sprovveduti nè tantomeno in malafede. Le prove si recuperano in tanti modi :-).........anche accertando piste "assurde", che qualcuno (ispiratore, testimone, "amico".....alcuni li definiscono così) dovrà poi spiegare in modo crededibile, se risultanti false o devianti.
Riascoltati con attenzione la conferenza del Prof. Fusaro che contiene osservazioni acute (...anche se l'ipotesi sul soggetto singolo e legato all'omicidio del 68 .....è assolutamente stramapalata e ....stonata in quel contesto)e poi mettila nel contesto dei fatti accertati. Naturalmente è una ipotesi personale, ma ben suffragata da fatti.
rossi@lasanet.com

 
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