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mercoledì 11 febbraio 2009

Romana Stefanacci

Madre di Claudio Stefanacci. Dopo la morte del figlio rilasciò l'intervista che segue al giornalista Umberto Cecchi.
Romana Stefanacci: "E' importante che continuiate a scrivere. Anche se molte cose mi procurano una grande tristezza. Ma dovete continuare. Solo così l'attenzione di tutti rimarrà desta e le ricerche non verranno abbandonate".
Romana Stefanacci: "C'è una cosa che vorrei al di sopra di ogni altra, vorrei che nessun altro ragazzo dovesse morire per mano di questo individuo. Vorrei che nessun altro genitore dovesse soffrire quello che abbiamo sofferto noi. Perchè vede, si parla di paura, di terrore. A me l'assassino non ha provocato paura, la mia paura l'ho scontata con il dolore, un dolore incredibile che mi auguro nessuno debba provare mai più. Per questo dovete continuare a scrivere. Dovete spingere affinchè venga fatto tutto il possibile perchè l'assassino venga trovato. Non è senso di vendetta, ma di giustizia. Dobbiamo tornare a vivere una vita tranquilla, senza incubi, senza terrore, senza dover piangere dei ragazzi colpevoli solo di essersi voluti bene. Ho altri due figli: devo pensare anche a loro, e loro devono crescere e vivere liberi. Senza terrore".
Il giornalista chiede se la donna abbia un'idea sull'identità dell'assassino.
Romana Stefanacci: "No, non lo immagino. Penso sia un malato. Un uomo con la mente distrutta da chi sa cosa. Purtroppo la sua deve essere una follia difficile da individuare. Così sta fra noi e nessuno lo conosce. Nessuno sa quanto male faccia. Probabilmente è uno psicotico, come sostiene mio cognato, un malato che deve avere enormi problemi che lui avverte, come umani e che invece sono prodotti dalla follia. Possibile che nessun medico abbia curato un uomo così? Che nessuno sappia nulla?"
Il giornalista chiede se la signora abbia fiducia nelle indagini.
Romana Stefanacci: "Ne ho. So che fanno tutto il possibile, ma non so se da soli, senza l'aiuto di nessuno, senza l'aiuto di chi qualcosa sa riusciranno a arrivare alla soluzione".
(...)
Romana Stefanacci: "Dovete scrivere che Pia e Claudio invitano questa società a riscoprire l'amore. Che invitano questa società a riscoprire il rispetto civile. Ecco: a questi due ragazzi uccisi dobbiamo almeno questo. Ma soprattutto lo dobbiamo a coloro che sono ancora vivi e che in questa società debvono crescere. Devono farsi una famiglia. Devono vivere".
Mentre i giornalisti se ne stanno andando.
Romana Stefanacci: "Spero di non vedervi più, perchè assieme ai giornalisti si muovono le notizie e le notizie non sono mai buone, ma se potete far qualcosa fatelo. Ringraziate a nome mio tutti coloro che ci sono stati vicini in questi momenti. Credo che grazie a loro, alla loro amicizia e alla loro sensibilità, sia stato tutto meno crudele".

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