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venerdì 13 febbraio 2009

Giampiero Vigilanti

Nel 1948 si arruolò nella legione straniera. Nel 1954 fu catturato dai Viet Cong in Indocina e fu sotterrato vivo, fu salvato da alcuni commilitoni che lo scoprirono per caso. Fu inviato in Algeria e scaduto il fermo rientrò in Italia dove si trasferì a Prato e dove lavorò come operaio tessile. Nel 1994, durante una perquisizione nella sua casa di Prato, furono trovati 176 proiettili calibro 22 marca Winchester serie H, gli stessi usati dal "mostro di Firenze". Le indagini durarono mesi, ma fu ritenuto estraneo alla vicenda e prosciolto. La CNN realizzò un'inchiesta sul "mostro di Firenze" dove si parlava anche del suo coinvolgimento. Un vecchio zio, Joe Vigilanti, abitante a Newark nel New Jersey, nel tentativo di riallacciare i rapporti con la famiglia, si interessò al caso e contattò Giampiero Vigilanti. I due si incontrarono e ristabilirono un rapporto che nel febbraio del 1998, quando Joe Vigilanti morì all'età di 82 anni, assicurò al nipote una eredità di 18 milioni di dollari (circa 30 miliardi di lire).

3 commenti:

Itaparica webmaster ha detto...

Grazie per aver scritto cosní imparzialmente.

Giancarlo T. ha detto...

La storia dell'eredità si rvelò una bufala. Quando uscì la pista "Pacciani" le indagini andarono in quella direzione. Quest'uomo ho sempre pensato, ed oggi ne ho la conferma con la riapertura delle indagini, che avesse a che fare molto coi delitti. Compresa la somiglianza impressionante con gli identikit. Il Bardazzi parlò di un uomo elegante nel suo bar con un grande anello nero al dito: cercate con google "legione straniera anello" e vedete un po'... di più non so. Attendiamo gli esiti...

Giancarlo T. ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
 
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