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giovedì 29 gennaio 2009

Renato Malatesta

Bracciante agricolo, marito di Maria Antonietta Sperduto da cui ebbe i figli: Luciano, Laura e Milva. Negli anni '70 avevano abitato a Sambuca si erano poi trasferiti a San Casciano negli anni '80. Gabriella Ghiribelli dichiarò che era un suo cliente abituale e fece verbalizzare: "sembrava un uomo disperato ed era sempre pieno di lividi e botte". Lorenzo Nesi raccontò al PM, Paolo Canessa, che Mario Vanni gli confidò che Renato Malatesta dormiva con un falcetto nascosto sotto il cuscino poichè temeva d'ssere ucciso nel sonno. Il 24 dicembre 1980 fu trovato impiccato nella stalla dell'abitazione di Via di Faltignano, da Antonio Andriaccio, che dichiarò: "Vidi che pendeva dalla trave, aveva i piedi un poco sollevati da terra. Lì vicino c' era una panca. Ci sarà montato sopra per poi buttarsi sotto".
La figlia, Laura, raccontò ai carabinieri di San Casciano d'aver visto più volte Pietro Pacciani picchiare il padre minacciandolo: "T'impiccherò, t' ammazzo, ti ritroverò da solo". La moglie e il figlio di Malatesta, Luciano, confermarono.
Il 19 luglio 2007 fu disposta dalla Procura della Repubblica, nelle persone di Paolo Canessa e Alessandro Crini, la riesumazione del cadavere ed il 24 luglio all'istituto di medicina legale di Careggi i medici legali, Aurelio Bonelli e Gianaristide Norelli, con il tossicologo forense, Francesco Mari, effettuarono l'autopsia sul corpo mummificato, e quindi ben conservato, di Renato Malatesta. Lo ioide, l'osso che si trova presso la laringe, risultò integro ed una frattura al naso confermarono le perplessità circa il suicidio. Dell'omicidio furono indagati Antonio Andriaccio e Filipponeri Toscano.
Rif.1 - La Repubblica - 19 febbraio 1996 pag.12
Rif.2 - La Repubblica - 26 luglio 2007 pag.7



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