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martedì 13 gennaio 2009

Gianni Zoppi

Guardiacaccia. Il 10 settembre 1985, dopo che i giornali si erano occupati del duplice omicidio di Nadine Mauriot e Jean Michel Kravechvili, fece verbalizzare le seguenti dichiarazioni: "Avendo appreso dai quotidiani la notizia dell'omicidio commesso a San Casciano V. di P., in merito desidero far presente che i volti delle persone pubblicati oggi da La Nazione li ho visti a Sesto Fiorentino in via di Carmignanello e per l'esattezza alle ore 7:15 del 4 settembre mentre mi trovavo in servizio di vigilanza venatoria all'altezza di una villa molto all'interno della campagna. Su di uno spiazzo frequentato da coppie ho visto la tenda canadese e una Golf bianca con targa francese, mi sono avvicinato e con educazione ho chiesto agli occupanti di uscire e di mostrarmi i documenti perchè in quella zona vige il divieto di campeggio. Senza esitazione mi esibivano i loro documenti dei quali non veniva annotato alcun dato perchè era solo per il riconoscimento, dopo di che gli stessi sono stati invitati ad allontanarsi. Dopo 15 minuti sono tornato sui miei passi e ho notato che si erano allontanati. Questa mattina dai giornali ho riconosciuto i loro volti apprendendo anche che sono stati uccisi. Al momento del controllo l' uomo era in costume mentre la donna aveva solo le mutandine. Nei giorni precedenti nella stessa zona ho notato una moto di grossa cilindrata di colore bianco, presumibilmente Bmw o Moto Guzzi, alla cui guida c' era un uomo alto circa un metro e 75 di robusta costituzione, capelli corti scuri e stempiato, viso tondo, carnagione scura. Vestiva una camicia bianca aperta sul davanti, mi pare avesse una catenina al collo, peli sul petto, indossava pantaloni scuri credo jeans e scarpe sportive. La moto era equipaggiata con due borse laterali. Devo precisare che l'ho visto mentre saliva sulla moto proveniente dal vicino bosco. La moto era sicuramente targata Firenze. Desidero ulteriormente precisare che i turisti parlavano in lingua francese e il colloquio con loro è avvenuto in questa lingua perchè la conosco abbastanza bene. In mia compagnia e per lo stesso servizio si trovava la guardia venatoria Francesco Cellai".

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