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sabato 18 luglio 2009

Baldo Bardazzi

"Gestore di un bar situato in una località a mezza strada tra Vicchio e Borgo S.Lorenzo, tale Bardazzi Baldo, il quale, il giorno successivo all'omicidio, aveva creduto di riconoscere nelle foto delle vittime (Pia Rontini e Claudio Stefanacci n.d.r.) pubblicate dai giornali due giovani che il pomeriggio dei giorno prima erano stati nel suo esercizio verso le ore 16,45. I dati relativi al fatto sono stati riferiti in dibattimento dapprima dal teste colonnello Emanuele Sficchi, all'epoca comandante la Compagnia dei C.C. di Pontassieve, il quale era intervenuto sul luogo dei delitto ed aveva compiuto le prime indagini. Secondo il teste la Pia Rontini quel pomeriggio era uscita di casa verso le ore 16, incaricata dal padre di portargli una birra. Era tornata dopo cinque minuti recando la birra e se ne era poi andata via col fidanzato, rientrando verso le ore 16,50 circa. Il Bardazzi avrebbe affermato che nel suo bar verso le ore 16,45 erano entrati due ragazzi, che egli aveva creduto di riconoscere nelle vittime, ed un individuo del quale descriveva le caratteristiche somatiche, che aveva attratto la sua attenzione per il modo insistente, continuo e quasi truce con cui guardava i due giovani ed anche perchè, non appena questi erano usciti, aveva bevuto d'un fiato la birra che fino ad allora aveva sorseggiato ed era uscito a sua volta: non era stata notata alcuna autovettura in possesso dell'individuo, forse perchè non parcheggiata nei pressi.
La difesa dell'imputato sostiene che costui sarebbe stato l'assassino che già in quel momento stava seguendo i due ragazzi: un uomo descritto come alto, distinto, che aveva al dito della mano un grosso anello, vistoso, forse con uno stemma, di forma forse quadrata, fronte ampia e stempiata, capelli molto corti, biondi con intonazione rossiccia. Un uomo che, secondo le affermazioni del Bardazzi, scrutava i ragazzi con intensità, amarezza, rabbia e che, quando questi se ne erano andati, aveva la mano destra davanti alla bocca, come se avesse voluto coprire il movimento che faceva con quella.
Successivamente è stato sentito il teste Bardazzi Baldo, indotto dalla difesa dell'imputato il quale, nel riconfermare nelle grandi linee la deposizione richiamata, ha precisato che il bar dove era avvenuto l'episodio descritto si trovava in località Torre di Borgo S.Lorenzo, a circa due o tre chilometri di distanza da Vicchio, e, a contestazione del P.M., ha confermato che l'ora doveva essere verso le 16,45, come risultava dalla sua deposizione avanti ai C.C. ai quali egli si era spontaneamente presentato il lunedì mattina, appena appresa dai giornali la commissione dei delitto. Il teste aggiungeva anche che i due ragazzi avevano una Panda posteggiata davanti al negozio, con la quale si erano allontanati, e che a lui, quando aveva visto le foto apparse sui giornali, era sembrato che la coppia di ragazzi fosse proprio quella, o comunque avesse una forte somiglianza con quella da lui vista all'interno dei bar."

Fu ascoltato nell'udienza del 13 luglio 1994 nel processo a Pietro Pacciani, dove non riconobbe l'imputato come l'uomo distinto che aveva seguito i ragazzi.
Fu ascoltato nell'udienza del 24 ottobre 1997 nel processo ai presunti complici del "mostro di Firenze" dove confermò le precedenti dichiarazioni.
Rif.1 - Sentenza della Corte di Assise dell'1 novembre 1994 contro Pietro Pacciani (testo in corsivo)
Rif.2 - Storia delle merende infami - pag. 298
Vedi anche:
- Baldo Bardazzi - Deposizione del 13 luglio 1994
- Baldo Bardazzi - Verbale del 01 agosto 1984

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